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Bologna è una favola!

Ciao! Sono Barbara, insegno italiano come lingua straniera e da novembre 2020 ti racconto l’Italia dal mio punto di vista. Oggi continuiamo il nostro viaggio in Emilia Romagna e andiamo a Bologna, la mia città preferita. Ah, ti avviso: potrei mettermi a cantare una canzone di Lucio Dalla da un momento all’altro! Prima però, come la scorsa volta, Massimo ci aiuterà a capire qualche espressione complessa con la traduzione in inglese…

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Bologna accoglie la diversità

La prima cosa di Bologna che si vede quando si scende dal treno è la vita. Il piazzale di fronte all’uscita della stazione centrale pullula di persone che vanno e vengono: studenti, lavoratori, turisti, innamorati, donne con bambini per mano, ragazzi con le cuffie nelle orecchie, vagabondi.

Sì, a Bologna ci sono proprio tutti e specialmente i vagabondi. Da dove vengo io, spesso li chiamiamo “barboni” per via della lunga barba che, di solito, questi uomini hanno. È un termine dispregiativo e forse sarebbe meglio chiamarli “senzatetto”, ma anche questa parola non sarebbe accurata, perché loro un tetto ce l’hanno ed è il cielo di Bologna.

Io ti avviso (ancora), il mio amore per Bologna è sconfinato come la capacità di accoglienza di questa meravigliosa città: Bologna accoglie tutti, italiani e stranieri, con o senza tetto. E Bologna ha accolto anche me, più o meno una ventina di volte (non lo so più, ormai ho perso il conto!).

Lucio Dalla e Piazza Grande

Ogni volta che metto piede a Bologna comincia a ronzarmi in testa una canzone di Lucio Dalla. E non importa se Lucio non c’è più: è come se lo sentissi ancora cantare dalla finestra di casa sua in via D’Azeglio, dove oggi si può ammirare la sua immagine dipinta sulla parete dell’edificio, per ricordare che Bologna era la casa di un indimenticabile cantautore e jazzista italiano.

Poco distante dalla casa di Lucio Dalla, c’è Piazza Maggiore, che i bolognesi chiamano “Piazza Grande“. E di fatto questo luogo nel cuore della città ospita la Basilica di San Petronio che, secondo il progetto elaborato nel 1388, avrebbe dovuto essere la chiesa più grande della cristianità, superando addirittura la Basilica di San Pietro a Roma. Poco male, perché dentro alla basilica si può trovare un vero primato: la meridiana più lunga del mondo, che misura 67 metri e attraversa la chiesa dal 1657.

Le “perle” di Bologna

Il centro di Bologna nasconde delle “perle” preziose per diversi motivi. Tra queste, non posso che citarti le Due Torri. Si chiamano La Garisenda e La Torre degli Asinelli e rappresentano oggi uno dei simboli della città di Bologna, perché sono le più alte rimaste ancora in piedi. Infatti, Bologna in passato aveva un centinaio di torri che rappresentavano il potere delle varie famiglie nobiliari della città. Ora ne sono sopravvissute 24 (pensa che almeno una di queste torri è abitata da un peculiare signore che, ogni tanto, la apre al pubblico e permette a chi vuole di visitare la sua casa… senza ascensore!)

Un’altra “perla” di Bologna, secondo me, è la Basilica di Santo Stefano: in assoluto il mio posto preferito in città. Se hai visto il film “L’isola delle rose” e ti ricordi la scena in cui il vigile ferma la strana automobile con a bordo i due ragazzi, sappi che quella scena è stata girata proprio lì, davanti a Santo Stefano.

La Basilica di Santo Stefano mi piace perché non è quello che sembra: quando entri appare piccola e semplice, ma se non ti fermi alle apparenze e prosegui un po’ più avanti… scopri che in realtà nasconde ben 7 chiese al suo interno.

L’ultima volta che mi sono ritrovata in Piazza Santo Stefano, di fronte alla chiesa, una mia amica mi ha detto: “Che bello… avrei voluto fare l’università qui!”

Era un sabato pomeriggio di maggio, c’era il sole e stavamo passeggiando tra le bancarelle di un mercato all’aperto, coloratissimo e pieno di libri antichi, tazze e piatti di porcellana, dischi in vinile e gioielli artigianali.

“Sì, anch’io!” le ho risposto, pensando alla famosa Università di Bologna… lo sapevi che è la più antica del mondo?

L’università più antica del mondo

L’Università di Bologna (Alma Mater Studiorum) è stata fondata nel 1088!

Certo, all’inizio non esisteva una struttura fisica che ospitasse gli studenti. Infatti, l’università come istituzione fu creata grazie alle donazioni degli studenti che si erano organizzati in collegi. Se oggi vai a visitare il palazzo dell’Archiginnasio nel centro di Bologna, puoi vedere ancora la rappresentazione degli stemmi di questi collegi studenteschi. Il palazzo dell’Archiginnasio diventò sede fisica dell’Università dal 1563. Lì, puoi anche visitare il famoso “Teatro Anatomico”: un’elegante aula dove gli studenti si sedevano su grandi gradini (quindi dei “gradoni”) di legno per imparare l’anatomia osservando il lavoro dei medici su… dei corpi!

L’ingresso del palazzo si trova in Piazza Galvani n.1, sotto i portici.

Per quanto riguarda la piazza, mi è piaciuta così tanto che ho deciso di dipingerla. Per quanto riguarda i portici, adesso ti spiego qualcosa di molto interessante…

Bologna è la città dei portici

Leggo su Wikipedia che non esiste al mondo un’altra città che abbia tanti portici quanto Bologna: tutti insieme i porticati sono lunghi più di 38 chilometri nel centro storico e fino a 53 chilometri se si contano quelli fuori dal perimetro delle antiche mura.

I portici di Bologna sono così speciali da essere stati candidati a far parte della lista dei beni UNESCO: scopriremo a luglio se entreranno nella World Heritage List.

Una cosa è certa: grazie ai suoi portici, Bologna è la città perfetta da visitare anche con la pioggia. Si può passeggiare a lungo per le vie della città senza mai aprire l’ombrello!

Quando a Bologna c’è il sole, però, a me piace prendere la bicicletta. Uso quelle pubbliche, che sblocco con un’app che ho installato sul mio smartphone e poi comincio a pedalare. È così che un giorno mi sono ritrovata in via Piella e ho notato una cosa strana: c’era una piccola finestra ricavata in una parete rossa.

Così, mi sono avvicinata e l’ho aperta. Non potevo credere ai miei occhi: davanti a me c’era un canale d’acqua che bagnava i muri delle case proprio come a Venezia!

Più tardi, ho scoperto che la “finestrella di Via Piella” è la testimonianza più evidente di un pezzo di storia bolognese. Nel Medioevo, infatti, i bolognesi trovarono un modo per risolvere un grave problema: la mancanza di acqua in città. Infatti, Bologna non è bagnata dal mare e non è attraversata da un fiume.

Così, deviarono l’acqua del vicino fiume Reno con una diga e la fecero arrivare in città per utilizzarla a scopo commerciale e produttivo (è grazie ai mulini ad acqua che i bolognesi diventarono abili produttori di seta).

Oggi, esiste una “Bologna sotterranea” dove scorre l’acqua che rifornisce ancora buona parte delle case cittadine e, specialmente, la bellissima fontana del Nettuno che si trova vicino a Piazza Maggiore.

Potrei stare ancora ore a raccontarti Bologna. Ti parlerei della musica, delle lotte partigiane, degli episodi di terrorismo, delle ricette dei tortellini e della torta di riso. Ma il tempo, per oggi, è finito.

Facciamo così, ti dico un’ultima curiosità e – se non la capisci – te la spiego la prossima volta.

Bologna è chiamata “la dotta, la grassa e la rossa”… Secondo te, perché?

Vocabolario

si scende (dal treno)= one gets off (the train)

pullula (pullulare) = swarms

le cuffie = headphones

dispregiativo = derogatory

ti avviso = I warn you

sconfinato = boundless

(la) accoglienza = the welcome

più o meno una ventina di volte = more or less twenty times

ormai = now

metto piede a (mettere piede a) = set foot in

ronzarmi in testa (es. mi ronza in testa una canzone) = playing on my mind, playing it over in my head

superando = breaking the record

addirittura = even

Poco male (espressione) = Never mind

la meridiana = the sundial

non posso che = I can only

in piedi = standing (the meaning is the two old towers are still there)

ascensore = the lift

la scena = the scene

il vigile = the police man

a bordo (espressione) = on (the car)

sappi (imperativo di “sapere”) = be aware that

è stata girata = it was filmed

stemmi = crests

(la) sede = the seat, the “home”, the headquarters

aula = hall (in this context)

sblocco (da “sbloccare”) = unlock

pedalare = to cycle, to ride

ricavata da/in = obtained from

la mancanza = the lack

deviarono = went astrey, diverted

diga = dam

mulini = mills

seta = silk

te la spiego = I’ll explain that



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