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Cambiamenti 🔃

Ciao! Sono Barbara, insegno italiano come lingua straniera e da novembre 2020 ti racconto l’Italia dal mio punto di vista. Oggi, mentre fuori dalla mia finestra sta nevicando, voglio parlarti di cambiamenti

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Cambiamenti

I bambini italiani studiano molta grammatica fin dal primo anno di scuola. È una cosa a cui non avevo mai fatto caso finché qualcuno, una persona non italiana, non me l’ha fatto notare.

Ricordo le ore passate a ripetere i “pronomi personali soggetto”, uno dopo l’altro:

io
tu
egli
noi
voi
essi

E ogni volta che si imparava un nuovo tempo verbale “difficile” – come il passato remoto di “avere”, che è irregolare – di nuovo li si ripeteva uno dopo l’altro:

io ebbi
tu avesti
egli ebbe
noi avemmo
voi aveste
essi ebbero

Hai notato qualcosa di strano, vero? C’è forse qualcosa che “non ti torna”?

Immagino che si tratti di “egli” ed “essi”. Sì, perché questi due pronomi non compaiono nei libri di italiano per stranieri, a meno che tu non stia utilizzando un manuale di grammatica piuttosto vecchio.

Ma perché queste due parole sono gradualmente sparite dai libri? Semplice, perché non si usano più.

Sì, certo, puoi ancora trovarle in certi romanzi o in alcune traduzioni un po’ “datate“, ma non sentirai mai una conversazione di questo tipo tra due amici:

Ciao Maria, ti presento il mio fidanzato. Egli è Paolo.

Le parole fanno parte di una lingua per un numero limitato di anni e la cosa che forse ti sorprenderà è che questo non viene deciso né da una legge, né da un libro, né tantomeno dagli insegnanti di italiano.

Vocabolario 1

fin da = since

finché non = until (in Italian we always put it negative: “non” is always needed)

di nuovo = again

compaiono (comparire) = they appear

a meno che = unless

piuttosto = rather

sono sparite (sparire) = they have disappeared

certi = certain

datate = aged

viene deciso = passive form of decidere (= it is decided). The verb “essere” can be replaced by “venire” only in the passive form.

tantomeno = least of all

Chi decide come cambia la lingua?

Prima di rispondere a questa domanda, voglio parlarti di un’istituzione italiana che si chiama Accademia della Crusca.

L’Accademia della Crusca è nata a Firenze tra il 1582 e il 1583 e oggi è uno dei principali punti di riferimento per le ricerche sulla lingua italiana. Il ruolo di questa istituzione è principalmente di monitorare quello che accade alla lingua italiana, oltre a quello di diffonderne la conoscenza.

Per esempio, sul sito web accademiadellacrusca.it esiste una sezione dedicata alle parole nuove in cui compaiono, ad esempio, anglicismi come “lockdown” (1 giugno 2020) o altri neologismi come “badante” (4 settembre 2002), ma anche “selfie “(2012), “webinar” (2007), “whatsappare” (2011)… potrei davvero andare avanti per ore.

Ma quindi è l’Accademia della Crusca a decidere come cambia la lingua italiana? Ti svelerò un segreto, la risposta è no. Perché a decidere come cambia la lingua… siamo noi!

Sì, io, tu e tutte le altre persone che la usano. Tutti noi che parliamo la lingua italiana. E questa verità vale per tutte le lingue del mondo.

Facciamo un altro esempio, per capire meglio.

Penso fosse intorno al 2012 quando per la prima volta in televisione ho sentito la parola smartphone. Si trattava di una pubblicità in cui compariva un testimonial, un famoso calciatore italiano. Nello spot, il calciatore si ritrovava in una serie di situazioni in cui qualcuno gli insegnava che cosa fosse un innovativo strumento tecnologico chiamato smartphone. Tutti sembravano conoscerlo tranne lui (ma la verità è che anche noi spettatori non avevamo idea di che cosa fosse).

Ecco, quello è stato il momento in cui gli italiani sono stati messi di fronte a una novità: lo smartphone stava prendendo il posto del vecchio cellulare.

Quella campagna pubblicitaria, commissionata da una compagnia telefonica, ebbe una grande influenza sul linguaggio… Ma non al 100%. Nonostante oggi si continui a utilizzare la parola smartphone in contesti pubblici o in situazioni tecniche (per esempio, se andiamo in un negozio per acquistarne uno o per riparare il nostro), nelle conversazioni quotidiane lo smartphone è semplicemente “il telefono”.

Se venissi in Italia oggi, potresti ascoltare frasi come questa (soprattutto a casa mia!):

Ma dove ho messo il telefono? Non lo trovo più… Qualcuno ha visto il mio telefono? (Ecco, sono di nuovo in ritardo!)

Vocabolario 2

accade (accadere) = it happens

diffonderne (ne = of it) = to spread

compaiono (comparire) = they appear, show up

anglicismi = English words in the Italian language

neoelogismi = new words

Ti svelerò (svelare) = I will reveal (a secret) to you

vale (valere) = it goes for /it works for

tranne = except for

cellulare = mobile phone (the old one, not a smartphone)

compagnia telefonica = phone company

acquistare* = to purchase

*ne = one of them (smartphones)

riparare = to repair

Questioni di genere

Oggi in Italia è in corso un acceso dibattito sulla questione di genere nella lingua italiana.

Non so se ci hai mai fatto caso, ma in italiano non tutte le professioni sono declinabili al femminile. È un discorso ampio, ma per farti capire ti cito “il professore” e “la professoressa” oppure “il cassiere” e “la cassiera”. Altre parole si distinguono grazie all’articolo, come “l’artista”, che al maschile è “lo artista” e al femminile è “la artista” (infatti, i plurali sono chiaramente distinti: “gli artisti” e “le artiste”). Ma posso menzionarti anche “il dipendente” e “la dipendente”, che al plurale sono “i dipendenti” e “le dipendenti”.

Eppure, nel 2022 (quasi) ancora esistono, in italiano, mestieri che si possono nominare solo alla forma maschile. È il caso di: ingegnere, medico, ministro.

Qualcuno si azzarda a dire “la ingegnera”, “la medica”, “la ministra”… Ma sono ancora tanti a ribattere che “suona male”. Insomma, che bisogno c’è di inventare nuove parole quando “si è sempre fatto così”?!

E per smartphone allora? Abbiamo accolto questa nuova parola nel nostro vocabolario e quando la sostituiamo con “telefono” è più per una facilità di pronuncia che per un rifiuto al cambiamento.

Certo, i cambiamenti fanno paura… Altrimenti non sarebbero cambiamenti. Io personalmente ne sto per vivere uno che certi giorni mi sembra molto piccolo, altri gigante. È frustrante, complicato, spaventoso, ma in fondo anche così bello.

Sono sicura che, come sempre, mi farà vedere il mondo da una nuova prospettiva.

E tu, come reagisci ai cambiamenti? Se ti va, raccontamelo in un commento.

Vocabolario 3

acceso = heated, lively

ampio = big, wide

ti cito = I quote (to you)

si distinguono = stand out

ribattere = to argue, to talk back

che bisogno c’è di = what need is there to

abbiamo accolto = we welcomed

un rifiuto = a rejection, a refusal

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3 thoughts on “Cambiamenti 🔃

  1. Ciao Barbara,
    all’inizio voglio dicere grazie per i tuoi pezzi (non sono securo, se e la proprio parola. Il mio Italiano non e molto bene). Li leggo con molto piacere.
    Questo pezzo era molto interessante. Anche la lingua tedesca sta cambiando. Sai che cosa e la parola tedesca per mobile phone? Handy (con pronuncia inglese).

    Cordiali saluti da Germania,
    Max

    1. Ciao Maximilian,
      Grazie mille per il tuo commento. Mi fa molto piacere che tu legga le mie storie 🙂

      Sai, ho studiato un pochino di tedesco quando ero adolescente e mi ricordo la parola Handy! (Das Handy, giusto?)

      Viene usata anche per indicare lo smartphone? (Quando l’avevo imparata, gli smartphone ancora non esistevano!)

      😉

      1. Grazie per la tua risposta, Babi. 🙂

        Si, “Das Handy” e giusto. 🙂
        E si, “Handy” viene usata anche per indicare lo smartphone. Come in Italia la parola smartphone solitalmente viene usata solo in contesti specifici.

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