Questa è la trascrizione dell’episodio 62 del podcast Italian Stories In Italian di Barbara Bassi, fondatrice della scuola OnlineItalianClasses.com, con la partecipazione dell’ospite Marco Residori. L’episodio, intitolato “Dietro una lezione di italiano”, offre uno sguardo inedito sulla professione dell’insegnante di lingua. Mentre leggi, puoi ascoltare l’episodio cliccando sul player qui sotto:
INDICE:
Introduzione
Come si diventa insegnanti di italiano per stranieri?
Orientarsi tra metodi e approcci
La Glottodidattica Umanistica
Intervista a Marco Residori
Quando penso ai temi per questo podcast, cerco di mettermi nei tuoi panni. Mi domando cosa io dia per scontato della cultura italiana che a te, invece, risulti sorprendente. Oggi voglio ribaltare il punto di vista e portarti nei miei panni di insegnante.
Mi auguro che capire come lavoriamo noi insegnanti ti aiuterà a essere uno studente più consapevole e a barcamenarti tra scuole, app che promettono miracoli in una settimana e manuali “rivoluzionari”. Questo episodio spero che serva a farti risparmiare tempo e a indirizzare le tue risorse verso ciò che funziona davvero per te.
Partiamo da una domanda semplice: Come si diventa insegnanti di italiano per stranieri? In Italia, questa disciplina è relativamente recente. È “esplosa” dopo il 2016, quando lo Stato ha riconosciuto ufficialmente la figura dell’insegnante per stranieri con la classe di concorso A23 (nominata “Lingua italiana per discenti di lingua straniera” – alla pubblica amministrazione piace molto usare parole pompose). Una classe di concorso è come una porta d’accesso per lavorare nella scuola pubblica italiana.
Oltre alla laurea in Italianistica, ci sono altre strade per diventare insegnante di italiano come lingua straniera (per chi vive fuori dall’Italia) o come lingua seconda (per chi vive in Italia con lingua materna diversa dall’italiano). Molte insegnanti vengono da studi umanistici (io, ad esempio, sono laureata in sociologia, mentre la metà delle insegnanti di Online Italian Classes ha una laurea in antropologia). Spesso ci si specializza dopo aver fatto esperienza sul campo, e si conseguono certificazioni come la CEDILS, che forniscono le basi della glottodidattica, la scienza che studia come si insegna una lingua.
Tuttavia, a mio parere, l’esperienza vale quanto gli studi. Ho visto molti candidati preparatissimi – i candidati sono le persone che mi mandano il CV per lavorare con me – perdersi in un bicchiere d’acqua perché troppo legati alla teoria. La rigidità non funziona: con le mie colleghe teniamo sempre a mente che ognuno è diverso, tanto gli studenti quanto le insegnanti.
Per aiutarti a scegliere il percorso giusto, vediamo i principali modelli che si sono succeduti nel tempo. Ma prima, una piccola distinzione: l’approccio è la filosofia di fondo; il metodo è come traduciamo quella filosofia in pratica; la metodologia sono gli esercizi specifici.
E poi che succede? Arriva la sociolinguistica a cambiare le carte in tavola.
La sociolinguistica propone l’idea che la lingua non sia unica, stabile e pura (che era l’idea dell’approccio formalistico), bensì mutevole e varia. In altre parole, in base al contesto, la lingua cambia. Un avvocato parla diversamente in tribunale rispetto a quando parla con suo figlio o a quando parla in dialetto con il panettiere del suo paesino. E quindi arriviamo all’…
Oggi sappiamo che la dimensione emotiva è centrale. La glottodidattica umanistica si basa sul piacere di apprendere e sulla consapevolezza che esiste un filtro affettivo: se provi ansia, il cervello si blocca e non memorizza. Per questo creare un ambiente sereno è fondamentale e fondamentale è anche la motivazione dello studente.
Uno dei miei metodi preferiti in questo senso è il CLIL (Content and Language Integrated Learning): cioè usare l’italiano per imparare altro. È quello che succede in un club del libro per esempio: sei motivato o motivata a usare la lingua per discutere della storia e, intanto, impari la lingua senza quasi accorgertene, eliminando lo stress.
Una metodologia che si basa sullo stesso principio è la gamification. E proprio oggi ho qui con me un ospite che ne sa qualcosa… ma prima, ascoltiamo la sua storia.
mettermi nei tuoi panni = to put myself in your shoes
risulti (sorprendente) = turns out to be (surprising)
ribaltare = overturn
barcamenarti = to manage / to get by verso = towards
la figura (dell’insegnante) = the role (of the teacher)
discenti = learners
pompose = pompous
studi umanistici = humanities
esperienza sul campo = field experience
si conseguono = are obtained / are achieved
forniscono = provide a mio parere = in my opinion
vale = is worth
candidati = applicants / candidates
il CV = the CV / resumé
perdersi in un bicchiere d’acqua = to get overwhelmed by trifles
tanto – quanto = both – and / as much as
L’approccio = the approach
il metodo = the method
la metodologia = the methodology
duro a morire = die-hard / hard to kill
cambiare le carte in tavola = to change the rules of the game
mutevole = changing / mutable
tribunale = court
filtro affettivo = affective filter
ne sa qualcosa = knows a thing or two about it
Barbara:
Ciao Marco, che piacere avere qui, oggi, un collega come te. Anche se non lavoriamo per la stessa scuola, siamo entrambi insegnanti di italiano come lingua straniera. Il nostro percorso per arrivare a fare questo lavoro, però, è stato diverso. Io ho iniziato dopo di te, lavorando principalmente online, mentre so che tu hai una certa esperienza in presenza. Ti va di parlarcene?
Marco:
Allora, ciao Barbara, intanto, ciao a te e alla tua comunità, mi fa molto piacere vedere questa chiacchierata che abbiamo organizzato oggi insieme. Ti ringrazio per l’invito. Ci troviamo oggi, no?, in questo campo di sperimentazione comune che è l’insegnamento dell’italiano a stranieri, in una fase, secondo me molto interessante, in cui c’è… c’è grande… grande vivacità. Ma sì, quando ho iniziato io che, insomma, sembra un po’… sembra poco, ma in realtà in termini di dinamiche del mondo dell’insegnamento sono passati già 15 anni, era il 2010, era un po’ diverso, esatto, il mondo dell’insegnamento a stranieri. Nel senso che in quel momento lì la questione era… insomma, si lavorava all’estero. C’era poco quello che oggi c’è in tutto il mondo dell’italiano a stranieri in Italia, dove c’è i migranti, i CPIA*, comunità di expat… Era principalmente una rete fatta da Istituti di cultura e dalla Dante Alighieri* e anche scuole di lingua, in alcuni paesi scuole di lingua private. Per questo motivo chi iniziava a lavorare in questo campo era una persona che generalmente, ma è anche il mio caso, amava girare un po’. Nel mio caso l’italiano era un po’… insegnare l’italiano a stranieri è stato un po’ la scusa, il pretesto, il motivo e anche il modo per vedere posti, paesi nuovi ed entrare in contatto con culture diverse.
Barbara:
Ti fermo un attimo perché hai detto tante cose interessanti. Forse occorre aprire una parentesi o fare una piccola premessa riguardo un po’ proprio a come funziona questo mondo. Cioè tu hai parlato di italiano a stranieri ma che in gergo si chiama LS e invece c’è anche appunto come dicevi l’italiano L2, l’italiano come lingua seconda (che per chi non conosce, per chi non è del mestiere si tratta di imparare una lingua straniera come l’italiano ma in Italia, che è ovviamente un processo diverso perché l’esposizione alla lingua è diversa). E poi hai usato una bella parola che è girare, girare che noi italiani usiamo spesso anche per dire viaggiare, quindi tu mi pare di capire hai viaggiato tanto, cioè dicevi che insegnare l’italiano per te è stata una scusa per poter viaggiare, giusto?
Marco:
Sì, diciamo che i primi anni li ho fatti girando nel senso che lavoravo, ho lavorato in diversi comitati della Dante Alighieri. Ho iniziato… il primo incarico che ho avuto era nel 2010-11 in Serbia, dopodiché mi sono spostato per due anni in Ucraina, poi ho fatto un anno in Moldova, poi sono arrivato in Russia nella città di Togliatti e lì si è un po’ conclusa la mia collaborazione con la Dante Alighieri perché poi ho iniziato a lavorare a Pietroburgo, era il 2018, in una scuola privata di lingua, sì, in un centro di lingua italiana che però, ecco, era slegato da quello che era la rete della Dante Alighieri dove avevo lavorato fino a quel momento.
Barbara:
Wow, che interessante! Io non ho mai avuto questo tipo di esperienza, anzi in piccolo diciamo, nel senso che per un periodo ho lavorato in Polonia e per un periodo in Croazia però veramente erano pochi mesi e la mia lingua veicolare, la lingua veicolare che utilizzavo nelle lezioni, era l’inglese e anche tuttora faccio così nelle mie lezioni online. Mi chiedo, come curiosità mia personale, se hai imparato la lingua dei posti in cui sei stato e anche ti chiedo quanto è importante secondo te conoscere la lingua madre, la lingua materna dei tuoi studenti.
Marco:
Allora, diciamo che questa è una buonissima domanda nel senso che io come lingua veicolare quantomeno in quei momenti lì, ma anche oggi, cioè io non ho mai usato lingue veicolari in classe. Ho sempre usato l’italiano dalla lezione zero per ogni corso e in ogni contesto perché penso che chi, insomma, ha una formazione in questo campo, chi crede e pensa che sia efficace quello che potremmo definire anche un metodo comunicativo molto molto spinto, bisogna essere in grado… ma insomma si può fare dalla lezione zero senza quasi avere nessun tipo di lingua veicolare in classe. È chiaro che la lingua del paese in cui sei… comprendere, magari non parlare, ma comprendere la lingua del paese in cui sei ti aiuta a capire, a leggere delle dinamiche di classe soprattutto quando si lavora con i gruppi che indubbiamente ti creano maggiore contesto, maggiore comprensione del contesto e ti aiutano quindi a leggere le fasi di lezione, a leggere gli umori, a leggere quello che sta succedendo in classe. Ma, ecco, direi che questo è importante. Io per esempio in Serbia non conoscevo il serbo e negli altri paesi no. In Ucraina il primo anno ero assolutamente lì senza insomma conoscenza della lingua locale, sì lì ero in quel caso forse più svantaggiato, poi piano piano la mia conoscenza del russo si è fatta un po’ più solida e da lì sono riuscito comunque a leggere meglio sicuramente le situazioni e le culture. Perché comunque il setting di una classe implica dei significati molto diversi a seconda del contesto in cui siamo. In questo senso l’online è in qualche modo disruptive, nel senso rompe il setting tradizionale della classe, porta la gente dentro un ambiente di comodità e questo secondo me ha dei vantaggi su quello che è la percezione dei livelli o i livelli di stress durante l’apprendimento in un’attività con grande carico cognitivo come imparare una lingua straniera.
Barbara:
Sono molto d’accordo con quello che dici, o meglio, mi ci ritrovo nonostante la mia esperienza sia, ripeto, soprattutto online, negli ultimi anni è stata solo online. Però quando ho iniziato, ho iniziato in presenza, e mi ricordo che ero in Polonia, a Cracovia, a fare lezioni a questi ragazzi universitari e avevo proposto delle attività con (banalmente per me) dei post-it. E mi ricordo che loro mi dicevano “come mi piace, come ci piacciono i giochi che tu ci fai fare” e per me quello non era un gioco, era anzi piuttosto noiosa come attività. Un gioco per me era tutt’altro. E mi ha fatto pensare a quello che dicevi, cioè come probabilmente questi ragazzi erano abituati a concepire una lezione. Probabilmente le lezioni che facevano normalmente, la loro esperienza di lezione era più frontale, più canonica, tradizionale. Hai detto una cosa interessante anche riguardo all’utilizzo della lingua inglese, o meglio all’utilizzo della lingua veicolare, che è diciamo quel terreno comune tra due persone che non parlano ciascuna la propria lingua materna. E qui ci addentriamo un po’ nel campo degli approcci. Tu già hai detto che il tuo approccio è più comunicativo, infatti nella prima parte di questo episodio ho proposto agli ascoltatori un breve excursus su quali approcci all’insegnamento uno studente può aspettarsi, e quindi ti chiedo di dirmi un po’ la tua, il tuo punto di vista, cioè se ce ne hai uno in particolare che preferisci o se fai un mix. E questa cosa della lingua veicolare, dell’uso della lingua veicolare, è molto dibattuta tra noi insegnanti, no? Ci sono quelli proprio categorici che dicono “assolutamente no, l’inglese io non lo uso” (inglese perché, diciamo, è normalmente quella più utilizzata), e ci sono altri che dicono “per velocizzare io qualche volta lo utilizzo”, e tra questi mi ci metto anch’io. Nel senso che, magari lo studente compra un pacchetto di 30 minuti di lezione e fa lezione una volta a settimana. Se vuoi aiutarlo anche in termini economici a, insomma, ottimizzare il tempo che lui ha speso, io ammetto che qualche volta utilizzo l’inglese.
Marco:
Allora è bella questa cosa che dici dell’”ammetto” come se fosse una colpa. Nel senso che si, fortunatamente io dico sempre, oggi siamo in un momento di grande libertà e sperimentazione. Esistono altre nuove idee, metodi oltre a quello comunicativo, per esempio il Dogme, per esempio il Post-method. Ma l’idea è che io quando ho iniziato a insegnare, il metodo in auge era quello comunicativo e c’era un certo tipo anche di dogmatismo o talebanismo o in qualche modo eccesso nel proporlo. Vuol dire noi che iniziavamo vedevamo, insomma, coordinatori didattici, persone che ci incentivavano ad usare questo metodo e che sanzionavano, diciamo, dei comportamenti ritenuti troppo tradizionalisti. Tu hai parlato di lingua veicolare o comunque di una seconda lingua dentro la classe, ecco questo era sicuramente, come tu dicevi, era qualcosa che veniva in qualche modo sempre messo in evidenza quando succedeva. Oggi dico che c’è maggior libertà, nel senso che il metodo comunicativo, sì forse è il più… ancora quello più diffuso, ma comunque subentrano nuove idee, nuove esigenze della didattica che aprono il campo alla sperimentazione. E’ una sperimentazione che secondo me recupera alcune idee, alcune tecniche, alcune teorizzazioni, anche di metodi più tradizionali e le ripropone in una nuova forma per nuove esigenze. Per esempio l’uso della lingua, di un’altra lingua ai livelli alti è sicuramente qualcosa che è premiabile da fare sicuramente, ai livelli bassi se è argomentato… io quello che dico oggi e insomma che mi sento è che qualsiasi decisione basta che sia argomentata. Se uno ha un’idea e sa argomentare perché ha scelto quello strumento, quella risorsa, quel… quella soluzione, per me va benissimo. Va sempre valutato caso per caso per usare tanti diversi approcci, tecniche, che è quello che magari propongono teorizzazioni come il Dogme o il Post-method. Che bisogna essere però insegnanti esperti e l’insegnante esperto sì, è quello lì che sembra che tiri fuori sempre il jolly ma in realtà non è che è così magia. Non è così, è che ha una capacità e una rapidità di lettura di situazioni e di momenti per i quali riesce sempre a far sembrare naturale quello che effettivamente potrebbe risultare molto macchinoso se fatto in un modo diverso. Per cui io questi nuovi approcci, cioè il metodo comunicativo è chiaro ed è… ci vuole sicuramente abilità, ma grazie al fatto che ha delle regole o ha dei principi, è più facilmente eseguibile. Quando si parla di nuovi metodi, del Post metodo e del metodo Dogme, bisogna essere, diciamo, avere un certo tipo di sensibilità e avere un certo tipo di esperienza per metterli in campo in modo efficace.
Barbara:
Wow, illuminante. Allora secondo me i nostri ascoltatori adesso sono molto curiosi sul Dogme e sul Post Method, quindi magari, se hai voglia, ti chiedo di raccontarci che cosa sono. E poi mentre parlavi mi è venuta questa domanda: Secondo te questa capacità che tu dici, questa bravura degli insegnanti di riuscire a “improvvisare”, quando in realtà non è proprio così, viene più dagli studi o viene di più dall’esperienza?
Marco:
Allora sì, in due parole, insomma non vorrei annoiare. Dogme cosa significa? Significa che nel cinema c’era una scuola, c’è un movimento cinematografico chiamato Dogme pronunciato all’italiano, dogmi magari all’inglese, cui il capo, il capo.. Diciamo.. l’ideatore era Lars von Trier. Quindi siamo nel nord dell’Europa, in Danimarca, che a un certo punto ha detto “aspetta, torniamo alle origini“, “prendiamo la strumentazione quanto più semplice possibile, riduciamo il cinema alle inquadrature, diciamo a quelle scelte registiche dell’inizio delle origini e lavoriamo solo così’. Tradotto nell’insegnamento significa semplicemente: eliminiamo tutte queste sovrastrutture che vengono create per portare a ricevere lingua, strutturare lingua, produrre lingua. E in qualche modo diamo più spazio a un’autenticità della comunicazione, che riesce tanto a discutere delle cose rilevanti e interessanti per ognuno e poi riesce a cogliere quella che si chiama lingua emergente o quelli che sono dei bisogni linguistici emergenti e intervenire puntualmente su questi a partire da.. da quello che lo studente sta producendo, produce, è in grado in quel momento di fare. Il Post-method nasce (questo, diciamo il Dogme nasce in Inghilterra e nel mondo anglo-sassanoe), il Post-method nasce in California, in un’università, ma l’idea comunque è più o meno simile: a partire da quelli che sono i bisogni, quelli che sono le aspettative, quelli che sono le capacità di quel momento della classe e da lì costruire dei percorsi che incontrino, rispondano a questo tipo di esigenze. Però è chiaro che fare questo, appunto non è improvvisare, ma è avere a disposizione un così ampio ventaglio di soluzioni che ti permette di giocare, di usare quella giusta nel momento giusto. Qui sta la difficoltà. Intanto l’esperienza che ti ha permesso di vedere tante tante situazioni diverse e che insomma poi ti permette di aver accumulato questo ventaglio o bagaglio esperienziale e saper scegliere in modo molto puntuale in risposta a delle esigenze che escono. Ma scusa la domanda me la sono un attimo dimenticata?
Barbara:
Sì forse in realtà hai già risposto, nel senso che la domanda era “ma per applicare questi nuovi metodi è più utile la formazione che si ha studiato o l’esperienza?”, ma mi pare di capire che hai menzionato l’esperienza no?
Marco:
Assolutamente, io dico sempre, cioè dico sempre a me stesso ma anche poi quando mi confronto con altri, nel proprio, diciamo, portafoglio studenti (portafoglio nel senso meno economico possibile), proprio diciamo nella scelta di quello che è il gruppo di studenti con cui si lavora, sarebbe sempre importante (cerco di rispettarlo) lavorare con persone di… con lingua d’origine diversa, persone di ‘età diverse, possibilmente – sì- in presenza e online, possibilmente persone che hanno, diciamo, anche dei bisogni linguistici diversi. Uno sta preparando l’esame, l’altro lo studia per piacere, l’altro ancora per lavoro, per esempio. In questo modo ci si costruisce quello che è un bagaglio esperienziale che ti ha fatto vedere tante tante situazioni diverse e che poi ti permette di fare connessioni e portare lì quella che potrebbe essere una soluzione molto puntuale, in quel momento, per quel bisogno. Cioè diversificare molto il proprio portafoglio studenti, il proprio gruppo di studenti con cui si lavora, perché è così che si cresce. Per dire, ispanofoni di 60 anni in tutta la vita: sì sarò iper specializzato, ma ok… ma aspetta c’è tanto tanto intorno a questo, c’è tanta diversità. Soprattutto oggi dentro il mondo dell’italiano.
Barbara:
Ecco questo è un modo di pensare, una forma mentis, che mi piace molto in te e che condivido. Nel senso che, ci conosciamo da poco, ma mi hai subito dato l’impressione di essere un professionista che sa evolvere, che appunto non rimane fossilizzato magari verso un’esperienza consolidata che diventa poi magari anche una comfort zone, ma sperimenta… per esempio offline abbiamo parlato (anzi online perché ci sentiamo tramite videochiamata) comunque fuori dal podcast abbiamo parlato dell’uso delle AI tante volte, e mi sembra di capire che – dall’aver fatto lezioni in presenza principalmente – ti sei spostato anche tu o comunque hai aggiunto al tuo bagaglio di esperienze anche le lezioni online. Abbiamo parlato dell’importanza della formazione e dell’esperienza e io so che queste, entrambe probabilmente, ti hanno portato a realizzare anche un progetto basato sulla gamification che si chiama Giochini di parole e che io vorrei tanto far conoscere agli ascoltatori del podcast. Ti va di raccontarci un po’ qualcosa di più?
Marco:
Intanto la cosa peggiore è quella un po’ di svegliarsi al mattino e ripetere lo stesso copione. Perché quello è troppo noioso. Anche se, come dicevi, tu può essere troppo, può essere molto comodo. Detto ciò, Giochini di parole forse sì, è una delle sfide perché ad un certo momento è nata… è nata… è interessante questo… da una collaborazione con un mio ex studente, Chad. Allora, Chad ha frequentato una lezione di gruppo che ho fatto per un gruppo online e, insomma, abbiamo iniziato a parlare. Mi ha fatto vedere, lui aveva iniziato… lui è uno sviluppatore anche un ingegnere AI… e aveva iniziato a parlare, a sviluppare un bot. Questo era non adesso, ma era il 2024, penso. E, insomma, abbiamo iniziato a ragionare insieme “cosa c’è, cosa non c’è”… Lui aveva questo bisogno del lessico, lui era un B1 che stava crescendo a rapidi passi, io lo stavo accompagnando in questo percorso, e vedeva il suo lessico aumentare in varietà, in profondità. E quindi la difficoltà che stava iniziando a incontrare era quella di tenere attivo un volume di lessico che continuava a crescere. E così ci siamo un attimo interrogati. Chad era un appassionato, è un appassionato di enigmistica, ama i giochini del New York Times e… “Ma, ascolta, ma dai vediamo un attimo, magari riusciamo a fare qualcosa anche per me, che mi aiuti a tenere attivo, così, quanto più lessico, a riattivare, a fare delle riattivazioni”. Comunque è chiaro che il lessico che riceviamo e quello che produciamo non riescono a coprire tutta la quantità di lessico e volumi di lessico che noi in realtà conosciamo, quindi mi serve uno strumento, mi servirà uno strumento che mi aiuti a tenere attivo, a riattivare in maniera, diciamo, con una certa cadenza temporale il lessico. E mi ha, mi ha fatto vedere un paio di piloti, un paio di prototipi. Siamo partiti da un paio di giochi e abbiamo iniziato da lì questa collaborazione in cui abbiamo sviluppato un paio di giochi. E a giugno in realtà, a giugno del 2025, con questi due giochi migliorati, un po’ implementati, ma anche con un design molto artigianale, con un prodotto molto molto così… molto base… abbiamo iniziato a farlo girare un po’ tramite la nostra rete di studenti e insegnanti. Insomma, scuole. E abbiamo avuto un certo tipo di riscontro, così abbiamo deciso di ampliare il catalogo e siamo oggi a sette giochi, a creare una come dicevi tu un sistema di gamification per incentivare quello che è il punto, cioè costanza. Una costanza e una frequenza di apprendimento quotidiana, evitando questa cosa che sono…. non so, faccio la sessione di un’ora, di un’ora e mezza il giorno prima della lezione, ma in realtà quello che è la mia credenza come insegnante, ma anche quella di Chad assolutamente come studente, è che è meglio fare delle attivazioni-riattivazioni quotidiane anche con un tempo limitato. 20 minuti/10 minuti, quanto sia, piuttosto che fare queste, diciamo, sessioni isolate una volta alla settimana. E così abbiamo creato tutta una gamification che favorisce questo, questa pratica quotidiana. E ampliando il catalogo, inserendo tutta una serie di strumenti che aiutano a variare, diversificare la sfida in base alla propria competenza linguistica. E niente, oggi abbiamo questo strumento… sono dieci mesi a disposizione di tutti… è gratuito. Un po’ anche una bella storia da raccontare, una bella collaborazione tra due professionisti: io in glottodidattica-insegnamento delle lingue e lui – come insomma la sua grande forte competenza che è quella che poi fa girare il mondo – che è quella degli sviluppatori ingegneri informatici.
Barbara:
Che bello, c’è una storia veramente bellissima dietro Giochini di parole. Per chiarificare, si tratta ovviamente di giochini di parole in italiano, giusto?
Marco:
Esatto. Sì, è pensato per studenti di italiano.
Barbara:
E si tratta di una app sul telefono o di un sito web? Cioè qual è la forma, come si può accedere?
Marco:
Allora, è una web app, cioè una browser app, quindi basta un link per accedere nel proprio browser. Non è importante quale browser usate, basta cliccare sul link e vi trovate direttamente dentro questa web app e potete iniziare subito a giocare. Abbiamo una sezione della web app che spiega come installare un favicon, cioè come installare un’immagine sul proprio, per esempio telefono, che ti permette un accesso diretto, cioè evitando di entrare nel browser, digitare il nome. Attraverso un procedimento che è spiegato sul sito, è molto semplice, potete salvare diciamo l’immagine sul vostro desktop e da lì accedere in modo più immediato.
Barbara:
Che figo, non conoscevo questo… questo trucco. Intanto che parliamo di questo dico che sia nella trascrizione di questo episodio, quindi sul blog di OnlineItalianClasses.com, ci sarà un link specifico per poter accedere a Giochini di Parole. Questo ci sarà anche nella descrizione dell’episodio su Spotify o sulla piattaforma che utilizzate, però se vuoi anche tu menzionare l’url così, appunto, per maggiore chiarezza…
Marco:
Ecco, allora diciamo sì, è un www.giochinidiparole.com, è molto semplice, è sicuramente più semplice accedere appunto dai tuoi canali (si parla di newsletter, il sito…) Quello che posso dire è che insomma sono delle piccole sfide quotidiane di solito tra i 3 e 5 minuti, dipende insomma a cosa si gioca. Il nostro obiettivo e le nostre idee nella costruzione sono di favorire i due tipi di lessico, cioè da una parte ci sono alcuni giochini che sollecitano o riattivano lessico passivo, cioè vi fanno riconoscere del lessico, vi mettono davanti del lessico, voi dovete fare qualcosa con questo lessico. Quindi vi viene dato del lessico e a partire da questo lessico che vi viene dato c’è da compiere qualche tipo di compito. E altri giochini invece mirano più al lessico attivo, quindi bisogna creare parole, bisogna ricordare parole, bisogna in qualche modo comporre parole, e questo insomma aiuta a, prova a dare un supporto. Per far passare tutto quel lessico con la parola che si dice “ah questa la so” in una parola disponibile nel momento in cui si ha bisogno di usarla. Ecco, questo è un elemento, la varietà del catalogo è costruita intorno a queste due idee: lessico passivo e lessico attivo. È costruita su una varietà all’interno di ogni singola partita, così che in base a un sistema di aiutini, la partita può essere calibrata a diversi livelli di difficoltà. Lo si può giocare a un livello massimo, se sia un livello avanzato o linguistico avanzato, o si può, si possono usare una serie di aiutini per semplificarla fino a un livello, diciamo, principiante-intermedio. Dipende molto dalla lingua di provenienza. È chiaro che una, una persona che si qualifica come A2 ed è di madrelingua, non so, cinese, è diversa da una persona che è A2 e ispanofono. Siamo a 139 paesi da cui hanno giocato alla, ai nostri giochini. È chiaro che creare qualcosa che vada bene per così tante esigenze è difficile, per questo il sistema di aiutini, guardateli! Ci sono in ogni gioco, usateli. E questo vi aiuta a personalizzare il grado di sfida di ogni singola partita.
Barbara:
Mamma mia, deve esserci davvero una complessità sotto la costruzione di questo progetto non da poco, sia a livello di glottodidattica da parte tua, sia a livello di programmazione da parte di Chad. Quindi veramente, complimenti. E poi sono molto contenta anche che sia gratuita, che possano comunque accedere in questo momento tutti gli studenti che desiderano provarlo, provare Giochini di parole, perché immagino per voi sia anche molto utile avere un feedback da parte degli utenti.
Marco:
C’è una possibilità, appunto sulla web app, di farci sopra, di darci un feedback. Può essere appunto la segnalazione di un bug, può essere un commento o qualcosa da inserire, un suggerimento, può essere un complimento, volete ringraziarci… insomma ci sono diverse possibilità di interagire con noi direttamente sulla web app. Scriveteci ovviamente qualsiasi idea, noi la prendiamo in considerazione, valutiamo, capiamo la fattibilità. È chiaro che essendo voi studenti, gli utenti finali di questo prodotto, per quanto c’è Chad che è a sua volta uno studente, quanti insomma più feedback e suggerimenti ci aiutano a capire come sempre, correggere un po’ il tiro e come migliorare quello che già esiste oggi.
Barbara:
Certo, assolutamente. Dico l’ultima cosa da insegnante e cioè che, veramente, questo è uno strumento incredibile. Cioè, veramente, di grande valore perché, come dicevi, permette la costanza, un impegno costante, anche appunto 10 minuti al giorno durante la settimana e perchè aumenta tantissimo la motivazione che è quella che ti permette appunto di essere costanti e di non lasciar perdere, don’t give up no?, come si dice. Questo è davvero uno dei pilastri per me. Per la mia scuola, per Online Italian Classes, proprio per il mio approccio (prima parlavamo di approcci) perché molti pensano “ok mi compro il pacchetto di 20 lezioni” con l’insegnante. A posto. Tra 20 lezioni farò dei progressi. Ma non è assolutamente così. Anche se ti presenti tutte le volte a lezione, non riuscirai a ottenere dei risultati se poi non ci metti del tuo nel tempo, in tutto il resto del tempo. Perché imparare una lingua è esposizione e se ti esponi soltanto un’oretta alla settimana e poi non studi e non pratichi, diventa veramente complicato imparare una lingua. Ovvio che però deve anche essere divertente altrimenti diventa una forzatura e lasci perdere subito. Quindi, appunto, giocare ti permette di non renderti conto che stai imparando ma in realtà stai imparando tantissimo perchè il tuo cervello è rilassato, non è in situazione esame, no?, diciamo, o situazione scuola. E niente, quindi appunto questo per me è il grande valore di Giochini di parole.
Marco:
Grazie mille Barbara, perchè comunque è sempre importante anche avere un feedback insomma da colleghi, da persone della comunità, che insomma fanno il nostro lavoro. E fa piacere sentire che, insomma, ci sono persone, ci sono insegnanti, che ci aiutano insomma a condividere questo strumento con le loro comunità di studenti perché credono che sia un buono strumento, che sia qualcosa che crei valore all’apprendimento dei loro studenti. In tal senso, cioè, io – ecco parlavi del voler portare sempre un po’ oltre la sfida – se dovessi riassumere quello che è il mio interesse oggi nel mondo dell’insegnamento e anche guardando alle tecnologie, io vedo tanta concentrazione, tanta focalizzazione sul momento lezione e vedo poca focalizzazione più sul momento di silenzio tra le lezioni. Io ho deciso di provare a occupare quello spazio lì, cioè cerco di non produrre niente per la lezione. Ci sono tantissime cose di valore, tantissime case editrici e autori indipendenti che producono cose utili, favolose, per il momento lezione. A me interessa essere un po’ curatore e regista di quel momento di silenzio, di quello che prima era un momento di silenzio tra lezione e lezione e oggi può essere un momento ricco di attività e ricco di benessere in questa ecologia dell’apprendimento.
Barbara:
D’accordissimo. Guarda, Marco, ti ringrazio perchè veramente è stata una conversazione molto molto interessante. Forse un po’ “nerd”, diciamo, perché per la prima volta propongo agli studenti, agli ascoltatori e alle ascoltatrici di questo podcast, la prospettiva dell’insegnante. Che penso sia molto utile proprio anche per capire meglio cosa significa imparare una lingua. E poi anche per fare le proprie scelte, no? Nel caso qualcuno stia valutando come iniziare a imparare l’italiano, comunque, magari con un supporto oltre l’autoapprendimento, ecco. Quindi ti ringrazio tantissimo e ti lascio ovviamente l’ultima parola se vuoi aggiungere qualche cosa…
Marco:
Va bene Barbara, grazie ancora a te per l’invito. Grazie a quelli che ci hanno ascoltato e in particolare a quelli che sono arrivati fino a qua. Spero insomma di aver potuto dare una mia angolazione sul nostro mondo, sul mondo di chi fa il nostro lavoro. E una buona primavera, una buona estate a tutti, godetevi il tanto tempo e le tante possibilità che queste stagioni ci offrono e giocate ai giochini. Vi aspettiamo sulla nostra piattaforma. Grazie mille!
entrambi = both
campo di sperimentazione = field of experimentation
all’estero = abroad
CPIA = Provincial Centers for Adult Education
la Dante Alighieri = The Dante Alighieri Society
pretesto = pretext / excuse
occorre = it is necessary / is needed
in gergo = in jargon / in lingo / in tech speak
per chi non è del mestiere = for those not in the profession
incarico = assignment / task
ecco = here it is / so
era slegato = it was unrelated / disconnected
quantomeno = at least
umori = moods
svantaggiato = disadvantaged
noiosa = boring
canonica = standard / traditional
categorici = categorical / adamant
colpa = fault / guilt
in auge = in vogue / popular
esigenze = needs / requirements
premiabile = rewarding / commendable
alle origini = to the origins
sovrastrutture = superstructures
cogliere = to grasp / to catch
ventaglio = range / variety
bagaglio esperienziale = experiential background
puntuale = timely / specific
portafoglio studenti = student portfolio
fossilizzato = fossilized / stuck
copione = script
insomma = in short / all in all
strumento = tool
cadenza temporale = time frame / frequency
un paio = a couple / a few
a disposizione = available
che figo = how cool
sfide quotidiana = daily challenges
aiutini = hints / little helps
non da poco = significant / considerable
segnalazione = report / notification
per quanto = although / even though
a sua volta = in turn
correggere un po’ il tiro = to fine-tune / to adjust one’s aim
di grande valore = of great value
pilastri = pillars
ti presenti = you show up
se poi non ci metti del tuo = if you don’t put in your own effort
case editrici = publishing houses
regista = director
scelte = choices
ecco = so / that is
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And practice Italian every week at your own pace.
You are welcome to try an online Italian lesson with one of our professional teachers. The trial lesson is affordable and, after the purchase, you can choose the time and date that fit your schedule.
Online Italian Teacher
Mi chiamo Barbara, ho trent’anni e qualcosa, vivo a Londra e sono la fondatrice di questa scuola. Ho lavorato per un po’ negli uffici marketing di aziende grandi e piccole, a Milano, a Piacenza e a Barcellona, in Spagna. Dal 2017 lavoro come libera professionista, prima come copywriter e poi come insegnante di italiano a stranieri. Nonostante abbia fatto diverse esperienze in entrambi i settori, la sindrome dell’impostore non mi ha mai abbandonata. Così a un certo punto ho chiamato a raccolta le migliori insegnanti che potessi conoscere e ho dato vita a questa scuola online che non ha ancora smesso di sorprendermi per le grandi soddisfazioni che mi regala ogni giorno.
Insegnare online significa confrontarsi con persone che possono essere molto diverse tra loro per età, provenienza, interessi e livello di italiano. Cerco di tenere una parte della lezione per stimolare la conversazione spontanea e mettere gli studenti a proprio agio. Nella seconda parte della lezione, di solito porto l’attenzione su aspetti linguistici che possono essere migliorati. Assegno anche compiti a casa: talvolta esercizi grammaticali, altre volte testi scritti, visione di video o ascolto di podcast. Mi piace diversificare in base al tempo e all’attitudine che i miei studenti dimostrano di avere ogni volta. Tengo sempre in considerazione i loro impegni personali e il fatto che in un certo periodo possano avere più energie o essere più stanchi.
Per Online Italian Classes sono la curatrice del corso di gruppo The Singing Italy: A Musical Journey into Italian Contemporary History.
Ho avuto studenti provenienti da parti del mondo molto diverse. Principalmente Regno Unito e Stati Uniti, ma anche Europa (inclusa l’Italia), Australia, Africa e Asia. Spesso la loro routine è molto diversa dalla mia. Queste differenze non sono mai state un ostacolo, ma un arricchimento dell’esperienza didattica. Anche i corsi di gruppo sono caratterizzati da questa bellissima diversità e questo è uno degli aspetti che amo di più dell’insegnamento online.
Ho spesso pensato di non avere grandi passioni, ma qualcuna piccola forse ce l’ho. Senz’altro la scrittura è al primo posto: è l’attività che più mi rilassa quando sono stressata e mi consola quando sono triste. Mi piace molto anche cantare, in modo totalmente amatoriale, fin da quando mio padre mi accompagnava con la chitarra quando ero piccola. Quando ero più giovane ho ballato danza moderna, poi mi sono appassionata al tango argentino. Tutti gli anni andavo a sciare con mio papà e le mie amiche, prima che diventasse troppo costoso e iniziassi a farmi domande sulla sostenibilità di questo sport. Le stesse domande me le faccio ogni volta che devo prendere un aereo e purtroppo questo ultimamente accade molto spesso. Da qualche anno, infatti, vivo in Inghilterra con un bimbo piccolo che i nonni vogliono vedere il più possibile!
My name is Barbara, I’m thirty-something, I live in London, and I’m the founder of this school. I’ve worked for a while in the marketing offices of both large and small companies, in Milan, Piacenza, and Barcelona, Spain. Since 2017, I’ve been working as a freelancer, first as a copywriter and then as an Italian teacher for foreigners. Despite having various experiences in both fields, the impostor syndrome has never left me. So, at a certain point, I gathered the best teachers I could find and started this online school, which has never ceased to amaze me with the great satisfaction it gives me every day.
Teaching online means dealing with people who can be very different in terms of age, background, interests, and Italian proficiency level. I try to dedicate a part of the lesson to stimulate spontaneous conversation and make the students feel comfortable. In the second part of the lesson, I usually focus on linguistic aspects that can be improved. I also assign homework: sometimes grammar exercises, other times written texts, watching videos, or listening to podcasts. I like to diversify based on the time and attitude my students demonstrate each time. I always take into consideration their personal commitments and the fact that they may have more energy or be more tired during a certain period.
For Online Italian Classes I am the curator of the group course The Singing Italy: A Musical Journey into Italian Contemporary History.
I’ve had students from very different parts of the world, mainly from the UK and the USA, but also from Europe (including Italy), Australia, Africa and Asia. Often their routines are very different from mine. These differences have never been an obstacle but rather an enrichment of the teaching experience. Even group courses are characterized by this beautiful diversity, which is one of the aspects I love most about online teaching.
I’ve often thought I don’t have great passions, but maybe I have some small ones. Writing is certainly at the top: it’s the activity that relaxes me the most when I’m stressed and consoles me when I’m sad. I also enjoy singing, in a totally amateur way, ever since my father accompanied me with the guitar when I was little. When I was younger, I danced modern dance, then I became passionate about Argentine tango. Every year I used to go skiing with my dad and my friends, before it became too expensive, and I started questioning the sustainability of this sport. I ask myself the same questions every time I have to take a plane, and unfortunately, lately, this happens very often. For a few years now, I’ve been living in England with a little child that the grandparents want to see as much as possible!
Online Italian Teacher
Ciao! Sono Eleonora, ho 36 anni, e un passato un po’ vagabondo. Mi sono laureata a Trento in Filosofia, e poi … ho iniziato a viaggiare.
Sono stata operatrice interculturale in diverse realtà estere, Africa compresa. Con il mio ritorno in Italia, sono entrata nella scuola, dove ho insegnato storia e filosofia.
Oggi, sono una docente privata, e anche una mamma, e nel frattempo, qualche anno fa, ho ottenuto la certificazione CEDILS per la didattica dell’italiano agli stranieri.
Insegno inglese, ma più di ogni altra cosa, amo insegnare l’italiano, amo insegnare la mia lingua madre, la lingua delle mie emozioni.
Amo leggere … ma non di tutto. Mi appassionano i romanzi antichi e moderni, e ovviamente, leggo di filosofia.
Con lo sport sono piuttosto pigra, ma adoro le mie due sessioni settimanali di pilates.
E amo scrivere. Che sia di giorno o di notte, che sia con la mia bimba in braccio o in una stanza silenziosa, ho sempre la penna in mano.
Chissà, magari ci sarà un’occasione per scrivere qualcosa insieme!
A dire il vero, oltre a scrivere, adoro comunicare. Nelle mie lezioni mi interesserò molto a te.
Parleremo di interessi, passioni, lavoro, vita in famiglia … e chi più ne ha più ne metta.
La mia lezione tipo ha dunque uno stampo comunicativo, ma anche emotivo. Penso che una lingua venga appresa meglio se vengono coinvolti anche i sentimenti.
Vorrei sempre che i miei studenti siano felici di fare lezione con me. Ci dobbiamo divertire!
Useremo metodi interattivi e sceglierai anche tu i temi da affrontare.
Adoro se si sbaglia, soprattutto quando si affronta un po’ di grammatica, perché l’errore è un modo per apprendere più in fretta.
Nessuno è perfetto e abbiamo sempre da imparare, spero di poterlo fare al più presto con te.
Hi! I’m Eleonora, I’m 36 years old, and I have a bit of a wandering past. I graduated in Philosophy in Trento, and then… I started traveling.
I worked as an intercultural operator in various international contexts, including Africa. When I returned to Italy, I began teaching history and philosophy in schools.
Today, I’m a private tutor, and also a mom. A few years ago, I also earned the CEDILS certification for teaching Italian as a foreign language.
I teach English, but more than anything else, I love teaching Italian — I love teaching my native language, the language of my emotions.
To be honest, besides writing, I love communicating. In my lessons, I’ll be very interested in you.
We’ll talk about interests, passions, work, family life… and anything else that comes up.
So, a typical lesson with me has a communicative focus, but also an emotional one. I believe a language is learned best when feelings are involved too.
I always want my students to be happy to have lessons with me. We need to have fun!
We’ll use interactive methods, and you’ll also get to choose the topics we explore.
I love it when mistakes happen — especially when we’re dealing with a bit of grammar — because making mistakes is one of the fastest ways to learn.
No one is perfect, and there’s always something new to learn. I hope we’ll get the chance to do that together very soon!
I love reading… though not everything. I’m passionate about both classic and modern novels, and of course, I read philosophy.
I’m a bit lazy when it comes to sports, but I really enjoy my two weekly Pilates sessions.
And I love writing. Whether it’s day or night, whether I have my little girl in my arms or I’m in a quiet room, I always have a pen in hand.
Who knows — maybe we’ll have the chance to write something together!
Online Italian Teacher
Ciao! Sono Valentina e vengo da Ancona, una piccola città sul mare Adriatico. Ho viaggiato in tanti paesi, tra cui l'Argentina e la Bolivia, dove ho insegnato italiano per un lungo periodo. Mi sono laureata in Lingue e letterature all' "Università Ca’ Foscari”, poi in Italianistica all’ "Alma Mater” di Bologna, lavorando nel frattempo tra librerie e scuole di lingua. Bologna è una città di cui sono follemente innamorata! Vivevo lì, con una gattina che si chiama Zinaida, come la protagonista di un romanzo russo. La mia antistress preferita, spesso faceva capolino nelle chiamate con le mie studentesse e i miei studenti.
Oltre a insegnare italiano, mi occupo di letteratura. Leggo tantissimo, amo cercare nuove espressioni letterarie e sono un’appassionata di poesia. Mi interessano gli studi decoloniali, gli studi di genere e tutti i romanzi che trattano queste tematiche. Mi piace scrivere e collaboro con alcuni blog e riviste online. Ho anche fondato una webzine che si chiama Crocevia dove c’è anche una rubrica dedicata a giovani poete e poeti internazionali. Amo molto anche la fotografia e la musica, soprattutto il rock nelle sue forme e il cantautorato.
Mi interessa creare un ambiente sereno, in cui tu possa sentirti libera o libero di esprimerti e provare, senza ansia. So quanto è difficile approcciarsi a una nuova lingua con il timore di sbagliare. Pianificherò le nostre lezioni sulle tue esigenze e sui tuoi desideri. Concorderemo insieme degli obiettivi da raggiungere, sulla base del tuo livello di partenza. Potrai scegliere tra vari metodi, più focalizzati sulla conversazione o sulla grammatica, per capire insieme qual è il più adatto a te. In ogni lezione, ti lascerò link a canzoni o video su YouTube, per una full immersion nella cultura italiana. Ti proporrò anche delle attività ludiche e vedrai che imparare una lingua può essere davvero divertente!
Per Online Italian Classes sono la curatrice del corso di gruppo Words That Welcome: How to be Inclusive in Italian.
Ho lavorato con studenti e studentesse provenienti da tantissimi paesi del mondo: dalla Turchia all’India, da Malta all’Argentina. Alcuni vivono in Italia, alcuni stavano per trasferirsi, altri erano appassionati di cultura italiana e volevano crearsi degli strumenti per avvicinarsi al meglio alla lingua. Con tante e tanti ci siamo incontrati e mi sono improvvisata guida turistica: è stato un bellissimo momento di scambio! Ho lavorato con persone molto diverse tra loro, adulte e giovani, in alcuni casi con cecità e disturbi specifici dell’apprendimento. Chiunque può imparare una nuova lingua. L’essenziale è trovare il giusto approccio.
Hello! I’m Valentina and I come from Ancona, a small city on the Adriatic Sea. I’ve lived in many countries, such as Argentina and Bolivia, where I spent many months teaching Italian. I graduated in Languages and Literatures from “Ca’ Foscari University”, then in Italian Studies from the “Alma Mater” in Bologna, while working in bookstores and language schools. Bologna is a city I’m madly in love with! I lived there with a cat named Zinaida, like the protagonist of a Russian novel. My favorite stress reliever, students got used to her soft presence her during our calls!
Apart from teaching Italian, I’m involved in literature. I read a lot, love discovering new literary expressions, and am passionate about poetry. I’m interested in decolonial studies, gender studies, and all novels dealing with these themes. I enjoy writing and collaborate with some blogs and online magazines. I also founded a webzine called “Crocevia” which includes a section dedicated to young international poets. I also love photography and music, especially rock in its various forms and singer-songwriters.
I’m interested in creating a serene environment where you can feel free to express yourself and try without anxiety. I know how difficult it is to approach a new language with the fear of making mistakes. I’ll plan our lessons based on your needs and desires. Together, we’ll set goals based on your starting level. You can choose from various methods, whether more focused on conversation or grammar, to find what suits you best. In each lesson, I’ll leave you links to songs or YouTube videos for full immersion in Italian culture. I’ll also propose fun activities, showing you that learning a language can be truly enjoyable!
For Online Italian Classes I am the curator of the group course Words That Welcome: How to be Inclusive in Italian.
I’ve worked with students from many countries around the world: from Turkey to India, from Malta to Argentina. Some live in Italy, some were about to move, others were passionate about Italian culture and wanted to create tools to better approach the language. With many of them, we’ve met and I’ve acted as a tour guide; it was a beautiful exchange! I’ve worked with people very different from each other, adults and young people, in some cases with blindness and specific learning disabilities. Anyone can learn a new language. The key is to find the right approach.
Online Italian Teacher
Ciao, mi chiamo Letizia e vengo da Bologna, una bellissima città nel nord Italia.
Da sempre, la mia più grande passione è conoscere culture diverse. Da piccola mi sono subito resa conto che, per poter venire a contatto con tradizioni straniere e viaggiare, dovevo approfittare di qualsiasi occasione che incontravo, perciò ho iniziato a candidarmi per viaggi di studio all’estero organizzati da diverse associazioni. In questo modo, ho potuto vedere posti e incontrare persone che altrimenti non avrei potuto conoscere.
Questi viaggi mi hanno permesso di apprezzare usi e costumi diverse dalle mie, mi hanno spinta ad essere curiosa e a fare domande. Una volta finito il liceo, la naturale prosecuzione della mia istruzione potevano essere solo le Lingue Straniere: infatti, penso che si possa apprezzare una cultura solo attraverso la conoscenza della sua lingua.
Per questo ho deciso di insegnare italiano: non solo mi permette di aiutare le persone a imparare questa bellissima lingua, ma mi dà anche l’opportunità di vedere la mia cultura con occhi nuovi.
Oltre a viaggiare, sono appassionata di letteratura, cinema, serie tv e spettacoli teatrali.
Ogni volta che posso provo ad andare al cinema o a teatro per potermi godere una nuova storia. Mi piace essere aggiornata sulla pop culture e sono anche molto interessata agli studi di genere.
Non vedo l’ora di conoscervi per discutere di tutto questo e molto altro!
Hello, my name is Letizia and I come from Bologna, a beautiful city in the North of Italy.
As long as I can remember, my greatest passion has been learning about different cultures. As a young kid I quickly realized that, in order to come into contact with foreign traditions and travel, I had to take any chance that would come my way, so I started applying for study trips abroad organized by different associations. In doing so, I got to see places and meet people I never would have had the opportunity to experience otherwise.
These trips allowed me to appreciate customs and beliefs different than my own, they compelled me to be curious and ask questions. Once I finished high school, the natural continuation of my education could only be Foreign Languages: as a matter of fact, I believe it’s only through the knowledge of a language that you can properly connect with a culture.
This is why I decided to teach Italian: not only it allows me to help people learn this beautiful language, but it also gives me the chance to see my culture with new eyes.
Besides traveling, I am passionate about literature, cinema, tv series and plays.
Any time I have the chance I try going to the cinema or theatre to enjoy a new story. I like to be up to date with pop culture and I am also really interested in gender studies.
I can’t wait to meet you to discuss all of this and much more!
Online Italian Teacher
Ciao! Sono Federica, abito in un piccolo villaggio immerso nella natura sull’Appennino Ligure-Emiliano. Prima di approdare in questo angolo di paradiso, ho abitato in altri paesi e ho conosciuto le sfide dell’apprendimento di una seconda lingua. Per questo nelle mie lezioni voglio creare una comfort zone in cui sia possibile provare, giocare, sperimentare con la lingua italiana, a prescindere dal proprio livello.
Ci tengo a che i miei studenti pensino alle nostre lezioni come ad uno spazio sicuro dove poter sbagliare, perché senza errori non si impara. Sono attenta agli interessi specifici di ciascuno e adatto le mie lezioni di conseguenza. C’è chi preferisce conversare, chi ha bisogno di soffermarsi di più sulla grammatica e chi la teme, chi vuole fugare tutti i dubbi in una lezione (e si scontra con il fatto che è impossibile), e c’è invece chi affronta l’apprendimento con pazienza.
Per Online Italian Classes ho curato il corso di gruppo The Visionary Fellini, about the famous Italian director Federico Fellini.
I miei studenti vengono da tanti posti diversi: UK, USA, Brasile, Norvegia, Malta, Spagna e ognuno è arrivato alla decisione di studiare l’italiano per un motivo diverso. C’è chi ha nonni italiani e vuole riallacciare una connessione con il passato della propria famiglia, chi si è innamorato dell’Italia durante una vacanza, chi ci si è trasferito seguendo un amore. Quando i miei studenti vengono in Italia proviamo ad organizzarci per incontrarci. Quando c’è l’occasione, mi piace che le relazioni vadano al di là dello stretto perimetro delle lezioni. Tutti i contesti rigidi e formali mi stanno stretti!
Oltre a insegnare italiano, sono antropologa e videomaker. Mi occupo soprattutto di realizzare brevi documentari per musei etnografici e ho una buona conoscenza della storia e del folclore italiano. Un’altra mia grande passione è il cinema italiano, soprattutto quello “classico” degli anni ’50, ’60 e ’70: se vi interessa il cinema sappiate che potreste trovare in me una dispensatrice anche fin troppo solerte di critiche cinematografiche e di suggerimenti per visioni!
A presto.
Let me introduce myself
Hi! I’m Federica, and I live in a small village nestled in nature in the Ligurian-Emilian Apennines. Before settling in this corner of paradise, I lived in other countries and experienced the challenges of learning a second language. That’s why in my lessons, I want to create a comfort zone where it’s possible to try, play, and experiment with the Italian language, regardless of one’s level.
I want my students to think of our lessons as a safe space where they can make mistakes because without errors, there is no learning. I pay attention to each individual’s specific interests and tailor my lessons accordingly. Some prefer conversation, some need to focus more on grammar and may fear it, some want to clear all doubts in one lesson (and clash with the fact that it’s impossible), while others approach learning with patience.
For Online Italian Classes I was the curator of the group course The Visionary Fellini, about the famous Italian Director Federico Fellini.
My students come from many different places: the UK, USA, Brazil, Norway, Malta, Spain, and each has arrived at the decision to study Italian for a different reason. Some have Italian grandparents and want to reconnect with their family’s past, some fell in love with Italy during a vacation, some moved here following love. When my students come to Italy, we try to organize meetings. Whenever possible, I like relationships to extend beyond the strict confines of lessons. All rigid and formal contexts feel constricting to me!
In addition to teaching Italian, I’m an anthropologist and videomaker. I mainly focus on making short documentaries for ethnographic museums and have a good knowledge of Italian history and folklore. Another great passion of mine is Italian cinema, especially the “classic” films of the ’50s, ’60s, and ’70s: if you’re interested in cinema, know that you might find in me an overly eager dispenser of film critiques and suggestions for viewing!
See you soon.
Online Italian Teacher
Ciao!
Mi chiamo Elisa e vengo da Bologna, una città famosa in Italia per il colore delle sue case, il rosso, la bontà del suo cibo e l’antica università. Sono laureata in antropologia e storia e mi piace insegnare la lingua italiana.
Ho vissuto per due anni in Spagna, a Barcellona. Lì ho lavorato in una libreria italiana che offriva anche lezioni di lingua. È stata un’esperienza bellissima che ha fatto nascere in me il desiderio di insegnare l’italiano.
La multiculturale Barcellona mi ha permesso di conoscere persone che vengono da ogni parte del mondo.
Ho scoperto così quanto mi entusiasmi scoprire cose e posti nuovi e parlare con persone con storie diverse dalla mia.
Tutto questo è stato possibile grazie alla conoscenza dell’inglese e dello spagnolo.
Queste due lingue, che ho dovuto studiare per motivi di studio e di lavoro, mi hanno dato tante possibilità e aperto la strada a nuove esperienze.
La cosa che mi piace di più dell’imparare una lingua infatti è che non solo permette di comunicare con persone nuove, ma anche di avere accesso a tutto il mondo che ruota attorno ad essa.
Come avrete capito mi piace viaggiare, ma sono anche appassionata di letteratura, mi piace fare lunghe passeggiate e cucinare, così come mi appassionano l’attualità e la storia.
A presto, per parlare di questo e altro e imparare insieme la lingua italiana!
Hello!
My name is Elisa, and I come from Bologna, a city known in Italy for the red color of its houses, the food, and the ancient university. I hold a Master’s degree in anthropology and history, and I like to teach Italian.
I have lived for two years in Barcelona, Spain. There I worked in an Italian bookshop that offered language classes. It was a wonderful experience that gave me the desire to teach Italian.
Multicultural Barcelona has allowed me to meet people from all over the world.
I discovered how excited I am to learn new things, find myself in new places and talk to people with different stories than mine.
All of this was possible thanks to English and Spanish.
These two languages, which I had to study for study and work reasons, have given me many possibilities and opened the way to new experiences.
And this is what I like the most about learning a language. It allows you to communicate with new people and have access to the whole world that revolves around it.
As you may have understood, I like to travel, but I am also passionate about literature. I enjoy taking long walks and cooking, just as I am passionate about current events and history.
See you soon, to talk about this and more and learn the Italian language together!
Online Italian Teacher
Ciao,
Mi chiamo Sara, sono un’insegnante specializzata nell’insegnamento di italiano per stranieri e vivo in una piccola città in Piemonte, Acqui Terme.
Ho sempre avuto la passione per le lingue e sin da piccola i miei due sogni nel cassetto sono stati girare il mondo e fare l’insegnante (giocavo con lavagna e gessetti e i miei alunni erano immaginari).
Così ho conseguito una Laurea in Lingue e Letterature Straniere e durante il mio Erasmus a Caen, in Francia, ho finalmente iniziato a realizzare i miei desideri insegnando italiano in un liceo come madrelingua. Questa esperienza mi ha fatto capire quale fosse la mia strada e come avrei potuto realizzare i miei sogni.
Ho messo anima e cuore nel Master in “Didattica dell’italiano lingua non materna” presso l’Università per Stranieri di Perugia, dopo ho continuato a farlo con la Laurea Magistrale in Linguistica a Torino e completando la mia formazione a Perugia con la certificazione DILS “Didattica italiano Lingua Straniera” di secondo livello.
Proprio grazie a progetti universitari ho insegnato Italiano a studenti stranieri in alcune scuole a Torino e ho sfruttato questa bella esperienza per elaborare la mia tesi magistrale sull’apprendimento dell’italiano come lingua straniera.
Nel 2019 sono partita per Melbourne, in Australia, dove per tutto l’anno scolastico ho insegnato italiano come assistente linguistica in un college.
Nel 2020 mi sono trasferita a Londra e proprio quando cominciavo ad ambientarmi e a collaborare con alcune scuole di italiano è scoppiato il Covid e sono tornata in Italia.
Da quell’anno insegno nelle scuole medie: italiano, storia e geografia e tengo aperta la mia piccola finestra sul mondo con le lezioni di italiano online.
Quando ho un po’ di tempo libero mi piace trascorrere giornate all’aria aperta camminando, ascoltando musica, leggendo. Adoro il mare e se riesco ogni weekend mi reco in Liguria con il mio compagno.
Amo viaggiare, perdermi in città sconosciute dove assaporare il vero gusto della scoperta e conoscere persone nuove con le quali confrontarmi.
Mi piace trascorrere del tempo con la mia famiglia in campagna nella casa dei nonni; adoro fare la zia, anche se purtroppo le mie due splendide nipotine vivono in Norvegia e il poco tempo che passiamo insieme vola sempre via velocissimo tra risate, corse e giochi.
Dopo anni come studentessa di lingue straniere (dall’altra parte della scrivania!) provo sempre a immedesimarmi nei miei studenti e cerco di creare lezioni personalizzate seguendo le loro passioni, i loro interessi e guidandoli alla scoperta della lingua e della cultura italiana.
Le mie lezioni sono sempre ancorate alla realtà, alla praticità, alle curiosità su questo bellissimo Paese in modo da stimolare e non annoiare chi vuole migliorare il proprio italiano.
Prediligo lezioni in cui lo studente assapori la lingua attraverso letture, conversazioni, canzoni, foto, materiali autentici che mi piace scegliere pensando alla persona che ne fruirà.
Naturalmente non mancano pillole di grammatica, proverbi, modi di dire, accompagnati da giochi che permettono di utilizzare la lingua divertendosi.
Per Online Italian Classes sono la curatrice del corso di gruppo per principianti Travel to Italy: Beginner Italian for Real Life.
In questi anni, sia online che in presenza, ho conosciuto e lavorato con studenti da tutto il mondo e di tutte le età.
Ho iniziato con i liceali francesi, proseguito con bambini e ragazzi di tutto il mondo trasferitisi in Italia, collaborato con i liceali australiani e infine sono approdata online grazie a questa scuola.
Non so perché ma solitamente la maggior parte dei miei studenti è piuttosto giovane e troviamo sempre punti di contatto e argomenti sui quali confrontarci.
Soprattutto nei corsi di piccoli gruppi, però, ho avuto anche studenti in età più matura, a volte pensionati, che mi hanno permesso di vedere il mondo da un’altra prospettiva e dei quali ho apprezzato l’intraprendenza e la voglia di continuare a mettersi in gioco e apprendere per tutto il corso della vita.
Hello,
My name is Sara, and I am a teacher specializing in teaching Italian to foreigners. I live in a small town in Piedmont, Acqui Terme.
I have always been passionate about languages, and since I was a child, my two biggest dreams were to travel the world and become a teacher (I used to play with a blackboard and chalk, and my students were imaginary).
So, I pursued a degree in Foreign Languages and Literatures, and during my Erasmus in Caen, France, I finally started making my dreams come true by teaching Italian in a high school as a native speaker. This experience made me realize what my path was and how I could achieve my goals.
I put my heart and soul into earning a Master’s degree in “Teaching Italian as a Non-Native Language” at the University for Foreigners of Perugia. I then continued my studies with a Master’s degree in Linguistics in Turin and further enriched my training in Perugia by obtaining the DILS II-level certification (Didactics of Italian as a Foreign Language).
Thanks to university projects, I taught Italian to foreign students in some schools in Turin, and I used this valuable experience to develop my master’s thesis on learning Italian as a foreign language.
In 2019, I moved to Melbourne, Australia, where I worked as a language assistant, teaching Italian in a college for an entire school year.
In 2020, I moved to London, and just as I was settling in and starting to collaborate with some Italian language schools, Covid broke out, and I returned to Italy.
Since then, I have been teaching Italian, History, and Geography in secondary schools while keeping my small window to the world open through online Italian lessons.
When I have some free time, I love spending days outdoors walking, listening to music, and reading. I adore the sea, and whenever possible, I go to Liguria with my partner on the weekends.
I love traveling, getting lost in unknown cities, experiencing the joy of discovery, and meeting new people with whom I can exchange ideas.
I enjoy spending time with my family in the countryside at my grandparents’ house. I also love being an aunt, although unfortunately, my two wonderful nieces live in Norway. The little time we spend together always flies by too fast, filled with laughter, running, and games.
After years of studying foreign languages myself (on the other side of the desk!), I always try to put myself in my students’ shoes. I aim to create personalized lessons based on their passions and interests, guiding them through the discovery of the Italian language and culture.
My lessons are always rooted in real-life situations, full of practical insights and curiosities about this beautiful country to engage students and make learning enjoyable.
I prefer lessons where students can experience the language through reading, conversation, songs, photos, and authentic materials that I carefully choose for each person.
Of course, grammar tips, proverbs, and idioms are also included, often accompanied by games that make learning fun and interactive.
For Online Italian Classes I am the curator of the group course Travel to Italy: Beginner Italian for Real Life.
Over the years, both online and in person, I have worked with students from all over the world and of all ages.
I started with French high school students, then worked with children and teenagers from different countries who had moved to Italy, collaborated with Australian high school students, and eventually transitioned to online teaching thanks to this school.
For some reason, most of my students tend to be quite young, and we always find common ground and interesting topics to discuss.
However, in my small group courses, I have also taught older students, sometimes even retirees, who have shown me a different perspective on life. I truly admire their determination and enthusiasm for lifelong learning.
Online Italian Teacher
Ciao a tutti!
Sono un’antropologa sociale e insegnante di lingua italiana. Insegno italiano dal 2012, dopo aver completato un corso per l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua. Ho insegnato a Sarajevo (Bosnia), Tbilisi (Georgia) e Mosca (Russia) e dal 2016 insegno online, sia per comodità sia per riuscire a conciliare i molti interessi che cerco di portare avanti simultaneamente.
Nel 2023 ho conseguito il dottorato in antropologia sociale presso l’Università di Manchester e dal 2024 sono ricercatrice post-dottorato presso il Dipartimento di Migrazioni dell’Istituto di Etnologia di Praga, in Repubblica Ceca. Nel frattempo lavoro anche come guida turistica per italiani (o parlanti italiano) in Georgia.
Le mie lezioni sono un mix equilibrato di tecniche performative che ho acquisito in più di dieci anni di insegnamento. Attraverso letture, canzoni, analisi di fotografie, piccole regole di grammatica, e tanto altro cerco sempre di creare “ricette sfiziose” affinché i miei studenti e le mie studentesse continuino ad avere “appetito” per la lingua italiana.
Nel corso degli anni, ho quindi sviluppato un metodo di insegnamento dinamico, calibrato sui bisogni e sugli interessi dei miei studenti e delle mie studentesse. Probabilmente grazie alla mia formazione antropologica, apprezzo molto gli scambi culturali che nascono dall’apprendimento linguistico.
Per me, imparare una lingua significa costruire ponti tra mondi diversi, ed è sempre sorprendente scoprire i modi creativi con cui i miei studenti spesso collegano le proprie esperienze alla cultura italiana.
Inoltre, essendo io stessa una studentessa di lingue (oltre all’inglese, ho studiato georgiano, russo, bosniaco-serbo-croato, francese e tedesco), capisco bene le sfide e le frustrazioni dell’apprendimento di una nuova lingua.
Il mio obiettivo è rendere il “viaggio nell’italiano” il più coinvolgente e gratificante possibile.
Per Online Italian Classes sono la curatrice di un corso di gruppo sul folclore italiano (Italian Folklore) e di un corso di scrittura creativa sul tema della migrazione (Writing Migration).
Fare l’insegnante di italiano mi ha permesso di conoscere persone tanto fantastiche quanto… bizzarre.
Per esempio, uno dei miei primi studenti online è stato un ragazzo inglese che lavorava come giardiniere in India: facevamo lezione di italiano mentre lui era in pausa pranzo sotto le palme, con il vento che soffiava tra le foglie e il telefono con la videocamera accesa appoggiato all’orecchio per potermi sentire. E io facevo lezione guardando un timpano!
Ecco, oggi suggerisco agli studenti di fornirsi di tutti gli strumenti adeguati a una lezione online (spesso infatti, la condivisione dello schermo è fondamentale nelle mie lezioni), eppure ero orgogliosa del fatto che volesse imparare l’italiano nonostante gli ostacoli lavorativi e geografici.
Sono passati quasi nove anni da quando ci siamo
conosciuti e siamo ancora in contatto, ovviamente parlando in italiano.
Quello che posso dire è che con tutti gli studenti e le studentesse che ho avuto e che ho, si è instaurato un rapporto di amicizia, rispetto e stima che non avrei mai immaginato possibile quando ho intrapreso questo lavoro. Mi sento molto fortunata.
Parlare delle mie passioni in così poco spazio è sempre difficile, ma forse, dalle righe precedenti, avrai capito che amo viaggiare, studiare nuove lingue e conoscere mondi diversi.
A tutto ciò si aggiunge una passione per la fotografia, il canto, la calligrafia e tanto altro, che scopriremo insieme, se vorrai.
Hello everyone!
I am a social anthropologist and an Italian language teacher. I have been teaching Italian since 2012, after completing a course in teaching Italian as a second language. I have taught in Sarajevo (Bosnia), Tbilisi (Georgia), and Moscow (Russia), and since 2016, I have been teaching online—both for convenience and to balance the many interests I try to pursue simultaneously.
In 2023, I obtained a PhD in social anthropology from the University of Manchester, and since 2024, I have been a postdoctoral researcher at the Migration Department of the Institute of Ethnology in Prague, Czech Republic. In the meantime, I also work as a tour guide for Italians (or Italian speakers) in Georgia.
My lessons are a well-balanced mix of performative techniques that I have acquired over more than ten years of teaching. Through readings, songs, photo analysis, small grammar rules, and much more, I always strive to create engaging “recipes” to keep my students eager to learn Italian.
Over the years, I have developed a dynamic teaching method tailored to the needs and interests of my students. Perhaps thanks to my anthropological background, I greatly appreciate the cultural exchanges that emerge through language learning.
For me, learning a language means building bridges between different worlds, and it is always fascinating to see the creative ways in which my students connect their own experiences to Italian culture.
Moreover, as a language learner myself (in addition to English, I have studied Georgian, Russian, Bosnian-Serbo-Croatian, French, and German), I fully understand the challenges and frustrations of learning a new language.
My goal is to make the “journey into Italian” as engaging and rewarding as possible.
For Online Italian Classes I am the curator of two group courses: one about Italian Folklore and a creative writing course about migration (Writing Migration).
Being an Italian teacher has allowed me to meet people who are both amazing and… bizarre.
For example, one of my first online students was an English guy working as a gardener in India. We had our Italian lessons during his lunch break under the palm trees, with the wind rustling through the leaves and his phone—camera on—resting against his ear so he could hear me. And there I was, teaching while staring at an eardrum!
Nowadays, I encourage my students to have the proper setup for online lessons (screen sharing is often essential in my classes), but I was still proud that he wanted to learn Italian despite the logistical and geographical challenges.
It’s been almost nine years since we first met, and we’re still in touch—of course, speaking Italian.
What I can say is that with all my students, past and present, I have built relationships of friendship, respect, and admiration—something I never imagined when I first started this job. I feel very lucky.
Talking about my passions in such a short space is always a challenge, but from what you’ve read so far, you’ve probably gathered that I love traveling, learning new languages, and discovering different worlds.
To that, I’d add a passion for photography, singing, calligraphy, and much more—things we can explore together if you’d like.
Online Italian Teacher
Mi chiamo Silvia e vivo in una piccola cittadina del nord Italia, vicino alle famose città di Milano, Como e Monza.
Sono sposata, ho due figli ormai “adulti” e un cane, Argo, a cui piace essere presente durante le mie lezioni…
Sono laureata in giurisprudenza ma ho scoperto con il tempo la mia passione per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri e, dopo aver conseguito la certificazione Cedils dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ho intrapreso ormai da parecchi anni questo cammino che mi entusiasma sempre di più.
Amo fare passeggiate nella natura, visitare nuovi luoghi e mi rilasso leggendo o dipingendo, ma nei fine settimana mi piace anche uscire con gli amici per una cena o per un ottimo aperitivo.
Inoltre per me è importante il tempo passato in famiglia. Nei giorni di festa o di vacanza ci godiamo tutti insieme un bel film o ci sfidiamo in uno dei nostri numerosi giochi da tavolo (che mi piace utilizzare, adattandoli, con i miei studenti durante le lezioni!).
Spesso ascolto musica – di molti generi diversi – e ogni anno in estate adoro andare a Verona per assistere a uno spettacolo di opera lirica nella magica atmosfera dell’Arena.
Le mie lezioni sono improntate sulla conversazione. Amo discutere dei più diversi argomenti, secondo gli interessi dei miei studenti: dalle tecniche di mindfulness al giardinaggio, senza dimenticare però alcuni approfondimenti grammaticali, spesso necessari per comprendere meglio i meccanismi che regolano il funzionamento della lingua italiana.
Se deciderai di fare lezione con me, in base ai tuoi interessi e al tuo livello di conoscenza dell’italiano, preparerò varie attività che svolgeremo guardando spezzoni di film, ascoltando canzoni, leggendo ricette di cucina, commentando libri, osservando famose opere d’arte e insieme scopriremo numerosi aspetti della cultura del “Bel Paese” e ci divertiremo con quiz e altri giochi.
Per Online Italian Classes sono la curatrice di due corsi di arte (uno su Leonardo Da Vinci e uno su Caravaggio) e di un Club del libro in italiano che piace sempre tantissimo.
Durante le lezioni cerco sempre di mettere gli studenti a proprio agio, in un clima sereno e piacevole in modo da rendere l’apprendimento della lingua più efficace, duraturo e anche divertente.
E così, spesso, nascono legami autentici di amicizia che portano, quando è possibile, a bellissimi incontri anche di persona, qui in Italia!
My name is Silvia, and I live in a small town in northern Italy, near the famous cities of Milan, Como, and Monza.
I am married, have two “adult” children, and a dog named Argo, who enjoys being present during my lessons…
I have a degree in law, but over time, I discovered my passion for teaching Italian to foreigners. After obtaining the Cedils certification from Ca’ Foscari University in Venice, I have been on this path for many years now, and it excites me more and more.
I love taking walks in nature, visiting new places, and I relax by reading or painting. But on weekends, I also enjoy going out with friends for dinner or for a great aperitif.
Moreover, family time is important to me. On holidays or vacations, we all enjoy watching a good movie together or challenging each other in one of our many board games (which I like to use, adapting them, with my students during lessons!).
I often listen to music – of many different genres – and every summer, I love going to Verona to attend a performance of opera in the magical atmosphere of the Arena.
My lessons focus on conversation. I love discussing various topics, according to the interests of my students: from mindfulness techniques to gardening, without forgetting some grammatical insights, often necessary to better understand the mechanisms that govern the Italian language.
If you decide to take lessons with me, based on your interests and your level of Italian knowledge, I will prepare various activities for us to do, such as watching movie clips, listening to songs, reading recipes, commenting on books, observing famous works of art, and together we will discover numerous aspects of the “Bel Paese” culture and have fun with quizzes and other games.
For Online Italian Classes I am the curator of two group courses about art (Da Vinci's Art and Caravaggio's Art) and of the popular Italian Book Club for Non-Native Speakers.
During lessons, I always try to put students at ease, in a serene and pleasant atmosphere to make language learning more effective, lasting, and also fun.
And so, authentic friendships often arise, leading, when possible, to beautiful meetings even in person, here in Italy!