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L’acqua di San Giovanni

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INDICE:
FOMO e FAI
Sai cos’è “l’acqua di San Giovanni?”
Ma perché si chiama “acqua di San Giovanni?”
Un rito per tutti

FOMO e FAI

Ho una certa tendenza a lasciarmi sopraffare dalla FOMO, the fear of missing out. Forse è a causa di questo che sono in possesso di numerose membership. Divento member, cioè associata, a musei, biblioteche, giornali online e così via. E mi iscrivo a un numero di newsletter nettamente superiore alla mia capacità di leggerle con costanza, anzi… di aprirle in primo luogo. Capita però che alcune arrivino in un “momento morto”, in cui la casella di posta è incredibilmente silenziosa e quindi il loro oggetto in neretto (in grassetto, in bold) esercita subito un’attrattiva irresistibile. Devo aprirla e andare a leggerla.

È capitato con l’ultima newsletter che ho ricevuto dal FAI, il Fondo Ambiente Italiano di cui ero membro (in questo caso non posso declinare il nome al femminile, perché ne cambierebbe il significato. “Membra”, infatti, sono l’insieme delle parti del corpo umano). Dicevo, ero associata al FAI quando vivevo in Italia e devo dire che ho davvero sfruttato tanto quell’iscrizione. Ho visitato diversi luoghi del FAI sparsi nel territorio italiano e ho partecipato a qualche iniziativa organizzata localmente. Il FAI, infatti, si occupa della tutela e promozione di attrazioni come case nobiliari, palazzi, rocche, castelli, e soprattutto luoghi naturali come parchi e giardini… in Italia. Si tratta di luoghi meno conosciuti delle classiche attrazioni turistiche che si possono leggere su ogni guida, e proprio per questo hanno un fascino speciale, più autentico. Il FAI può contare su delle delegazioni che organizzano in modo autonomo degli eventi sul territorio locale, vicino a casa insomma.

L’email che ho ricevuto è stata inviata dalla delegazione FAI di Piacenza, la mia città di origine. L’oggetto dell’email era: “Gli appuntamenti di giugno 2024”. Io già sapevo che a giugno non sarei andata in Italia, ma perché non farmi del male e scoprire che cosa mi sarei persa?

Detto, fatto. Ho scoperto così che mi sarei persa la tradizionale raccolta di fiori ed erbe spontanee per la preparazione dell’acqua di San Giovanni organizzata in un paese non distante dalla città.


Vocabolario 1

sopraffare = overwhelm/overcome

mi iscrivo = I enroll

nettamente superiore = clearly superior

È capitato = it happened

ho sfruttato = I exploited

sparsi = scattered

la tutela = the protection

le rocche = the fortresses

la raccolta = the harvest


Sai cos’è “l’acqua di San Giovanni?”

L’acqua di San Giovanni. Mi è subito suonata una campanella in testa. Avevo visto qualcosa a riguardo su Instagram l’anno scorso e mi ero incuriosita. Erano foto molto belle. Ricordo che c’entrava dell’acqua e dei petali colorati. Però alla fine non avevo approfondito. Avevo pensato che si trattasse di una di quelle nuove tendenze che nascono sui social media e a cui io sinceramente, non riesco a stare dietro.

Così, ho chiesto alle insegnanti del team della scuola: “Ragazze, ma voi sapete cos’è l’acqua di San Giovanni?”

Ecco cosa mi hanno risposto.

  • “Intendi la barca con l’albume?”
  • (La barca con l’albume? Mmm… oddio pure questa mi manca!)
  • “Mmmm… No, mai sentita.”
  • “Siii, nelle Marche si fa!”
  • “Anche delle mie amiche la fanno…”

Come forse puoi immaginare se hai ascoltato lo scorso episodio del podcast, la persona che ha menzionato le Marche è Valentina. Mi sono quindi fatta raccontare da lei cosa sapesse dell’acqua di San Giovanni.

Ciao Barbara. L’acqua di San Giovanni è una tradizione diffusa nel centro e nel sud d’Italia, soprattutto nelle zone di campagna. Io la conosco perché si fa anche dalle mie parti, nell’entroterra di Ancona.

Mi piace tanto perché è una tradizione antichissima. È di origine pagana, legata al solstizio d’estate, che vuol dire che viene tramandata a livello popolare da millenni. È considerato un rito purificatorio e propiziatorio.

Questo perché si pensava che la notte tra il 23 e il 24 giugno fosse una notte magica. E si fa così. La sera del 23 di giugno, subito dopo il tramonto, si va per i campi a raccogliere piante e fiori selvatici.

Nella scelta ci si può far guidare dall’istinto. Di solito si scelgono, diciamo, le piante della zona. Per esempio, quelle più diffuse da me, per questo tre virgolette rito, sono l’iberico, il papavero, la camomilla, la menta, la salvia e anche altre.

Una volta raccolti questi fiori e queste piante, si portano a casa. Si taglia la corolla o qualche fogliolina e si mettono a bagno in un pochino d’acqua, in una ciotola che può essere di vetro o di rame. Poi bisogna lasciare la ciotola tutta la notte all’aperto e la mattina dopo si può usare quest’acqua per lavarsi la faccia, il corpo.

Poi se ne avanza un po’, la si può regalare alle persone care, alle amiche, agli amici. Oppure la si può usare per annaffiare le piante. L’importante è non conservarla e anche non buttarla via.

Si può fare questo rito per chiedere qualcosa che riguardi la salute, il benessere, oppure la fortuna o ancora l’amore. Io la trovo una tradizione bellissima.

Valentina Cottini

Quindi, ricapitolando, l’acqua di San Giovanni si prepara la sera del 23 giugno con fiori ed erbe di campo, oppure casalinghe, da immergere in una bacinella d’acqua. Si lascia riposare la miscela per tutta la notte e, la mattina del 24 giugno, la si usa per sciacquarsi il viso come rito di buon auspicio, per portare fortuna, insomma.

Abbiamo intuito anche che le tradizioni non sono seguite da tutti allo stesso modo. In un paese eterogeneo come l’Italia, capita di imbattersi in differenze molto nette anche tra persone che vivono nello stesso territorio. Ad esempio, l’insegnante Sara, che vive in Piemonte, diceva che le sue amiche di solito preparano l’acqua di San Giovanni ma lei no.

Anch’io ho chiesto alle mie amiche e in particolare mi ha colpito la risposta che mi ha dato Clarissa, che è sempre molto attenta alle tendenze dei social media.

Ho scoperto l’acqua di San Giovanni dai social, su Instagram per la precisione. Mi pare di aver visto questa tradizione nelle storie di Michela Morgia, ma non ricordo bene. Credo fosse un anno, addirittura due anni fa.

Di questa tradizione so solo che si mettono i fiori di campo nell’acqua, in una ciotola, nella notte tra il 23 e il 24 giugno, ma non ne conosco né l’origine e nel motivo.

Non penso che farò questa tradizione anche se mi incuriosisce molto l’idea, soprattutto sapere il perché si fa. Forse appunto dovrei documentarmi di più e capire il motivo e magari farlo una volta.

Clarissa

Vocabolario 2

non riesco a starci dietro = I can’t keep up with it

ricapitolando = summarizing

una bacinella = a basin

la miscela = the mixture

sciacquarsi = to rinse

Abbiamo intuito = We intuited

imbattersi = to come across


Ma perché si chiama “acqua di San Giovanni”?

In questo caso ho fatto una ricerca.

Nella Bibbia, che è il testo sacro dei cristiani, ci sono due Giovanni famosi. Uno è Giovanni l’evangelista e l’altro è Giovanni Battista.

Nel calendario cristiano ogni giorno si ricorda un certo santo o una certa santa in occasione della loro morte. Quello che non sapevo, è che San Giovanni Battista è l’unico santo, oltre alla Madonna e a Gesù Cristo, di cui si ricorda la nascita – il 24 giugno – oltre che la morte – il 29 agosto.

Questa informazione è importante perché ci dà già un indizio sul legame tra la celebrazione del santo e il rito dell’acqua di cui stiamo parlando. La nascita è l’indizio, perché la nascita è un simbolo potente. Nascere non è infatti solo un atto fisico, ma anche simbolico. Quando c’è un cambiamento o un nuovo inizio, infatti, si può parlare di nascita. Il 24 giugno è, di fatto, la data che dà l’avvio a una nuova stagione: comincia l’estate!

Si, è vero, il solstizio d’estate è ufficialmente il 21 giugno, ma la notte tra il 23 e il 24 giugno è la notte più corta dell’anno, il trionfo della luce sul buio.

Ok, ma cosa c’entra l’acqua?

Quando si parla di nascita, l’acqua richiama il momento del battesimo. I neonati vengono infatti talvolta immersi nell’acqua di San Giovanni, in questo rituale casalingo che ricorda l’immersione nell’acqua battesimale. Ai tempi di Gesù, tuttavia, il battesimo non avveniva da neonati come oggi, ma da adulti. Lo stesso Gesù si fece battezzare da Giovanni Battista nell’acqua del fiume Giordano.

Quindi ecco che abbiamo spiegato il legame di questa tradizione con la religione cristiana, come accade per tantissime altre feste italiane. In realtà queste tradizioni sono spesso un’evoluzione di usanze pagane, poi fatte proprie dalla religione cristiana. Lo spiega molto bene Laura nel suo corso online Italian Folklore, che piace sempre molto.

Quindi insomma, abbiamo capito che mi sbagliavo. Questa pratica di fare l’acqua di San Giovanni non è una nuova tendenza dei social ma una tradizione italiana che ha ripreso popolarità grazie ai social. Secondo te, perché?

Io mi sono risposta perché può essere re-interpretata a piacimento da chiunque, non importa dove si viva. Non è infatti necessario vivere in Italia per poter trovare dei fiori di campo e non è nemmeno necessario vivere in campagna. Chi infatti abita in città, potrebbe attingere alle proprie piante da appartamento.


Vocabolario 3

un indizio = a clue

richiama = recalls

casalingo = homemade

neonati = newborns

si fece battezzare = he had himself baptized

usanze pagane = pagan customs

fatte proprie (da) = adopted (by)

attingere = to draw, to tap


Un rito per tutti

Abbiamo detto che ci troviamo in un periodo dell’anno in cui la natura è al culmine, quando i prati sono rigogliosi, i fiori variegati e le persone rimangono sveglie più a lungo, specialmente se la notte è l’unico momento in cui si può avere un po’ di sollievo dal calore estivo.

Quindi immaginati la scena. Sono le 21, le 9 di sera, e la luce è dolce. Il sole non picchia più come ha fatto per tutto il giorno. Indossi abiti leggeri e stai bevendo qualcosa sul portico di una villa di campagna. Osservi il giardino. In cielo, alcune rondini stanno facendo l’ultimo giro in volo. Senti le cicale frinire dai campi vicini, è il loro canto festoso per l’arrivo della notte finalmente fresca. Decidi di fare una passeggiata, mentre inali con respiri lenti quell’aria rilassata e pensi che vorresti che quel momento non finisse mai. Raccogli qualche fiore, quelli che ancora non si sono addormentati. Scegli le foglie più verdi da aggiungere alla tua composizione. Ti prendi tutto il tempo necessario, assapori ogni istante, non c’è fretta. Una volta in casa, scegli con cura il recipiente e lo riempi d’acqua. Poi, ci immergi il tuo piccolo raccolto. Ci vediamo domani mattina, prometti.

Se vuoi preparare anche tu l’acqua di San Giovanni, basta quello che hai a disposizione. Se puoi, cerca di prediligere erbe profumate come il rosmarino, la menta, la salvia, la lavanda. L’ideale, sarebbe procurarti l’iberico, una pianta dai fiori gialli che, non a caso, in Italia si chiama anche “erba di San Giovanni”. Per quanto riguarda i fiori, più sono colorati e meglio è. Per esempio le rose, i papaveri, la camomilla, le violette. In questo modo il colpo d’occhio sarà pazzesco, instagrammabile direbbe qualcuno.

“Si vabbè, Barbara, io vivo in Australia, dove li trovo i fiori estivi quando sta per cominciare l’inverno qui?”

E va beh, dai, (hai ragione) un po’ di creatività! Magari puoi fare la stessa cosa con delle erbe che sono di stagione. Stupiscimi e poi, se ti va, mandami una foto della tua creazione. Anzi, facciamo tutti questo gioco. Sarebbe bellissimo ricevere fotografie di come questa tradizione italiana è stata recepita da persone come te che vivono in diverse parti del mondo.

Io stessa penso proprio che quest’anno per la prima volta farò l’acqua di San Giovanni insieme al mio bambino, sperando che non si metta a strappare i fiori dei vicini. Gli inglesi sono troppo orgogliosi e protettivi verso il loro giardino… Non me lo perdonerebbero mai.

E la barca con l’albume?

Lo so, ti messo la pulce nell’orecchio. La barca con l’albume è un’altra tradizione italiana forse ancora più di nicchia dell’acqua di San Giovanni. Ma… Questa è un’altra storia.

In occasione della ricorrenza di San Giovanni, ho deciso di attivare uno sconto estivo per comprare lezioni di italiano online. Il codice è ESTATE24 e permette di ottenere uno sconto del 15% su qualsiasi pacchetto di lezioni sullo shop di OnlineItalianClasses.com. ESTATE24 è attivo dal 24 giugno fino alla fine del mese.


Vocabolario 4

al culmine = at the peak

il sollievo = relief

il sole non picchia più = the sun isn’t beating down anymore

sul portico = on the porch

le cicale friniscono = the cicadas chirp

(tu) inali = (you) inhale

non c’è fretta = there’s no rush

il recipiente = the container

basta (quello che hai a disposizione) = just (what you have available)

di stagione = seasonal

strappare = to tear

ti ho messo la pulce nell’orecchio = I’ve planted a seed in your mind

di nicchia = niche


Fonti:

  1. Natività di San Giovanni Battista, https://www.vaticannews.va/it/festivita-liturgiche/nativita-di-san-giovanni-battista.html
  2. Giada Bellegotti, Acqua di San Giovanni: cos’è, come si prepara e a cosa serve, 19 giugno 2023, LaCucinaItaliana.it, https://www.lacucinaitaliana.it/article/acqua-san-giovanni-come-si-prepara-cosa-serve/

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