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I lavori che gli italiani non vogliono fare

There are many old and new jobs that Italians don’t want to do. In this episode I tell you what I see every day around me, while living in a small city in the North of Italy. In the end, there are little but hopeful news about the riders…


Operai e fattorini (non) italiani

Sadik e Onyeka sono due ragazzi africani che vivono in Italia da alcuni anni. Li ho conosciuti poche settimane fa, quando ho iniziato a insegnare loro italiano nell’azienda in cui lavorano come operai.

Fanno un lavoro molto duro e, mentre io sistemo le sedie di plastica e accendo la stufetta, loro mi raggiungono nell’aula improvvisata sul soppalco di un capannone dell’azienda. Per due ore, con ancora addosso le tute da lavoro sporche di grasso, i due giovani smettono di fare fatica fisica e cominciano quella mentale, perché per loro scrivere una parola in una lingua straniera come l’italiano è come scalare una montagna. Nessuno ha mai insegnato loro come si fa, a scrivere.

L’altro giorno ho fatto loro la domanda più stupida che potessi fare.

  • Preferite studiare o lavorare?
    La risposta che mi ha dato Sadik mi ha spiazzata.
  • Io piace lavorare perché mandare soldi famiglia. No tempo studiare.
    Ma, inaspettatamente per me, non si è fermato lì. Ha proseguito.
  • Studiare bello perché se studiare lavoro in banca e in banca caldo. Qui freddo e sempre lavorare. Con pioggia, vento, sempre.

Quando prendo la macchina per ritornare a casa, al caldo della mia casa dove svolgo il resto del mio lavoro, noto tanti volti scuri, sotto la mascherina. Perché negli ultimi anni, in Italia, l’operaio è sempre più un lavoro da immigrati.

Un’altra nuova categoria di lavoratori che prima non esisteva è quella dei cosiddetti “riders” o, per dirlo in italiano, i fattorini contemporanei: quelli che, specialmente durante la pandemia, ci consegnano il cibo a casa a bordo delle loro biciclette o dei loro monopattini elettrici. Anche in questo caso, ho notato che ci sono ben pochi italiani a svolgere tale lavoro. Fa eccezione solo qualche studente universitario che vuole “arrotondare” la paghetta dei genitori prima di iniziare una carriera dopo la laurea.

Dopo aver letto diverse notizie riguardo alle numerose proteste che hanno animato le piazze italiane in questi ultimi mesi (puoi immaginare che, oltre a essere un lavoro faticoso, quello dei riders è anche un lavoro molto rischioso quando Covid-19 è ancora in circolo), beh… Mi sono informata.

Ho quindi scoperto che chi lavora per le multinazionali delle consegne a domicilio come JustEat, Uber Eats, Deliveroo, Glovo eccetera… viene pagato “a cottimo”. Questo significa che non riceve uno stipendio fisso mensile, ma un pagamento in base al numero di consegne effettuate.

Ma prenotare le consegne con è così semplice per loro: bisogna fare una gara di velocità contro gli altri riders e bisogna contemporaneamente tenere alta la qualità del servizio per cercare di guadagnarsi una valutazione positiva da parte dei clienti: insomma, più stelline = più lavoro in futuro.

Cosa ordinano gli italiani a domicilio?

Lo so che stai pensando che noi italiani amiamo cucinare in casa, fare la pasta ripiena, la pizza e tutti quegli altri fantastici piatti che si vedono nei video di YouTube. Beh, questo è vero, ma è vero anche che possiamo essere molto pigri, specialmente la sera, dopo una lunga giornata di lavoro.

Ecco allora che ci viene voglia di “giappo” e ordiniamo del sushi nel nostro ristorante giapponese preferito (il fatto che in realtà sia cinese, poco importa); oppure, nel fine settimana, ordiniamo la tipica pizza italiana rotonda e sottile, quella che in casa non riusciamo proprio a fare.

Pensa che ho delle amiche che ordinano persino una piadina, qualche volta. Non sai che cos’è una piadina? Ti metto qui una foto, così puoi capire anche tu che non è niente di particolarmente difficile da cucinare (PS. Questo in realtà è un “crescione”, ma l’impasto è lo stesso).

Questa tendenza a ordinare cibo da casa è stata amplificata dalla pandemia, come ho già detto. Succede allora che molti ristoranti italiani propongano interi menù da gustare direttamente a casa, completi di vino, dolce e persino di un cocktail come aperitivo.

Io non lo so come funziona nel tuo Paese, ma posso darti una buona notizia che viene dall’Italia: JustEat Italia ha annunciato che a partire dal 2021 metterà a contratto tutti i suoi riders che, oltre ad avere tutti i diritti dei lavoratori subordinati, finalmente verranno pagati a ora.

Ps. Da oggi anche qui in Emilia Romagna siamo diventati “zona arancione”. Questo significa che tutti i ristoranti sono chiusi. Speriamo che le consegne a domicilio aiutino a sostenere le attività commerciali di baristi, camerieri e ristoratori, in un modo sempre più GIUSTO.

Vocabolario


insegnare = to teach

azienda = company

operai = workers

io sistemo = I put in order

la stufetta = the small stove

mi raggiungono = they come after me

improvvisata = improvised

soppalco = mezzanine

un capannone = a warehouse

addosso = on the body

smettono di = they stop to

la macchina = the car

la mascherina = the face mask

i fattorini = riders

monopattini elettrici = electric schooters

svolgere = to do

“arrotondare” = to round up

la paghetta = pocket money

consegne a domicilio = deliveries

uno stipendio = a salary

una gara = a competition

pigri = lazy

da gustare = to taste

GIUSTO = RIGHT


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