Cosa mangiano gli italiani

Questa è la trascrizione dell’episodio 48 del podcast Italian Stories In Italian di Barbara Bassi, fondatrice della scuola OnlineItalianClasses.com. In questa puntata, intitolata “Cosa mangiano gli italiani”, si parla delle abitudini alimentari degli italiani, del mito della cucina italiana e della cosiddetta tradizione. Ascolta l’episodio completo nel player qui sotto!

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INDICE:

  1. L’abitudine del caffè
  2. In Italia si mangia bene
  3. Il mito del maiale
  4. Tradizioni inventate
  5. Tradizioni influenzate

L’abitudine del caffè

Un pomeriggio di metà gennaio, io e il mio compagno abbiamo ospitato a casa nostra una coppia di genitori con le loro due bambine, per passare un po’ di tempo insieme tra giochi e chiacchiere. Il padre delle bimbe è di origini turche e la loro madre è polacca. Non conoscendo le loro preferenze alimentari, abbiamo chiesto loro se preferissero tè o caffè per merenda. Quest’ultimo ha prevalso. Appena Julieta ha assaggiato il contenuto della tazzina – piccola, come da sua richiesta, e fumante perché era appena stata riempita dalla moka – ha esclamato: «Oh, it’s so good!». 

Questa esternazione mi ha fatta sorridere, perché di solito all’estero il caffè italiano è difficile da apprezzare: troppo amaro e troppo corto… finisce subito! 

Lei invece non voleva solo farci un complimento; mi sono accorta che pensava davvero che gli italiani ci sapessero fare con cibi e bevande. Lusingata, le ho esposto alcuni miei dubbi. Dubbi recenti, che mi sono sorti solo negli ultimi anni, da quando ho iniziato a confrontarmi con altri modi di bere e di mangiare.

Partiamo proprio dal caffè. Come leggevo poco tempo fa in un articolo de IlPost.it, quello del caffè buono, in Italia, è più un mito a cui abbiamo finito di credere che una verità. Non so se hai mai provato a ordinare un espresso in una caffetteria italiana (noi a dire il vero non lo chiamiamo espresso, ma semplicemente caffè, e la caffetteria la chiamiamo semplicemente bar). Comunque dicevo, ecco la dinamica:

  • si entra nel bar,
  • si saluta il barista che solitamente ti conosce perché sei un abituè,
  • si ordina il solito,
  • non ci si toglie nemmeno la giacca e si aspetta giusto qualche minuto in piedi, appoggiati al bancone.

Nel breve tempo di attesa, si può dare una sfogliata al giornale, che di solito sta li apposta, o magari si risponde a un messaggio su WhatsApp, o, perchè no, si scambiano due parole sul tempo col barista stesso o con qualche altro avventore del bar. Ecco, il caffè è pronto. Qualcuno allunga la mano per prendere una bustina di zucchero, che mescolerà per qualche secondo con il cucchiaino; altri passano direttamente a buttar giù in un colpo solo la bevanda calda, dal sapore intenso e un po’ bruciato, come piace a noi. Poi si tirano fuori due monetine, che un tempo era solo una ma ora serve qualche centesimo in più, si ringrazia e si esce, pronti a iniziare la giornata o a rientrare in ufficio dopo la pausa.

“Quanto dovrebbe costare un caffè al bar?” – si domanda l’articolo che ti menzionavo – e si risponde che “In Italia pensiamo di saperla lunga su una bevanda che in realtà consumiamo generalmente male e paghiamo troppo poco.”

Vado avanti a leggere l’articolo:

Il caffè espresso al bar è effettivamente una delle tradizioni più radicate in Italia, e altrettanto radicata è l’idea che il suo prezzo non dovrebbe discostarsi più di tanto da un euro. È una convinzione però totalmente irrealistica – e da ben prima del 2021 – giustificata da un approccio poco consapevole a questa bevanda, e dal modo piuttosto unico e bizzarro che abbiamo di consumarla noi italiani. In generale il caffè è da sempre un prodotto costoso, perché viene da una pianta particolarmente delicata coltivata in specifiche condizioni ambientali in alcune regioni di America Latina, Asia e Africa. (…) ‘Il problema è che in Italia si è affermato un sistema per cui i bar vendono il caffè sottocosto per attrarre clienti, ma il vero profitto lo fanno sulle altre cose che poi questi clienti consumano (…) Questa dei bar è una strategia che funziona e che teoricamente non ha nulla di sbagliato, ma che ha contribuito a diffondere una percezione del tutto errata del valore del caffè in chi lo beve tutti i giorni. (…) Il modo sbrigativo di bere il caffè, spesso senza particolare attenzione al gusto ma semplicemente mandandolo giù come un rimedio per svegliarsi, che c’è in Italia ‘è piuttosto unico al mondo.

Leggi anche: “Ep. 31 – Storie di caffè” ed “Ep. 42. – Colazione o colazioni?”

Vocabolario 1

le bimbe = the little girls

la merenda = the snack

la moka = the moka pot / stovetop espresso maker

una esternazione = an utterance / a statement

l’estero = abroad / foreign countries

amaro = bitter (can also mean a bitter liqueur)

mi sono accorta = I noticed / I realized

ci sapessero fare con = they were good at

Lusingata = flattered

mi sono sorti = they arose in me / I had (e.g., doubts, thoughts)

proprio = Really / Exactly / Own (depending on context)

de = (Not typically used in Italian alone; it is used instead of “di” before a title that begins with “articolo determinativo”)

il solito = the usual

appoggiati = leaned / supported (depending on context)

una sfogliata = A quick browse / A flip-through (e.g., of a book or magazine)

apposta = on purpose

un avventore = a customer / a patron

buttar giù in un colpo solo = to gulp down in one go / to chug in one shot

si ringrazia = thanks are given to / one thanks

saperla lunga = to be shrewd / to know all the tricks / to be street-smart

altrettanto = equally (but also ‘likewise / the same to you’)

diffondere = to spread / to disseminate / to broadcast

errata = incorrect / wrong

sbrigativo = hasty / quick / curt


In Italia si mangia bene

Comunque Julieta mi ha detto che anche il cibo italiano è fantastico e io non ho potuto che risponderle con una frase che ha pronunciato Francesco Costa in una delle puntate del suo podcast “Morning”: che la cucina italiana è una cucina buona nel senso che è gustosa, ma non necessariamente sana.

Però devo ammetterlo, Julieta non ha tutti i torti. In Italia si mangia bene, nel senso che gli ingredienti sono di buona qualità, anche senza grosse pretese.

Questa mattina osservavo i lavoratori della City di Londra affannarsi alla ricerca di un posto dove consumare la pausa pranzo. La scelta è ampia: ci sono catene di fast food a ogni angolo. E non parlo necessariamente di McDonalds o di FiveGuys; ci sono tanti posti che propongono piatti colorati, a base di verdure e cereali, confezionati tutti uguali nei loro scrigni di cartone bianco e plastica trasparente. Nelle città metropolitane, scovare locali o caffetterie “indipendenti” è diventata una conquista da condividere con gli amici, e un’esperienza che ha il suo costo.

In qualsiasi paesino o cittadina italiana, le trattorie o le osterie indipendenti sono la normalità. Persino il bar sotto l’ufficio può servirti un buon piatto di pastasciutta al pomodoro o magari dei tortelli ripieni, con un bicchiere di vino della casa. E per pochi euro.

Il problema è che questa cucina frugale sfugge all’attenzione dei turisti, confusi dalla gentrificazione e dai “nuovi ristoranti tipici” che sfruttano un’aspettativa idealizzata dell’Italia che ha molto di commerciale e poco di autentico.

Lo ha provato anche Alicia, che era una mia collega al tempo del mio lavoro in Spagna, e aveva fatto una vacanza in Italia. Al suo ritorno, mi aveva detto che aveva mangiato sempre piatti così sensazionali, che giorno dopo giorno avevano finito per appesantirla. «Ma come fate voi italiani a mangiare sempre così?» mi aveva chiesto.

È una domanda che gira spesso anche sui social: molte influencer americane, ma non solo, ogni tanto domandano ai loro follower: «Ma come fanno gli italiani a mangiare così tanto e a non ingrassare?». Forse anche tu l’hai pensato, una volta.

La risposta a questa domanda è semplice: perché noi, a casa, non mangiamo come al ristorante.

Ciao a tutti, sono Roberta, ho 34 anni e vivo in Italia. Nella giornata di oggi, che è una giornata di inizio gennaio, ho deciso di cucinare delle cose molto leggere. A pranzo, avendo una pausa pranzo abbastanza lunga, ho deciso di prepararmi un pollo alla griglia accompagnato con delle patate al forno e delle zucchine grigliate. Dopo questo piatto ho mangiato un mandarino e mi sono preparata un buon caffè. Questa sera invece, essendo una giornata anche molto fredda, ho deciso di preparare una vellutata di zucca e patate accompagnata con dei crostini. Dopo la zuppa mi sono preparata un caffè caldo e ho mangiato un cioccolatino come dolcetto di fine cena. Solitamente cerco di alternare i pasti, ad esempio a pranzo se mangio carne, la sera cerco di mangiare pasta o viceversa. Ma abitualmente non uso pranzare o cenare con tutti quanti i pasti, solo ad esempio nelle occasioni speciali o nelle feste è consuetudine nella mia famiglia preparare antipasto primo e secondo e dolce.

Quella che hai appena sentito è la mia amica Roberta, per gli amici Roby o Kave, che per inciso è anche la disegnatrice della copertina di questo podcast.

Infatti, ho raccolto una serie di testimonianze tra i miei contatti italiani per darti degli esempi concreti di cosa mangiano gli italiani a casa loro.

Quella che sentirai ora è mia madre Laura.

Mi è stato chiesto di raccontare le mie abitudini alimentari. Premetto che ho 64 anni, vivo in una città del nord Italia, in Emilia Romagna. Non ho problemi di intolleranze alimentari, quindi mangio di tutto e mi piace tutto quello che mangio. Stamattina come al solito ho fatto una buona colazione con una tazza di caffè d’orzo, cui aggiungo un po’ di latte, qualche biscotto e un vasetto di yogurt con i bastoncini di crusca. Alle 13.30 ho una breve pausa dal lavoro e cerco di stare leggera. Oggi ho fatto un pranzo freddo con bresaola e formaggio, un’arancia e un caffè. Stasera invece mi sono preparata dei tagliolini, cioè pasta all’uovo con salmone e olive. E come secondo piatto verdure lesse condite con olio d’oliva e aceto balsamico, un po’ di pane e frutta per completare la cena. Tutto qui, una alimentazione piuttosto leggera.

Vocabolario 2

non ha tutti i torti = she’s not entirely wrong / she has a point

ampia = wide / broad / spacious

scovare = to discover / to find / to track down

gira = goes around

per inciso = by the way

copertina = cover


Il mito del maiale

Cosa notiamo dalle parole di Laura? Beh innanzi tutto che nemmeno i suoi pasti quotidiani sembrano seguire la formula del ristorante: antipasto, primo, secondo, dolce, caffè e frutta, ma saltano alcuni passaggi. E la sua colazione non è quella che forse ti aspettavi, cioè cappuccino e cornetto, ma una colazione più leggera. Il condimento della pasta non segue nessuna ricetta tradizionale, ma unisce due ingredienti che probabilmente erano nel frigo e che “ci stavano bene”. Un’altra cosa che possiamo osservare è la presenza di un salume, in questo caso la bresaola che è un insaccato (non è vero, è un errore! La bresaola è un salume) di bovino tipico della Val Tellina.

Quando vivevo con i miei genitori, i salumi erano un elemento sempre presente nella nostra dieta. Li mangiavamo due, tre volte a settimana, spesso per completare la cena. La regione italiana di cui sono originaria, l’Emilia Romagna, fonda una grande fetta della sua economia su produzione, consumo ed esportazione di salumi, specialmente di derivati del maiale.

Pensa che in provincia di Parma esiste un festival totalmente dedicato al maiale. Si chiama November Pork e si svolge, appunto, in novembre in quattro diversi paesini immersi nella nebbia. Al November Pork si fanno giochi della tradizione contadina come il lancio di anelli per accaparrarsi i salami (gli anelli devono centrare il salame) o la competizione per stabilire il peso esatto di una coppa. Premio in palio: la coppa stessa. E naturalmente si mangia street food a base di maiale.

Crescendo, le mie abitudini alimentari sono cambiate al passo di come è cambiata la mia consapevolezza su temi legati alla salute e alla sostenibilità. Non ho trovato dati affidabili a riguardo, ma ho come l’impressione che ultimamente una simile sensibilità sia aumentata, soprattutto tra i giovani.

Come fa anche Alice Donato, una ragazza universitaria di Bologna, città roccaforte del maiale emiliano per eccellenza, che sul suo profilo Instagram @ingiroconalice si mostra senza paura ai suoi follower mentre mangia tortellini in brodo vegani.

Ricordo quella mattina in quel di Reggio Emilia; io e Francesca avevamo condiviso una stanza di albergo in occasione di una sessione in studio di registrazione, e quando siamo scese dalla nostra stanza, ho confessato a Francesca che io adoro le colazioni degli hotel…ci sono così tanti dolci da scegliere! Lei, però, mi ha confessato che dopo tanti anni ha finalmente capito che preferisce di gran lunga mangiare salato, a colazione. 

Ciao, io sono Francesca, ho 34 anni e vivo a Sassari, una città nel nord della Sardegna. Allora, io non ho mai fatto una colazione troppo italiana, da quando sono piccola infatti  mi piace mangiare più salato che dolce la mattina, infatti molti stranieri mi chiedono se io sia italiana per questo motivo. Però stamattina ho fatto una sorta di porridge con yogurt, fiocchi d’avena, pere e cioccolato fondente. Invece a pranzo ho fatto un’insalata di quinoa con salmone e verdure fresche e stasera per cena cucinerò del pollo al curry con un contorno di verdure.

Come ha detto lei, mangiare salato a colazione è un’abitudine decisamente inusuale per un’italiana, ma che invece è molto comune all’estero.

Chi non conosce, ad esempio, l’English breakfast? Quando mi sono trasferita a Londra, era una delle mie poche certezze legate alla cultura inglese. Gli inglesi mangiano salsicce e fish and chips, no? Questo era lo stereotipo che mi portavo dietro colpevolmente.

Per gli italiani, in Inghilterra tradizionalmente si mangia male (per gli italiani si mangia male in qualsiasi Paese non sia l’Italia, a dire il vero), in realtà non è così, basterebbe farsi invitare a casa di una famiglia inglese per ricredersi o provare la cucina dei pub, quegli giusti. E poi ho notato che l’Inghilterra ha preso atto di certe sue carenze, specialmente di problemi legati all’obesità della popolazione e si è evoluta attraverso la ricerca scientifica e le conseguenti nuove normative. Basti pensare al fatto che gli atleti olimpici britannici di Parigi 2024 hanno boicottato la mensa del villaggio olimpico, perché non soddisfaceva i loro requisiti nutrizionali. Ho notato la stessa cosa per quanto riguarda gli alimenti dei neonati e dei bambini. Sugli scaffali dei supermercati inglesi, si trovano prodotti confezionati destinati ai più piccoli di alta qualità. In Italia ho avuto l’impressione che gli standard di questi prodotti siano rimasti bloccati al boom economico, quando lo zucchero era un ottimo modo per assicurarsi la fedeltà dei piccoli consumatori.

Vocabolario 3

ci stavano bene = they fit well

una fetta = a slice / a piece

si svolge = takes place / unfolds / happens

la nebbia = the fog

accaparrarsi = to grab / to hoard / to secure for oneself

la consapevolezza = awareness / consciousness

mi portavo dietro colpevolmente = I carried with me guiltily

nuove normative = new regulations

neonati = newborns / infants

prodotti confezionati = processed food


Tradizioni inventate

In Italia c’è una generale resistenza al cambiamento, in primo luogo quando si parla di cibo. Quando si parla di tradizioni. Quello che però pochi sanno è che queste tradizioni sono spesso molto più recenti di quanto immaginiamo.

Leggo da un articolo di Treccani, scritto da Niccolò Protti:

Nel 1861, l’anno dell’unità nazionale, l’aspettativa di vita degli italiani era di poco superiore ai trent’anni, per via di scarsa igiene e denutrizione. Alla fine dell’Ottocento l’Italia era all’ultimo posto tra i Paesi europei per consumo di carne, che era sì presente nelle tavole dei ceti più abbienti insieme a uova, latticini, sale e zucchero, ma totalmente assente in quelle delle classi inferiori. Il Paese era soggiogato dai morsi della fame, arretrato, ampiamente analfabeta, ancorato a produzioni agricole non più al passo coi tempi. Questa situazione drammatica ebbe come conseguenza un’emigrazione di massa che Grandi e Soffiati quantificano tra i quindici e i venti milioni di italiani dal 1870 al 1914. Destinazione preferita: Stati Uniti.

Fu proprio lì, dall’altra parte del mondo, che iniziò a concretizzarsi il ‘sogno italiano’, una realtà fatta di occasioni da sfruttare e di senso di sazietà. L’America accolse i poveri contadini italiani, abituati a un regime alimentare vegetariano obbligato, e mise a disposizione le proprie peculiarità: migliori condizioni economiche e accessibilità a prodotti che in Italia erano destinati solo agli strati più agiati della popolazione. Ecco che dunque, per fare un esempio, la polenta, elemento di sussistenza di tante zone del Nord Italia (e causa di pellagra) divenne solamente un ricordo e fu sostituita da alimenti fino ad allora solamente desiderati come carne, uova, formaggi, caffè e liquori. Oltre a questo, nelle Little Italy statunitensi iniziò a crearsi quel traffico culturale tra immigrati di varie parti d’Italia che permise lo scambio delle (limitate) conoscenze in ambito culinario. (…) Alla fine degli anni Cinquanta, infatti, parte degli emigrati rientrò in Italia col proprio bagaglio esperienziale, nuovi costumi, un’accresciuta disponibilità economica e nuovi ingredienti in valigia.

Nell’articolo vengono citati Alberto Grandi e Daniele Soffiati, che sono due simpatici signori, esperti divulgatori, che si divertono a informare e sconvolgere il pubblico italiano con il loro podcast DOI, Denominazione di Origine Inventata. In questo podcast argomentano tesi coraggiose come che la carbonara è stata inventata dagli americani e puoi immaginare i commenti che ricevono dagli italiani dopo tali affermazioni, non proprio lusinghieri.

Ti riporto un estratto di una loro conversazione tratta da un loro video-podcast di cui ti lascio il link sul blog.

Parlando proprio della carbonara, dicono:

C’è chi ha scritto, e noi lo condividiamo, che la carbonara è un piatto americano nato in Italia. Questa è una delle poche certezze, in realtà ci sono ancora molti dubbi sull’origine, sulla storia di questo piatto, però il fatto che sia un piatto nato sostanzialmente durante la seconda guerra mondiale, alla fine della seconda guerra mondiale, grazie agli ingredienti portati dagli americani e probabilmente per gli americani, per i soldati americani, è una delle poche certezze che abbiamo. Di sicuro fino alla fine della seconda guerra mondiale nessuno ha mai sentito nemmeno parlare della carbonara. Quando parli di americani e di seconda guerra mondiale fai riferimento ai soldati americani, alle loro razioni, al loro vettovagliamento che prevedeva appunto razioni con le uova, anche uova in polvere, in quell’Italia devastata alla fine della guerra. – Sì, esattamente così, uova in polvere, bacon, che sono appunto cibi assolutamente di uso quotidiano per gli americani e lo erano anche per i soldati americani, sono loro che portano questi ingredienti e che appunto chiedono a qualche cuoco italiano di preparare una pasta con quello che c’era e che era appunto questo tipo di ingredienti.

Leggi anche: “Ep. 21 – La carbonara è un’invenzione”

Vocabolario 4

per via = because of / due to / through

abbienti = well-off / affluent

soggiogato = subdued / oppressed / subjugated

i morsi della fame = the pangs of hunger

sfruttare = to exploit / to take advantage of

strati più agiati = wealthier layers / more affluent classes

sussistenza = subsistence / livelihood

pellagra = a disease caused by vitamin B3 deficiency

traffico = traffic

sconvolgere = to disrupt / to shock / to upset


Tradizioni influenzate

Il fatto è che viviamo in un mondo interconnesso e questa non è una novità. Le influenze di cucine straniere hanno origini lontane, nelle migrazioni, nell’imperialismo e nelle guerre, appunto.

Per chi è così fortunato da considerare – questi –  tempi di pace, le influenze culinarie prendono il nome di ristoranti fusion, anche stellati, o più banalmente di kebabbari e chioschi di falafel.

Le città più internazionali fanno di questa offerta culinaria così diversificata il loro punto di forza. A Londra senza prendere l’auto puoi ritrovarti una sera a mangiare ravioli a Chinatown e la mattina dopo a fare colazione con caffè turco e baklava a Green Lanes.

Poi però arriva la nostalgia di casa, che ti fa venire voglia di recuperare le tradizioni di famiglia. E allora non è raro, nelle case degli italiani all’estero, di scovare una macchina per la pasta con la manovella da girare a mano, esattamente come quella che avevano le nostre nonne.

Ciao Barbara, ti racconto cosa ho mangiato oggi, che è domenica. La domenica spesso è un’occasione per mangiare qualcosa di speciale e oggi non è stata da meno. Ma in realtà è iniziata in modo abbastanza normale, ho fatto colazione con il mio solito yogurt greco, con un po’ di frutta, mirtilli, banana e un po’ di granola.

Poi a pranzo è stata l’occasione per fare un piccolo picnic al parco giochi, mangiando un po’ di falafel comprati da un baracchino che abbiamo trovato vicino al mercato. I falafel che abbiamo mangiato insieme a un po’ di salsa alla menta e di ketchup a base di peperoncino e del pane naan e anche del pan con tomate, interessante perché è un piatto tipico spagnolo, quindi un misto di diverse culture. Mentre la sera è stata abbastanza speciale perché ci siamo trovati con diversi amici e abbiamo cucinato insieme delle fettuccine al ragù.

La cosa interessante è che per la prima volta abbiamo fatto tutto quanto dall’inizio alla fine, abbiamo preparato le fettuccine partendo dall’impasto di uova e farina, poi le abbiamo stese utilizzando la macchina della pasta che abbiamo comprato di recente e infine dopo averle lasciate essiccare un po’ abbiamo preparato le fettuccine con la stessa macchina e poi le abbiamo cotte, mangiate con il ragù e del formaggio parmigiano reggiano, tutto molto buono. E poi abbiamo concluso la tipica cena italiana con un ottimo tiramisù, una cena molto intensa ma davvero deliziosa.

Anche se le nostre tradizioni culinarie sono più recenti di quello che pensiamo; anche se sono inventate, sono entrate a far parte della nostra cultura ed è sacrosanto il nostro desiderio a tenerle vive. Inventare, dopotutto, è l’atto imprescindibile per dar vita a qualsiasi ricetta. La verità è che inventiamo costantemente ricette, ogni volta che apriamo il frigo e mettiamo insieme gli ingredienti che abbiamo a disposizione, ogni volta che ci lasciamo ispirare dai piatti scoperti visitando un paese straniero o quando siamo ospitati da persone con abitudini alimentari diverse dalle nostre, anche se apparteniamo alla stessa cultura.

Penso a Luca, che è italiano come me e il mese scorso gli ho visto preparare una pasta con le zucchine in un modo che non avevo mai visto fare prima. Mentre l’acqua bolliva, lui grattugiava una lunga zucchina verde direttamente in una padella in cui uno spicchio d’aglio stava soffriggendo. Così, con le maglie grandi della grattugia del formaggio. I filamenti che ne uscivano si posavano dentro l’olio bollente e si cuocevano meravigliosamente, giusto in tempo per scolare la pasta.

Infine, ti faccio ascoltare la mia amica Alice – oggi ci sono molte Alice in questo episodio – che mescola elementi della cucina tradizionale italiana a piatti che meglio si adattano alle nuove esigenze della sua famiglia. Ed è proprio così che nascono le tradizioni di famiglia.

Sono Alice, ho 34 anni e vivo a Piacenza. Stamattina per colazione mi sono preparata un cappuccino e l’ho accompagnato con delle gallette di grano saraceno, burro d’arachidi e marmellata ai frutti di bosco. Invece per pranzo ho preparato per tutta la famiglia una pasta all’amatriciana e dopo abbiamo mangiato un po’ di formaggio e della verdura tipo rucola e finocchi. Alla sera invece per cena ho preparato ancora un pochino di pasta in bianco, soprattutto per far mangiare un pochino il mio bimbo, e come secondo delle polpette di tonno e patate.

In questo episodio ti ho raccontato di quanto gli italiani siano orgogliosi delle proprie tradizioni e ignari che non sia proprio tutta farina del loro sacco. Se ascolti questo podcast da un po’, sai che non mi piace raccontare l’Italia perfetta. Mi piace raccontare l’Italia autentica, quella dove la bellezza e il sapere si intrecciano con le contraddizioni e le false credenze. Quella per cui le tradizioni sono forza e debolezza allo stesso tempo. Quella da cui me ne sono andata e a cui non posso fare a meno di tornare col pensiero, con le mani e con la bocca.

Vocabolario 5

interconnesso = interconnected

stellati = Michelin starred

kebabbari = kebab vendors / kebab sellers

ravioli = dumplings

scovare = to uncover / to find / to track down

maglie = holes (in this context)

filamenti = filaments / threads

non sia proprio tutta farina del loro sacco = it’s not all their own doing / it’s not all from their own work (idiomatic expression, meaning they didn’t do it all by themselves)


Fonti:

  1. Niccolò Protti, La dieta che non c’è, Il Tascabile, 8.1.2025, https://www.iltascabile.com/scienze/la-dieta-che-non-ce/
  2. Alberto Grandi e Daniele Soffiati, La carbonara l’hanno inventata gli americani?, OnePodcast, 26.3.2204, https://youtu.be/9M7jNsOlshY?feature=shared
  3. Quanto dovrebbe costare un caffè al bar?, ilPost.it, 30.4.2024, https://www.ilpost.it/2024/04/30/costo-caffe-espresso-bar/
  4. Salvatore Papa, A Bologna il cibo si è mangiato la città, 29.8.2024, https://lucysullacultura.com/a-bologna-il-cibo-si-e-mangiato-la-citta/

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Babi

Comments

  1. i loved this delivery about italian food and italian traditions related to food. I learned a lot about history, for Example how Italians brought from the USA a lot of new recipes. I appreciate very much all of your efforts in putting this Together. It is very helpful for us, foreigners trying to learn the language and know more about the Culture and the habits. Grazie Mille!!

    • Mi fa super piacere che ti sia piaciuto questo episodio Ana, grazie per il tuo commento 🙂

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Barbara B.

Online Italian Teacher

Mi presento

Mi chiamo Barbara, ho trent’anni e qualcosa, vivo a Londra e sono la fondatrice di questa scuola. Ho lavorato per un po’ negli uffici marketing di aziende grandi e piccole, a Milano, a Piacenza e a Barcellona, in Spagna. Dal 2017 lavoro come libera professionista, prima come copywriter e poi come insegnante di italiano a stranieri. Nonostante abbia fatto diverse esperienze in entrambi i settori, la sindrome dell’impostore non mi ha mai abbandonata. Così a un certo punto ho chiamato a raccolta le migliori insegnanti che potessi conoscere e ho dato vita a questa scuola online che non ha ancora smesso di sorprendermi per le grandi soddisfazioni che mi regala ogni giorno.

Le mie lezioni

Insegnare online significa confrontarsi con persone che possono essere molto diverse tra loro per età, provenienza, interessi e livello di italiano. Cerco di tenere una parte della lezione per stimolare la conversazione spontanea e mettere gli studenti a proprio agio. Nella seconda parte della lezione, di solito porto l’attenzione su aspetti linguistici che possono essere migliorati. Assegno anche compiti a casa: talvolta esercizi grammaticali, altre volte testi scritti, visione di video o ascolto di podcast. Mi piace diversificare in base al tempo e all’attitudine che i miei studenti dimostrano di avere ogni volta. Tengo sempre in considerazione i loro impegni personali e il fatto che in un certo periodo possano avere più energie o essere più stanchi.

Per Online Italian Classes sono la curatrice del corso di gruppo The Singing Italy: A Musical Journey into Italian Contemporary History.

I miei studenti e le mie studentesse

Ho avuto studenti provenienti da parti del mondo molto diverse. Principalmente Regno Unito e Stati Uniti, ma anche Europa (inclusa l’Italia), Australia, Africa e Asia. Spesso la loro routine è molto diversa dalla mia. Queste differenze non sono mai state un ostacolo, ma un arricchimento dell’esperienza didattica. Anche i corsi di gruppo sono caratterizzati da questa bellissima diversità e questo è uno degli aspetti che amo di più dell’insegnamento online.

Le mie passioni

Ho spesso pensato di non avere grandi passioni, ma qualcuna piccola forse ce l’ho. Senz’altro la scrittura è al primo posto: è l’attività che più mi rilassa quando sono stressata e mi consola quando sono triste. Mi piace molto anche cantare, in modo totalmente amatoriale, fin da quando mio padre mi accompagnava con la chitarra quando ero piccola. Quando ero più giovane ho ballato danza moderna, poi mi sono appassionata al tango argentino. Tutti gli anni andavo a sciare con mio papà e le mie amiche, prima che diventasse troppo costoso e iniziassi a farmi domande sulla sostenibilità di questo sport. Le stesse domande me le faccio ogni volta che devo prendere un aereo e purtroppo questo ultimamente accade molto spesso. Da qualche anno, infatti, vivo in Inghilterra con un bimbo piccolo che i nonni vogliono vedere il più possibile!

Let me introduce myself

My name is Barbara, I’m thirty-something, I live in London, and I’m the founder of this school. I’ve worked for a while in the marketing offices of both large and small companies, in Milan, Piacenza, and Barcelona, Spain. Since 2017, I’ve been working as a freelancer, first as a copywriter and then as an Italian teacher for foreigners. Despite having various experiences in both fields, the impostor syndrome has never left me. So, at a certain point, I gathered the best teachers I could find and started this online school, which has never ceased to amaze me with the great satisfaction it gives me every day.

My lessons

Teaching online means dealing with people who can be very different in terms of age, background, interests, and Italian proficiency level. I try to dedicate a part of the lesson to stimulate spontaneous conversation and make the students feel comfortable. In the second part of the lesson, I usually focus on linguistic aspects that can be improved. I also assign homework: sometimes grammar exercises, other times written texts, watching videos, or listening to podcasts. I like to diversify based on the time and attitude my students demonstrate each time. I always take into consideration their personal commitments and the fact that they may have more energy or be more tired during a certain period.

For Online Italian Classes I am the curator of the group course The Singing Italy: A Musical Journey into Italian Contemporary History.

My students

I’ve had students from very different parts of the world, mainly from the UK and the USA, but also from Europe (including Italy), Australia, Africa and Asia. Often their routines are very different from mine. These differences have never been an obstacle but rather an enrichment of the teaching experience. Even group courses are characterized by this beautiful diversity, which is one of the aspects I love most about online teaching.

My passions

I’ve often thought I don’t have great passions, but maybe I have some small ones. Writing is certainly at the top: it’s the activity that relaxes me the most when I’m stressed and consoles me when I’m sad. I also enjoy singing, in a totally amateur way, ever since my father accompanied me with the guitar when I was little. When I was younger, I danced modern dance, then I became passionate about Argentine tango. Every year I used to go skiing with my dad and my friends, before it became too expensive, and I started questioning the sustainability of this sport. I ask myself the same questions every time I have to take a plane, and unfortunately, lately, this happens very often. For a few years now, I’ve been living in England with a little child that the grandparents want to see as much as possible!

Eleonora S.

Online Italian Teacher

Mi presento

Ciao! Sono Eleonora, ho 36 anni, e un passato un po’ vagabondo. Mi sono laureata a Trento in Filosofia, e poi … ho iniziato a viaggiare.

Sono stata operatrice interculturale in diverse realtà estere, Africa compresa. Con il mio ritorno in Italia, sono entrata nella scuola, dove ho insegnato storia e filosofia.

Oggi, sono una docente privata, e anche una mamma, e nel frattempo, qualche anno fa, ho ottenuto la certificazione CEDILS per la didattica dell’italiano agli stranieri.

Insegno inglese, ma più di ogni altra cosa, amo insegnare l’italiano, amo insegnare la mia lingua madre, la lingua delle mie emozioni.

Le mie passioni

Amo leggere … ma non di tutto. Mi appassionano i romanzi antichi e moderni, e ovviamente, leggo di filosofia.

Con lo sport sono piuttosto pigra, ma adoro le mie due sessioni settimanali di pilates.

E amo scrivere. Che sia di giorno o di notte, che sia con la mia bimba in braccio o in una stanza silenziosa, ho sempre la penna in mano.

Chissà, magari ci sarà un’occasione per scrivere qualcosa insieme!

Le mie lezioni

A dire il vero, oltre a scrivere, adoro comunicare. Nelle mie lezioni mi interesserò molto a te.

Parleremo di interessi, passioni, lavoro, vita in famiglia … e chi più ne ha più ne metta.

La mia lezione tipo ha dunque uno stampo comunicativo, ma anche emotivo. Penso che una lingua venga appresa meglio se vengono coinvolti anche i sentimenti.

I miei studenti e le mie studentesse

Vorrei sempre che i miei studenti siano felici di fare lezione con me. Ci dobbiamo divertire!

Useremo metodi interattivi e sceglierai anche tu i temi da affrontare.

Adoro se si sbaglia, soprattutto quando si affronta un po’ di grammatica, perché l’errore è un modo per apprendere più in fretta.

Nessuno è perfetto e abbiamo sempre da imparare, spero di poterlo fare al più presto con te.

Let me introduce myself

Hi! I’m Eleonora, I’m 36 years old, and I have a bit of a wandering past. I graduated in Philosophy in Trento, and then… I started traveling.

I worked as an intercultural operator in various international contexts, including Africa. When I returned to Italy, I began teaching history and philosophy in schools.

Today, I’m a private tutor, and also a mom. A few years ago, I also earned the CEDILS certification for teaching Italian as a foreign language.

I teach English, but more than anything else, I love teaching Italian — I love teaching my native language, the language of my emotions.

My lessons

To be honest, besides writing, I love communicating. In my lessons, I’ll be very interested in you.

We’ll talk about interests, passions, work, family life… and anything else that comes up.

So, a typical lesson with me has a communicative focus, but also an emotional one. I believe a language is learned best when feelings are involved too.

My students

I always want my students to be happy to have lessons with me. We need to have fun!

We’ll use interactive methods, and you’ll also get to choose the topics we explore.

I love it when mistakes happen — especially when we’re dealing with a bit of grammar — because making mistakes is one of the fastest ways to learn.

No one is perfect, and there’s always something new to learn. I hope we’ll get the chance to do that together very soon!

My passions

I love reading… though not everything. I’m passionate about both classic and modern novels, and of course, I read philosophy.

I’m a bit lazy when it comes to sports, but I really enjoy my two weekly Pilates sessions.

And I love writing. Whether it’s day or night, whether I have my little girl in my arms or I’m in a quiet room, I always have a pen in hand.

Who knows — maybe we’ll have the chance to write something together!

Valentina C.

Online Italian Teacher

Mi presento

Ciao! Sono Valentina e vengo da Ancona, una piccola città sul mare Adriatico. Ho viaggiato in tanti paesi, tra cui l'Argentina e la Bolivia, dove ho insegnato italiano per un lungo periodo. Mi sono laureata in Lingue e letterature all' "Università Ca’ Foscari”, poi in Italianistica all’ "Alma Mater” di Bologna, lavorando nel frattempo tra librerie e scuole di lingua. Bologna è una città di cui sono follemente innamorata! Vivevo lì, con una gattina che si chiama Zinaida, come la protagonista di un romanzo russo. La mia antistress preferita, spesso faceva capolino nelle chiamate con le mie studentesse e i miei studenti.

Le mie passioni

Oltre a insegnare italiano, mi occupo di letteratura. Leggo tantissimo, amo cercare nuove espressioni letterarie e sono un’appassionata di poesia. Mi interessano gli studi decoloniali, gli studi di genere e tutti i romanzi che trattano queste tematiche. Mi piace scrivere e collaboro con alcuni blog e riviste online. Ho anche fondato una webzine che si chiama Crocevia dove c’è anche una rubrica dedicata a giovani poete e poeti internazionali. Amo molto anche la fotografia e la musica, soprattutto il rock nelle sue forme e il cantautorato.

Le mie lezioni

Mi interessa creare un ambiente sereno, in cui tu possa sentirti libera o libero di esprimerti e provare, senza ansia. So quanto è difficile approcciarsi a una nuova lingua con il timore di sbagliare. Pianificherò le nostre lezioni sulle tue esigenze e sui tuoi desideri. Concorderemo insieme degli obiettivi da raggiungere, sulla base del tuo livello di partenza. Potrai scegliere tra vari metodi, più focalizzati sulla conversazione o sulla grammatica, per capire insieme qual è il più adatto a te. In ogni lezione, ti lascerò link a canzoni o video su YouTube, per una full immersion nella cultura italiana. Ti proporrò anche delle attività ludiche e vedrai che imparare una lingua può essere davvero divertente!

Per Online Italian Classes sono la curatrice del corso di gruppo Words That Welcome: How to be Inclusive in Italian.

I miei studenti e le mie studentesse

Ho lavorato con studenti e studentesse provenienti da tantissimi paesi del mondo: dalla Turchia all’India, da Malta all’Argentina. Alcuni vivono in Italia, alcuni stavano per trasferirsi, altri erano appassionati di cultura italiana e volevano crearsi degli strumenti per avvicinarsi al meglio alla lingua. Con tante e tanti ci siamo incontrati e mi sono improvvisata guida turistica: è stato un bellissimo momento di scambio! Ho lavorato con persone molto diverse tra loro, adulte e giovani, in alcuni casi con cecità e disturbi specifici dell’apprendimento. Chiunque può imparare una nuova lingua. L’essenziale è trovare il giusto approccio.

Let me introduce myself

Hello! I’m Valentina and I come from Ancona, a small city on the Adriatic Sea. I’ve lived in many countries, such as Argentina and Bolivia, where I spent many months teaching Italian. I graduated in Languages and Literatures from “Ca’ Foscari University”, then in Italian Studies from the “Alma Mater” in Bologna, while working in bookstores and language schools. Bologna is a city I’m madly in love with! I lived there with a cat named Zinaida, like the protagonist of a Russian novel. My favorite stress reliever, students got used to her soft presence her during our calls!

My passions

Apart from teaching Italian, I’m involved in literature. I read a lot, love discovering new literary expressions, and am passionate about poetry. I’m interested in decolonial studies, gender studies, and all novels dealing with these themes. I enjoy writing and collaborate with some blogs and online magazines. I also founded a webzine called “Crocevia” which includes a section dedicated to young international poets. I also love photography and music, especially rock in its various forms and singer-songwriters.

My lessons

I’m interested in creating a serene environment where you can feel free to express yourself and try without anxiety. I know how difficult it is to approach a new language with the fear of making mistakes. I’ll plan our lessons based on your needs and desires. Together, we’ll set goals based on your starting level. You can choose from various methods, whether more focused on conversation or grammar, to find what suits you best. In each lesson, I’ll leave you links to songs or YouTube videos for full immersion in Italian culture. I’ll also propose fun activities, showing you that learning a language can be truly enjoyable!

For Online Italian Classes I am the curator of the group course Words That Welcome: How to be Inclusive in Italian.

My students

I’ve worked with students from many countries around the world: from Turkey to India, from Malta to Argentina. Some live in Italy, some were about to move, others were passionate about Italian culture and wanted to create tools to better approach the language. With many of them, we’ve met and I’ve acted as a tour guide; it was a beautiful exchange! I’ve worked with people very different from each other, adults and young people, in some cases with blindness and specific learning disabilities. Anyone can learn a new language. The key is to find the right approach.

Letizia P.

Online Italian Teacher

Ciao, mi chiamo Letizia e vengo da Bologna, una bellissima città nel nord Italia.

Da sempre, la mia più grande passione è conoscere culture diverse. Da piccola mi sono subito resa conto che, per poter venire a contatto con tradizioni straniere e viaggiare, dovevo approfittare di qualsiasi occasione che incontravo, perciò ho iniziato a candidarmi per viaggi di studio all’estero organizzati da diverse associazioni. In questo modo, ho potuto vedere posti e incontrare persone che altrimenti non avrei potuto conoscere.

Questi viaggi mi hanno permesso di apprezzare usi e costumi diverse dalle mie, mi hanno spinta ad essere curiosa e a fare domande. Una volta finito il liceo, la naturale prosecuzione della mia istruzione potevano essere solo le Lingue Straniere: infatti, penso che si possa apprezzare una cultura solo attraverso la conoscenza della sua lingua.

Per questo ho deciso di insegnare italiano: non solo mi permette di aiutare le persone a imparare questa bellissima lingua, ma mi dà anche l’opportunità di vedere la mia cultura con occhi nuovi.

Oltre a viaggiare, sono appassionata di letteratura, cinema, serie tv e spettacoli teatrali.

Ogni volta che posso provo ad andare al cinema o a teatro per potermi godere una nuova storia. Mi piace essere aggiornata sulla pop culture e sono anche molto interessata agli studi di genere.

Non vedo l’ora di conoscervi per discutere di tutto questo e molto altro!

Hello, my name is Letizia and I come from Bologna, a beautiful city in the North of Italy.

As long as I can remember, my greatest passion has been learning about different cultures. As a young kid I quickly realized that, in order to come into contact with foreign traditions and travel, I had to take any chance that would come my way, so I started applying for study trips abroad organized by different associations. In doing so, I got to see places and meet people I never would have had the opportunity to experience otherwise.

These trips allowed me to appreciate customs and beliefs different than my own, they compelled me to be curious and ask questions. Once I finished high school, the natural continuation of my education could only be Foreign Languages: as a matter of fact, I believe it’s only through the knowledge of a language that you can properly connect with a culture.

This is why I decided to teach Italian: not only it allows me to help people learn this beautiful language, but it also gives me the chance to see my culture with new eyes.

Besides traveling, I am passionate about literature, cinema, tv series and plays.

Any time I have the chance I try going to the cinema or theatre to enjoy a new story. I like to be up to date with pop culture and I am also really interested in gender studies.

I can’t wait to meet you to discuss all of this and much more!

Federica C.

Online Italian Teacher

Mi presento

Ciao! Sono Federica, abito in un piccolo villaggio immerso nella natura sull’Appennino Ligure-Emiliano. Prima di approdare in questo angolo di paradiso, ho abitato in altri paesi e ho conosciuto le sfide dell’apprendimento di una seconda lingua. Per questo nelle mie lezioni voglio creare una comfort zone in cui sia possibile provare, giocare, sperimentare con la lingua italiana, a prescindere dal proprio livello.

Le mie lezioni

Ci tengo a che i miei studenti pensino alle nostre lezioni come ad uno spazio sicuro dove poter sbagliare, perché senza errori non si impara. Sono attenta agli interessi specifici di ciascuno e adatto le mie lezioni di conseguenza. C’è chi preferisce conversare, chi ha bisogno di soffermarsi di più sulla grammatica e chi la teme, chi vuole fugare tutti i dubbi in una lezione (e si scontra con il fatto che è impossibile), e c’è invece chi affronta l’apprendimento con pazienza.

Per Online Italian Classes ho curato il corso di gruppo The Visionary Fellini, about the famous Italian director Federico Fellini.

I miei studenti e le mie studentesse

I miei studenti vengono da tanti posti diversi: UK, USA, Brasile, Norvegia, Malta, Spagna e ognuno è arrivato alla decisione di studiare l’italiano per un motivo diverso. C’è chi ha nonni italiani e vuole riallacciare una connessione con il passato della propria famiglia, chi si è innamorato dell’Italia durante una vacanza, chi ci si è trasferito seguendo un amore. Quando i miei studenti vengono in Italia proviamo ad organizzarci per incontrarci. Quando c’è l’occasione, mi piace che le relazioni vadano al di là dello stretto perimetro delle lezioni. Tutti i contesti rigidi e formali mi stanno stretti!

Le mie passioni

Oltre a insegnare italiano, sono antropologa e videomaker. Mi occupo soprattutto di realizzare brevi documentari per musei etnografici e ho una buona conoscenza della storia e del folclore italiano. Un’altra mia grande passione è il cinema italiano, soprattutto quello “classico” degli anni ’50, ’60 e ’70: se vi interessa il cinema sappiate che potreste trovare in me una dispensatrice anche fin troppo solerte di critiche cinematografiche e di suggerimenti per visioni!

A presto.

Let me introduce myself

Hi! I’m Federica, and I live in a small village nestled in nature in the Ligurian-Emilian Apennines. Before settling in this corner of paradise, I lived in other countries and experienced the challenges of learning a second language. That’s why in my lessons, I want to create a comfort zone where it’s possible to try, play, and experiment with the Italian language, regardless of one’s level.

My Lessons

I want my students to think of our lessons as a safe space where they can make mistakes because without errors, there is no learning. I pay attention to each individual’s specific interests and tailor my lessons accordingly. Some prefer conversation, some need to focus more on grammar and may fear it, some want to clear all doubts in one lesson (and clash with the fact that it’s impossible), while others approach learning with patience.

For Online Italian Classes I was the curator of the group course The Visionary Fellini, about the famous Italian Director Federico Fellini.

My Students

My students come from many different places: the UK, USA, Brazil, Norway, Malta, Spain, and each has arrived at the decision to study Italian for a different reason. Some have Italian grandparents and want to reconnect with their family’s past, some fell in love with Italy during a vacation, some moved here following love. When my students come to Italy, we try to organize meetings. Whenever possible, I like relationships to extend beyond the strict confines of lessons. All rigid and formal contexts feel constricting to me!

My Passions

In addition to teaching Italian, I’m an anthropologist and videomaker. I mainly focus on making short documentaries for ethnographic museums and have a good knowledge of Italian history and folklore. Another great passion of mine is Italian cinema, especially the “classic” films of the ’50s, ’60s, and ’70s: if you’re interested in cinema, know that you might find in me an overly eager dispenser of film critiques and suggestions for viewing!

See you soon.

Elisa M.

Online Italian Teacher

Ciao!

Mi chiamo Elisa e vengo da Bologna, una città famosa in Italia per il colore delle sue case, il rosso, la bontà del suo cibo e l’antica università. Sono laureata in antropologia e storia e mi piace insegnare la lingua italiana.

Ho vissuto per due anni in Spagna, a Barcellona. Lì ho lavorato in una libreria italiana che offriva anche lezioni di lingua. È stata un’esperienza bellissima che ha fatto nascere in me il desiderio di insegnare l’italiano.

La multiculturale Barcellona mi ha permesso di conoscere persone che vengono da ogni parte del mondo.

Ho scoperto così quanto mi entusiasmi scoprire cose e posti nuovi e parlare con persone con storie diverse dalla mia.

Tutto questo è stato possibile grazie alla conoscenza dell’inglese e dello spagnolo.

Queste due lingue, che ho dovuto studiare per motivi di studio e di lavoro, mi hanno dato tante possibilità e aperto la strada a nuove esperienze.

La cosa che mi piace di più dell’imparare una lingua infatti è che non solo permette di comunicare con persone nuove, ma anche di avere accesso a tutto il mondo che ruota attorno ad essa.

Come avrete capito mi piace viaggiare, ma sono anche appassionata di letteratura, mi piace fare lunghe passeggiate e cucinare, così come mi appassionano l’attualità e la storia.

A presto, per parlare di questo e altro e imparare insieme la lingua italiana!

Hello!

My name is Elisa, and I come from Bologna, a city known in Italy for the red color of its houses, the food, and the ancient university. I hold a Master’s degree in anthropology and history, and I like to teach Italian.

I have lived for two years in Barcelona, Spain. There I worked in an Italian bookshop that offered language classes. It was a wonderful experience that gave me the desire to teach Italian.

Multicultural Barcelona has allowed me to meet people from all over the world.

I discovered how excited I am to learn new things, find myself in new places and talk to people with different stories than mine.

All of this was possible thanks to English and Spanish.

These two languages, which I had to study for study and work reasons, have given me many possibilities and opened the way to new experiences.

And this is what I like the most about learning a language. It allows you to communicate with new people and have access to the whole world that revolves around it.

As you may have understood, I like to travel, but I am also passionate about literature. I enjoy taking long walks and cooking, just as I am passionate about current events and history.

See you soon, to talk about this and more and learn the Italian language together!

Sara R.

Online Italian Teacher

Mi presento

Ciao,

Mi chiamo Sara, sono un’insegnante specializzata nell’insegnamento di italiano per stranieri e vivo in una piccola città in Piemonte, Acqui Terme.

Ho sempre avuto la passione per le lingue e sin da piccola i miei due sogni nel cassetto sono stati girare il mondo e fare l’insegnante (giocavo con lavagna e gessetti e i miei alunni erano immaginari).

Così ho conseguito una Laurea in Lingue e Letterature Straniere e durante il mio Erasmus a Caen, in Francia, ho finalmente iniziato a realizzare i miei desideri insegnando italiano in un liceo come madrelingua. Questa esperienza mi ha fatto capire quale fosse la mia strada e come avrei potuto realizzare i miei sogni.

Ho messo anima e cuore nel Master in “Didattica dell’italiano lingua non materna” presso l’Università per Stranieri di Perugia, dopo ho continuato a farlo con la Laurea Magistrale in Linguistica a Torino e completando la mia formazione a Perugia con la certificazione DILS “Didattica italiano Lingua Straniera” di secondo livello.

Proprio grazie a progetti universitari ho insegnato Italiano a studenti stranieri in alcune scuole a Torino e ho sfruttato questa bella esperienza per elaborare la mia tesi magistrale sull’apprendimento dell’italiano come lingua straniera.

Nel 2019 sono partita per Melbourne, in Australia, dove per tutto l’anno scolastico ho insegnato italiano come assistente linguistica in un college. 

Nel 2020 mi sono trasferita a Londra e proprio quando cominciavo ad ambientarmi e a collaborare con alcune scuole di italiano è scoppiato il Covid e sono tornata in Italia. 

Da quell’anno insegno nelle scuole medie: italiano, storia e geografia e tengo aperta la mia piccola finestra sul mondo con le lezioni di italiano online.

Le mie passioni

Quando ho un po’ di tempo libero mi piace trascorrere giornate all’aria aperta camminando, ascoltando musica, leggendo. Adoro il mare e se riesco ogni weekend mi reco in Liguria con il mio compagno. 

Amo viaggiare, perdermi in città sconosciute dove assaporare il vero gusto della scoperta e conoscere persone nuove con le quali confrontarmi.

Mi piace trascorrere del tempo con la mia famiglia in campagna nella casa dei nonni; adoro fare la zia, anche se purtroppo le mie due splendide nipotine vivono in Norvegia e il poco tempo che passiamo insieme vola sempre via velocissimo tra risate, corse e giochi.

Le mie lezioni

Dopo anni come studentessa di lingue straniere (dall’altra parte della scrivania!) provo sempre a immedesimarmi nei miei studenti e cerco di creare lezioni personalizzate seguendo le loro passioni, i loro interessi e guidandoli alla scoperta della lingua e della cultura italiana.

Le mie lezioni sono sempre ancorate alla realtà, alla praticità, alle curiosità su questo bellissimo Paese in modo da stimolare e non annoiare chi vuole migliorare il proprio italiano. 

Prediligo lezioni in cui lo studente assapori la lingua attraverso letture, conversazioni, canzoni, foto, materiali autentici che mi piace scegliere pensando alla persona che ne fruirà.

Naturalmente non mancano pillole di grammatica, proverbi, modi di dire, accompagnati da giochi che permettono di utilizzare la lingua divertendosi.

Per Online Italian Classes sono la curatrice del corso di gruppo per principianti Travel to Italy: Beginner Italian for Real Life.

I miei studenti e le mie studentesse

In questi anni, sia online che in presenza, ho conosciuto e lavorato con studenti da tutto il mondo e di tutte le età.

Ho iniziato con i liceali francesi, proseguito con bambini e ragazzi di tutto il mondo trasferitisi in Italia, collaborato con i liceali australiani e infine sono approdata online grazie a questa scuola.

Non so perché ma solitamente la maggior parte dei miei studenti è piuttosto giovane e troviamo sempre punti di contatto e argomenti sui quali confrontarci.

Soprattutto nei corsi di piccoli gruppi, però, ho avuto anche studenti in età più matura, a volte pensionati, che mi hanno permesso di vedere il mondo da un’altra prospettiva e dei quali ho apprezzato l’intraprendenza e la voglia di continuare a mettersi in gioco e apprendere per tutto il corso della vita.

Let me introduce myself

Hello,

My name is Sara, and I am a teacher specializing in teaching Italian to foreigners. I live in a small town in Piedmont, Acqui Terme.

I have always been passionate about languages, and since I was a child, my two biggest dreams were to travel the world and become a teacher (I used to play with a blackboard and chalk, and my students were imaginary).

So, I pursued a degree in Foreign Languages and Literatures, and during my Erasmus in Caen, France, I finally started making my dreams come true by teaching Italian in a high school as a native speaker. This experience made me realize what my path was and how I could achieve my goals.

I put my heart and soul into earning a Master’s degree in “Teaching Italian as a Non-Native Language” at the University for Foreigners of Perugia. I then continued my studies with a Master’s degree in Linguistics in Turin and further enriched my training in Perugia by obtaining the DILS II-level certification (Didactics of Italian as a Foreign Language).

Thanks to university projects, I taught Italian to foreign students in some schools in Turin, and I used this valuable experience to develop my master’s thesis on learning Italian as a foreign language.

In 2019, I moved to Melbourne, Australia, where I worked as a language assistant, teaching Italian in a college for an entire school year.

In 2020, I moved to London, and just as I was settling in and starting to collaborate with some Italian language schools, Covid broke out, and I returned to Italy.

Since then, I have been teaching Italian, History, and Geography in secondary schools while keeping my small window to the world open through online Italian lessons.

My Passions

When I have some free time, I love spending days outdoors walking, listening to music, and reading. I adore the sea, and whenever possible, I go to Liguria with my partner on the weekends.

I love traveling, getting lost in unknown cities, experiencing the joy of discovery, and meeting new people with whom I can exchange ideas.

I enjoy spending time with my family in the countryside at my grandparents’ house. I also love being an aunt, although unfortunately, my two wonderful nieces live in Norway. The little time we spend together always flies by too fast, filled with laughter, running, and games.

My Lessons

After years of studying foreign languages myself (on the other side of the desk!), I always try to put myself in my students’ shoes. I aim to create personalized lessons based on their passions and interests, guiding them through the discovery of the Italian language and culture.

My lessons are always rooted in real-life situations, full of practical insights and curiosities about this beautiful country to engage students and make learning enjoyable.

I prefer lessons where students can experience the language through reading, conversation, songs, photos, and authentic materials that I carefully choose for each person.

Of course, grammar tips, proverbs, and idioms are also included, often accompanied by games that make learning fun and interactive.

For Online Italian Classes I am the curator of the group course Travel to Italy: Beginner Italian for Real Life.

My Students

Over the years, both online and in person, I have worked with students from all over the world and of all ages.

I started with French high school students, then worked with children and teenagers from different countries who had moved to Italy, collaborated with Australian high school students, and eventually transitioned to online teaching thanks to this school.

For some reason, most of my students tend to be quite young, and we always find common ground and interesting topics to discuss.

However, in my small group courses, I have also taught older students, sometimes even retirees, who have shown me a different perspective on life. I truly admire their determination and enthusiasm for lifelong learning.

Laura M.

Online Italian Teacher

Mi presento

Ciao a tutti!

Sono un’antropologa sociale e insegnante di lingua italiana. Insegno italiano dal 2012, dopo aver completato un corso per l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua. Ho insegnato a Sarajevo (Bosnia), Tbilisi (Georgia) e Mosca (Russia) e dal 2016 insegno online, sia per comodità sia per riuscire a conciliare i molti interessi che cerco di portare avanti simultaneamente.

Nel 2023 ho conseguito il dottorato in antropologia sociale presso l’Università di Manchester e dal 2024 sono ricercatrice post-dottorato presso il Dipartimento di Migrazioni dell’Istituto di Etnologia di Praga, in Repubblica Ceca. Nel frattempo lavoro anche come guida turistica per italiani (o parlanti italiano) in Georgia.

Le mie lezioni

Le mie lezioni sono un mix equilibrato di tecniche performative che ho acquisito in più di dieci anni di insegnamento. Attraverso letture, canzoni, analisi di fotografie, piccole regole di grammatica, e tanto altro cerco sempre di creare “ricette sfiziose” affinché i miei studenti e le mie studentesse continuino ad avere “appetito” per la lingua italiana.

Nel corso degli anni, ho quindi sviluppato un metodo di insegnamento dinamico, calibrato sui bisogni e sugli interessi dei miei studenti e delle mie studentesse. Probabilmente grazie alla mia formazione antropologica, apprezzo molto gli scambi culturali che nascono dall’apprendimento linguistico.

Per me, imparare una lingua significa costruire ponti tra mondi diversi, ed è sempre sorprendente scoprire i modi creativi con cui i miei studenti spesso collegano le proprie esperienze alla cultura italiana.

Inoltre, essendo io stessa una studentessa di lingue (oltre all’inglese, ho studiato georgiano, russo, bosniaco-serbo-croato, francese e tedesco), capisco bene le sfide e le frustrazioni dell’apprendimento di una nuova lingua.

Il mio obiettivo è rendere il “viaggio nell’italiano” il più coinvolgente e gratificante possibile.

Per Online Italian Classes sono la curatrice di un corso di gruppo sul folclore italiano (Italian Folklore) e di un corso di scrittura creativa sul tema della migrazione (Writing Migration).

I miei studenti e le mie studentesse

Fare l’insegnante di italiano mi ha permesso di conoscere persone tanto fantastiche quanto… bizzarre.

Per esempio, uno dei miei primi studenti online è stato un ragazzo inglese che lavorava come giardiniere in India: facevamo lezione di italiano mentre lui era in pausa pranzo sotto le palme, con il vento che soffiava tra le foglie e il telefono con la videocamera accesa appoggiato all’orecchio per potermi sentire. E io facevo lezione guardando un timpano!

Ecco, oggi suggerisco agli studenti di fornirsi di tutti gli strumenti adeguati a una lezione online (spesso infatti, la condivisione dello schermo è fondamentale nelle mie lezioni), eppure ero orgogliosa del fatto che volesse imparare l’italiano nonostante gli ostacoli lavorativi e geografici.

Sono passati quasi nove anni da quando ci siamo
conosciuti e siamo ancora in contatto, ovviamente parlando in italiano.

Quello che posso dire è che con tutti gli studenti e le studentesse che ho avuto e che ho, si è instaurato un rapporto di amicizia, rispetto e stima che non avrei mai immaginato possibile quando ho intrapreso questo lavoro. Mi sento molto fortunata.

Le mie passioni

Parlare delle mie passioni in così poco spazio è sempre difficile, ma forse, dalle righe precedenti, avrai capito che amo viaggiare, studiare nuove lingue e conoscere mondi diversi.

A tutto ciò si aggiunge una passione per la fotografia, il canto, la calligrafia e tanto altro, che scopriremo insieme, se vorrai.

Let me introduce myself

Hello everyone!

I am a social anthropologist and an Italian language teacher. I have been teaching Italian since 2012, after completing a course in teaching Italian as a second language. I have taught in Sarajevo (Bosnia), Tbilisi (Georgia), and Moscow (Russia), and since 2016, I have been teaching online—both for convenience and to balance the many interests I try to pursue simultaneously.

In 2023, I obtained a PhD in social anthropology from the University of Manchester, and since 2024, I have been a postdoctoral researcher at the Migration Department of the Institute of Ethnology in Prague, Czech Republic. In the meantime, I also work as a tour guide for Italians (or Italian speakers) in Georgia.

My lessons

My lessons are a well-balanced mix of performative techniques that I have acquired over more than ten years of teaching. Through readings, songs, photo analysis, small grammar rules, and much more, I always strive to create engaging “recipes” to keep my students eager to learn Italian.

Over the years, I have developed a dynamic teaching method tailored to the needs and interests of my students. Perhaps thanks to my anthropological background, I greatly appreciate the cultural exchanges that emerge through language learning.

For me, learning a language means building bridges between different worlds, and it is always fascinating to see the creative ways in which my students connect their own experiences to Italian culture.

Moreover, as a language learner myself (in addition to English, I have studied Georgian, Russian, Bosnian-Serbo-Croatian, French, and German), I fully understand the challenges and frustrations of learning a new language.

My goal is to make the “journey into Italian” as engaging and rewarding as possible.

For Online Italian Classes I am the curator of two group courses: one about Italian Folklore and a creative writing course about migration (Writing Migration).

My students

Being an Italian teacher has allowed me to meet people who are both amazing and… bizarre.

For example, one of my first online students was an English guy working as a gardener in India. We had our Italian lessons during his lunch break under the palm trees, with the wind rustling through the leaves and his phone—camera on—resting against his ear so he could hear me. And there I was, teaching while staring at an eardrum!

Nowadays, I encourage my students to have the proper setup for online lessons (screen sharing is often essential in my classes), but I was still proud that he wanted to learn Italian despite the logistical and geographical challenges.

It’s been almost nine years since we first met, and we’re still in touch—of course, speaking Italian.

What I can say is that with all my students, past and present, I have built relationships of friendship, respect, and admiration—something I never imagined when I first started this job. I feel very lucky.

My passions

Talking about my passions in such a short space is always a challenge, but from what you’ve read so far, you’ve probably gathered that I love traveling, learning new languages, and discovering different worlds.

To that, I’d add a passion for photography, singing, calligraphy, and much more—things we can explore together if you’d like.

Silvia F.

Online Italian Teacher

Mi presento

Mi chiamo Silvia e vivo in una piccola cittadina del nord Italia, vicino alle famose città di Milano, Como e Monza.

Sono sposata, ho due figli ormai “adulti” e un cane, Argo, a cui piace essere presente durante le mie lezioni…

Sono laureata in giurisprudenza ma ho scoperto con il tempo la mia passione per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri e, dopo aver conseguito la certificazione Cedils dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ho intrapreso ormai da parecchi anni questo cammino che mi entusiasma sempre di più.

Le mie passioni

Amo fare passeggiate nella natura, visitare nuovi luoghi e mi rilasso leggendo o dipingendo, ma nei fine settimana mi piace anche uscire con gli amici per una cena o per un ottimo aperitivo.

Inoltre per me è importante il tempo passato in famiglia. Nei giorni di festa o di vacanza ci godiamo tutti insieme un bel film o ci sfidiamo in uno dei nostri numerosi giochi da tavolo (che mi piace utilizzare, adattandoli, con i miei studenti durante le lezioni!).

Spesso ascolto musica – di molti generi diversi – e ogni anno in estate adoro andare a Verona per assistere a uno spettacolo di opera lirica nella magica atmosfera dell’Arena.

Le mie lezioni

Le mie lezioni sono improntate sulla conversazione. Amo discutere dei più diversi argomenti, secondo gli interessi dei miei studenti: dalle tecniche di mindfulness al giardinaggio, senza dimenticare però alcuni approfondimenti grammaticali, spesso necessari per comprendere meglio i meccanismi che regolano il funzionamento della lingua italiana.

Se deciderai di fare lezione con me, in base ai tuoi interessi e al tuo livello di conoscenza dell’italiano, preparerò varie attività che svolgeremo guardando spezzoni di film, ascoltando canzoni, leggendo ricette di cucina, commentando libri, osservando famose opere d’arte e insieme scopriremo numerosi aspetti della cultura del “Bel Paese” e ci divertiremo con quiz e altri giochi.

Per Online Italian Classes sono la curatrice di due corsi di arte (uno su Leonardo Da Vinci e uno su Caravaggio) e di un Club del libro in italiano che piace sempre tantissimo.

I miei studenti e le mie studentesse

Durante le lezioni cerco sempre di mettere gli studenti a proprio agio, in un clima sereno e piacevole in modo da rendere l’apprendimento della lingua più efficace, duraturo e anche divertente.

E così, spesso, nascono legami autentici di amicizia che portano, quando è possibile, a bellissimi incontri anche di persona, qui in Italia!

Let me introduce myself

My name is Silvia, and I live in a small town in northern Italy, near the famous cities of Milan, Como, and Monza.

I am married, have two “adult” children, and a dog named Argo, who enjoys being present during my lessons…

I have a degree in law, but over time, I discovered my passion for teaching Italian to foreigners. After obtaining the Cedils certification from Ca’ Foscari University in Venice, I have been on this path for many years now, and it excites me more and more.

My Passions

I love taking walks in nature, visiting new places, and I relax by reading or painting. But on weekends, I also enjoy going out with friends for dinner or for a great aperitif.

Moreover, family time is important to me. On holidays or vacations, we all enjoy watching a good movie together or challenging each other in one of our many board games (which I like to use, adapting them, with my students during lessons!).

I often listen to music – of many different genres – and every summer, I love going to Verona to attend a performance of opera in the magical atmosphere of the Arena.

My Lessons

My lessons focus on conversation. I love discussing various topics, according to the interests of my students: from mindfulness techniques to gardening, without forgetting some grammatical insights, often necessary to better understand the mechanisms that govern the Italian language.

If you decide to take lessons with me, based on your interests and your level of Italian knowledge, I will prepare various activities for us to do, such as watching movie clips, listening to songs, reading recipes, commenting on books, observing famous works of art, and together we will discover numerous aspects of the “Bel Paese” culture and have fun with quizzes and other games.

For Online Italian Classes I am the curator of two group courses about art (Da Vinci's Art and Caravaggio's Art) and of the popular Italian Book Club for Non-Native Speakers.

My Students

During lessons, I always try to put students at ease, in a serene and pleasant atmosphere to make language learning more effective, lasting, and also fun.

And so, authentic friendships often arise, leading, when possible, to beautiful meetings even in person, here in Italy!