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Seconda edizione del contest di scrittura in italiano per stranieri 🖊

hand holding a pen on a hand written diary

La conclusione comune e come votare le storie dei partecipanti

Quella che leggi sotto è la conclusione che i partecipanti al contest di scrittura 2024 hanno seguito come traccia, lavorando con la loro insegnante alle loro storie, che sono sono pubblicate qui sotto. Dal 9 al 19 marzo fino alla fine di marzo 2024 anche tu puoi votare la tua preferita con un commento.

Conclusione: “E quindi uscimmo a riveder le stelle.” (Dante Alighieri)

Come si vota

  1. Leggi tutte le storie pubblicate in questa pagina
  2. Scegli la tua preferita (una sola!)
  3. Attenzione: gli autori non hanno tutti lo stesso livello di italiano. Alcuni sono principianti, altri più esperti. Per favore concentrati sull’originalità e sulle emozioni che ti suscita la storia.
  4. Lascia un commento in fondo a questa pagina con il titolo della storia che hai scelto e una breve motivazione in italiano.

Le storie dei partecipanti alla II edizione del contest di scrittura:

WINNER:
Un ricordo d’infanzia
РJ̦elle

Un contest di scrittura nella città dell’amore

Tre grandi passioni – Mary

Un figlio nascosto – Despoina Xenikaki

Come l’Italia è veramente entrata nella mia vita? – Valmir Fernandes

Una vacanza in Sicilia…con figli


Leggi tutte le storie

WINNER: Un ricordo d’infanzia di Joëlle dalla Savoia

Ma cosa fa Nina, la mia nipotina, sulla terrazza a quest’ora? È buio e fa un freddo tremendo!

«Nina, rientra subito o domani sarai a letto con un bel raffreddore!»

«Nonno, volevo ammirare le stelle! Stanotte il cielo è proprio magnifico e mi hai promesso che mi avresti spiegato le costellazioni!»

«Non ho dimenticato la mia promessa! Ma adesso vieni a sederti accanto a me: ho acceso il camino, ti racconterò una storia di stelle, che mi è successa tanto tempo fa.»

«Sì, nonno, raccontamela!»

«Avevo più o meno la tua età, circa nove anni. Ero arrivato a casa di mio nonno per trascorrere le vacanze: lui era una famosa guida alpina, della montagna conosceva tutto! Sai, figliola, anche lui mi aveva fatto una promessa: portarmi a guardare le stelle e scoprirne il nome. Il momento era finalmente arrivato, tutto era pronto. Dovevamo salire in montagna, aspettare la notte per vedere il cielo stellato e dormire lì, in una capanna, come veri alpinisti. Mi sentivo felice e non vedevo l’ora di partire!

Quella mattina scesi la scala cantando ma quando entrai in cucina trovai il nonno preoccupato: “Gianni – mi disse – bisogna rimandare la gita, il meteo è cambiato e temo che stasera arrivi un temporale, non voglio rischiare.» 

Non saprei dirti quanto mi sentii deluso ed arrabbiato! Aspettavo da tanto tempo questa gita! Allora presi una decisione completamente pazza: non voleva portarmi? Beh! Sarei andato da solo! Ce l’avrei fatta!

Aspettai che il nonno uscisse dalla cucina e, zaino in spalla, sgattaiolai fuori senza farmi vedere.

Il sole splendeva in un cielo senza nuvole! Era proprio la giornata migliore per andare in montagna e guardare le stelle. Salivo come una capretta, pieno d’energia. Verso le undici, tirai fuori il pranzo e mangiai di buon appetito. Avevo appena finito, quando notai che delle nuvole stavano arrivando e il cielo cominciava a scurirsi. Ma ero un bambino testardo e non avevo intenzione di arrendermi!

Continuai a salire per raggiungere il colle… Il tempo diventava sempre più minaccioso, sentii la prima goccia di pioggia, poi la seconda e subito cominciò a diluviare. Dove rifugiarmi? La capanna era troppo lontana. E subito un tuono, un lampo! Il nonno aveva ragione. La mia felicità se ne era andata e cominciai ad avere paura.
Per fortuna, a due passi, scoprii una specie di grotta: “Andiamoci – pensai – almeno sarò all’asciutto fino a quando finisce il temporale!”.

Ma le ore passavano e il temporale continuava, sempre più forte. Era sceso il buio, e sembrava impossibile tornare indietro: avrei dovuto passare la notte in quella grotta, fredda ed umida? E se fosse stato il rifugio di un lupo? Del resto, mi era sembrato di sentire ululare. Ma forse l’avevo solo immaginato? Non avevo più niente da mangiare né da bere, ero tutto bagnato, solo, in una montagna diventata ostile, senza nessuno per proteggermi; non potevo fare nient’altro che aspettare.

E così trascorsi la notte ascoltando rumori sconosciuti e tremando di paura.

Mi svegliai sentendo gridare il mio nome: il nonno, dopo avermi cercato tutta la notte, finalmente mi aveva trovato. Mi prese tra le braccia e mi portò a casa senza una parola. Era molto arrabbiato, ma non mi rimproverò. Passai la giornata a dormire e a riflettere sulla mia avventura. La cena fu silenziosa. Alla fine mi alzai e abbracciai il nonno, chiedendogli perdono per la mia disobbedienza.

E allora avvenne una cosa che non dimenticherò mai: lui mi baciò e disse: «Il cielo è sereno di nuovo, andiamo a guardarlo?»

Mi coprì con il suo mantello, mi prese la mano e quindi uscimmo a riveder le stelle…


Un contest di scrittura nella città dell’amore

SOFIA

Se avessi saputo che anche Gabriele si era iscritto al contest di scrittura non avrei mai partecipato! Lo odio dai tempi dell’università, quando lui criticava tutto quello che scrivevo. Sembrava che solo lui potesse fare qualcosa di buono.

Questo atteggiamento mi infastidiva veramente e pensare che mi era piaciuto così tanto appena conosciuto!

Finita l’università, è diventato un famoso scrittore di romanzi bellissimi e questo mi innervosisce veramente! E la cosa peggiore è che amo i suoi libri, mentre sono sicura che lui pensa che io sia una scrittrice mediocre.

Ma oggi, al mio arrivo a Parigi per il contest, ho scoperto di dover lavorare proprio insieme a lui. Infatti scopo della gara è scrivere qualcosa in uno stile diverso dal proprio e i partecipanti dovranno lavorare a coppie. E io sarò  in coppia con Gabriele! Come sarà possibile, visto che i nostri stili di scrittura sono completamente diversi (così come i nostri romanzi) e che lui è un tale narcisista? 

Ma eccolo, è arrivato! Accidenti, è ancora così affascinante… e siamo qui, a Parigi, nella città più romantica, in uno stupendo albergo. No, non posso distrarmi: questo è solo lavoro.

GABRIELE

Quando mi sono svegliato, ho scoperto di essere già in ritardo il primo giorno del contest di scrittura. Ho appena il tempo per fare una doccia e vestirmi velocemente, per fortuna ho deciso di prendere una camera nello stesso albergo della competizione. Arrivato al banchetto per iscrivermi al contest mi paralizzo vedendo Sofia. Maledizione! Cosa ci fa lei qui? Speravo di non vederla mai più. Però devo ammettere che ha un’aria così determinata e sexy.

Mi sento ancora in colpa per come mi sono comportato con lei anni fa. Ero giovane e arrogante, pensavo di averle fatto una critica costruttiva, ma lei l’ha presa nel modo sbagliato, sul personale. Che carattere! Lei è stata così testarda da non volermi più parlare.

Nonostante tutto, Sofia è diventata una buona scrittrice. Non ha il mio stesso successo, ma apprezzo molto i suoi libri.

Devo dirle che li ho letti tutti. 

All’altoparlante annunciano le coppie degli scrittori che dovranno lavorare insieme… Mamma mia! Sono abbinato proprio a Sofia!

Dopo un primo momento di shock, realizzo che è un colpo di fortuna: finalmente ho l’opportunità di fare le cose bene con lei. 

Ora la saluto e le chiedo se possiamo parlare. Ma lei mi liquida in un minuto.

…Qualche ora dopo…

SOFIA

Wow, sento le farfalle nello stomaco. Mi sono bloccata, quando Gabriele mi ha parlato, non sono riuscita a dire nemmeno una parola. Una volta era così insopportabile, crudele, ma oggi c’è qualcosa in lui che mi attrae. Questa sera c’è la cena di apertura del contest, l’occasione per parlare con lui.

Se voglio vincere la gara, dovrò mettere una pietra sopra al passato e ricominciare da capo.

Entro nella sala del ristorante e lo vedo subito: i miei occhi sono attratti da lui come da una calamita. Faccio un respiro profondo e lo raggiungo.

«Gabriele, mi dispiace per questa mattina, penso che dobbiamo parlare» – gli dico con coraggio e determinazione.

Lui mi guarda con un’intensità che non mi aspettavo e mi dice: «Sofia, grazie, anche io devo parlare con te. Magari andiamo fuori in terrazza».

Poggia la sua mano sulla mia schiena e sento un brivido sulla pelle. Mi accompagna attraverso il corridoio fino al terrazzo.

Fuori è buio, ma l’aria è mite. Ci fermiamo e osserviamo le stelle in cielo. Abbassiamo lo sguardo, ci guardiamo negli occhi e, come fossimo la stessa persona, ridiamo e diciamo insieme: «E siamo usciti a riveder le stelle».


Tre grandi passioni di Mary da Londra

Ho due grandi passioni nella vita: i viaggi e il cibo.

Ah, e una terza passione, più importante delle altre, il mio adorabile compagno di vita, che ama viaggiare con me ed è uno chef molto bravo.

Ma questa storia non riguarda me e il mio compagno, la nostra storia romantica è per un’altra volta.

Era una sera di dicembre e stavo camminando per Mayfair a Londra verso l’Ambasciata Italiana. Fuori faceva freddo e all’improvviso rabbrividii e mi avvolsi strettamente nel cappotto.

Stavo andando a una festa mondana all’Ambasciata e presto mi unii alla festa in una bellissima sala di ricevimento.

La stanza era animata dal chiacchiericcio delle voci e dal tintinnio dei bicchieri di vino.

Dopo un po’, i camerieri iniziarono a muoversi per la stanza con vassoi di tartine e snack.

Ma il cibo sui vassoi sembrava molto strano. Questi non erano i soliti stuzzichini da cocktail party. Non vedevo bastoncini di formaggio o piccoli involtini di salsiccia o blinis di salmone.

Invece, alcune delle tartine avevano la forma di cubetti. Altri stuzzichini erano presentati in tubetti. E non erano molto gustosi.

Poi i camerieri girarono di nuovo per la sala con stuzzichini dall’aspetto di tortillas – tortilla di sgombro, quinoa e crema di porri e un’altra tortilla con pollo alla curcuma, funghi, riso integrale e piselli. Mi chiedevo perché tutto fosse presentato su tortillas e non su piccoli piatti.

Il successivo giro di piatti offrì alcuni piatti più tradizionali italiani, come piccoli bocconi di lasagne, risotto al pesto, caponata. Delizioso!

E poi il silenzio cadde nella stanza quando l’ambasciatore si alzò per parlare. Ma le sue prime parole furono smorzate mentre ingoiava un boccone del delizioso dessert che gli era appena stato servito. Potevamo solo sentire «mmm… Questo tiramisù è buono da morire!»

E poi si rivolse a una coppia elegantemente vestita che era in piedi accanto a lui e disse: «È con mio grande piacere dare il benvenuto alla signora Ingegnere Samantha Cristoforetti e al signor Chef Stefano Polato al nostro ricevimento di gala questa sera».

L’ambasciatore chiese: «Sapete qual è il legame tra queste due persone?»

Ero perplessa: quale poteva essere il legame tra un ingegnere e uno chef?

Poi l’ambasciatore proseguì:

«Sono lieto di darvi il benvenuto alla celebrazione della Giornata Nazionale dello Spazio 2023.

Siamo stati molto lieti di offrirvi assaggi di piatti consumati in orbita dagli astronauti. Avete assaggiato esempi dei primi “piatti” – cubetti e tubetti – che vengono mangiati dagli astronauti. Interessanti ma forse non appetitosi!

Ma quando nel 2014 Samantha è andata nello spazio – la prima donna astronauta italiana – ha chiesto a Stefano di sviluppare alcuni piatti sani e accattivanti da poter preparare mentre era in orbita. Ed è stato allora che gastronomia, scienza e nutrizione si sono incontrate!

Più recentemente, con più innovazione e sviluppo, gli astronauti italiani sono stati in grado di gustare cibo italiano autentico e di buon gusto – anche il tiramisù!»

L’ambasciatore dichiarò:

«Siamo qui per celebrare i nostri astronauti che viaggiano nello spazio ma anche la nostra cultura enogastronomica. Per favore, godetevi la serata!»

Mi fermai per un attimo a riflettere su quanto fosse stata speciale per me questa serata, unendo due dei miei grandi amori: il viaggio e il cibo!

Alla fine della serata, presi il mio cappotto e, con una folla di altri, iniziai a pensare all’esperienza di mangiare in orbita cibo preparato sulla terra, guardando la terra da lontano.

Poi il grande portone di ingresso venne aperto, e uscimmo a riveder le stelle.


Un figlio nascosto di Despoina Xenikaki da Londra

Il cielo era chiaro la sera di domenica. C’erano miliardi di stelle che, se solo si guardasse in alto, si potrebbero vedere.

Con mia moglie, avevamo già finito la cena e abbiamo deciso di rilassarci nella veranda della nostra casa. Ho preso la bottiglia di vino e l’ho portata fuori. Lei era andata nella camera per prendere una camicia perché faceva un po’ freddo.

Mentre l’aspettavo, il telefono suonò.

«Ciao Giorgio» una voce disse.

«Ciao, chi è?» ho detto.

«Ho deciso di telefonarti ma non so se ho fatto bene. Perché devo dirti una verità che so da tanti anni».

Ero sorpreso ma anche curioso: «Scusi, mi dica chi è lei!», ho detto.

«Sono tuo fratello» lui ha risposto con una voce calma.

Non avevo un fratello, neanche una sorella, ero un figlio unico. Ma non ho detto niente, sono rimasto silenzioso.

«Ho deciso di telefonarti perché volevo che tu sapessi. Nostra madre me l’ha detto molti anni fa ma mi ha fatto promettere di non dirti la verità. Era un po’ imbarazzata».

«Ma come è possibile?»

«Nostra madre aveva una storia d’amore durante la guerra, prima di incontrare tuo padre. Ha conosciuto un ragazzo giovane ma purtroppo lui morì dopo la loro conoscenza. Era andata a vivere con sua zia, Emilia, che sapeva tutto. La zia l’ha aiutata con la mia nascita e poi ha trovato una famiglia che voleva dei figli però non poteva averne. E quelli erano i miei genitori. Quando avevo 30 anni, ho trovato una lettera scritta per me che era da parte sua. Ho parlato con i miei genitori che mi hanno confermato che non ero il loro figlio biologico. E un giorno ho deciso di andare a conoscerla. Era molto felice vedermi e mi ha parlato di te. Voleva che dopo la sua morte noi ci incontrassimo. Avevo paura di fare questa telefonata ma se vuoi, possiamo incontrarci quando tu vuoi. Ti do il mio numero.»

«Grazie» ho detto e ho messo il telefono nel suo posto. Mi sentivo che forse avrei perduto la mia voce, il mio respiro.
Non potevo credere alle cose che lui ha detto. Volevo da sempre avere un fratello o una sorella e ora ne avevo uno. La mia testa era piena di domande, perché nostra madre non mi ha detto niente? Perché non mi ha parlato di lui?

Ero perduto nei miei pensieri quando mia moglie era arrivata. «Ma che è successo, chi era? Sei un po’ pallido» lei disse.

«Era mio fratello».

«Ma che fratello, non hai un fratello!»

«Infatti, stasera ho scoperto di averne uno da sempre ma non lo sapevo.»

«E ti ha telefonato per dirtelo? Forse si tratta di una bugia.»

«No, sembrava onesto.»

Mentre eravamo nella veranda, non parlavamo. Era come se avessimo bisogno di tempo per accettare che il mondo che conoscevamo era cambiato. Una nuova persona era entrata in questo mondo senza il nostro permesso. Il nostro mondo era cambiato con forza.

«Forse vado un po’ dentro per riposarmi».

«Va bene. Andiamo».

Mi sono messo a letto accanto a mia moglie. Ho chiuso gli occhi e alla fine mi ero addormentato. Non so quanto tempo era passato da quel momento. Quando ho aperto gli occhi, ho trovato mia moglie che stava leggendo un libro.

«Ti sei addormentato.»

«Si, ma non so per quando tempo. Che ora è?»

«Sono le 21.00, è ancora presto. Andiamo nella veranda? E una bella notte. Forse troverai risposte alle tue domande guardando le stelle.»

«Sì, andiamo.»

E quindi uscimmo a riveder le stelle.


Come l’Italia è veramente entrata nella mia vita? di Valmir Fernandes dal Brasile

Io ho 63 anni e lavoro per un’azienda di cinema. Abito a Dallas, Texas, negli Stati Uniti da diciotto anni. Durante tutti questi anni ho visitato più di venticinque Paesi, ma per una ragione sconosciuta non ero mai riuscito a conoscere l’Italia.

Questo fatto potrebbe essere considerato normale se non si fosse saputo della mia origine italiana.

Sono cresciuto insieme a miei nonni, entrambi di Treviso e immigrati in Brasile nel 1927. Di domenica andavamo tutti a casa della nonna. Ho vissuto con una cugina che mi ha insegnato ad amare la musica Italiana di Sergio Endrigo e Peppino di Capri.

Tutta la mia famiglia era tifosa della squadra di calcio “Palestra Italia”, una società fondata a inizio Novecento che aveva come tifosi tutti gli immigrati italiani in Brasile. Persino essere cresciuto in questo ambiente bianco-verde-rosso, io non avevo mai deciso di visitare l’Italia. Onestamente, nemmeno io capisco il perché.

Questa situazione è cambiata quando la mia mamma, una vera mamma italiana anche se nata in Brasile, ha raggiunto gli 85 anni, e dopo la pandemia ha cominciato a perdere la memoria a breve termine. Come una parte di questo processo, lei ha ricominciato a parlare un po’ in Italiano come faceva con i suoi genitori quando era giovane.

Di fronte a questo fatto irreversibile, ho deciso di imparare l’italiano per provare qualche chiacchierata con la mia mamma. Ho notato che questo la faceva molto felice, anche se all’inizio io non parlavo quasi niente.

Per accelerare il processo, io ho deciso di cercare una scuola di italiano on line, e fortunatamente ho incontrato Barbara, dopo Federica e Laura.

La mia passione e il mio interesse per l’Italia sono cresciuti senza controllo. Negli ultimi dodici mesi ho visitato l’Italia quattro volte, e già non vedo l’ora di ritornarci ancora una volta.

Ho anche deciso di ricercare le origini della nostra famiglia e mentre facevo ricerca del mio albero genealogico ho incontrato Lorenzo, un cugino di terzo grado che abita vicino a Venezia. Nel mio ultimo viaggio, ho visitato le città di Mogliano Veneto e Casale sul Sile dove abitano Lorenzo e la sua moglie. Lui mi ha portato a visitare anche le case dove hanno vissuto i miei nonni prima di emigrare in Brasile.

Io credo che la mia connessione con l’Italia sia appena cominciata, credo che sia anche possibile pensare di vivere in Italia quando andrò in pensione.

Il mese scorso ho visitato mia mamma un’altra volta, e come sempre chiacchieravamo in italiano dopo la cena sul balcone della casa. Io raccontavo della visita a nostro cugino e delle case dove vivevano i suoi genitori. All’improvviso lei è tornata alla sua infanzia ricordando momenti vissuti insieme ai suoi genitori: «E quindi uscimmo a rivedere le stelle.»


Una vacanza in Sicilia… con figli

Siamo “scesi” in Sicilia per una vacanza, hip hip urrà! Che emozione, isola magica, storia, cibo, natura, e… niente da fare con dei bambini piccoli nel periodo invernale.

Ho chiesto a mia moglie «Ma abbiamo scelto bene? È la destinazione giusta per noi? I bambini si divertiranno?»

Sì, mi ha detto, loro amano i paesi, andare in giro, vedere le finestre dei negozi… «Boh, non lo so» ho pensato io, spero che vada bene, e che non passino tutto il tempo con i loro giochi preferiti: urlare POZZO CACCAAA! nei vicoli pittoreschi, cantare ad alta voce HAI FATTO UNA SCOREGGIONAA! nelle piazze storiche (patrimonio Unesco), correre e saltare sulle rampe davanti alle chiese.

Poi mi sono ricordato: è il periodo di Natale, tutto deve essere decorato e illuminato, spero che si divertano. E poi…c’è l’Etna! Il famoso vulcano attivo, raggiungibile con la funivia e un pullman 4×4. Che esperienza magica, quello sarà il top della nostra vacanza!

Arrivati a Messina, vediamo il famoso orologio della cattedrale, alle 12:00 escono i pupazzi che si muovono… i miei bambini erano più affascinati da una lattina di spazzatura che rotolava con il vento qua e là.

Taormina era così calda che sono riusciti anche a immergere i piedi nel mare. A Catania con il suo street food si sono innamorati delll’arancino: da quel giorno vedono arancini ovunque, emoji sul telefono, disegni animati, o pupazzi strani nel supermercato. A Siracusa i pompieri hanno fatto uno spettacolo con la befana, e a Noto abbiamo trovato la miglior granita.

È arrivato il giorno che aspettavamo – salire sull’Etna! Guardando il vulcano da valle sembrava tutto pieno di neve. Sapevamo che era alto, abbiamo portato i guanti, i cappelli e vestiti caldi, ma non proprio la tuta per la neve: aiuto! Però in teoria saremo protetti sia sulla funivia che sul pullman 4×4 – dovremmo fare solo una salita a piedi, massì anche senza tuta ce la facciamo!

Partiamo con la navetta, la montagna è sempre là all’orizzonte: alta, nera, non c’è nient’altro di simile intorno. Il paesaggio è unico. La visibilità di questo giorno era fantastica, tutto chiaro. La strada ha iniziato a curvare, qui e lì, la terra è nera, tutto spoglio, non ci sono alberi e quasi neanche una pianta.

Ho pensato a Frodo Baggins nel suo viaggio per Mordor ne “Il Signore degli Anelli”, a quanto difficile era. Arriviamo al parcheggio: hop sulla funivia, bellissimo! Hop sul pullman 4×4, incredibile! Iniziamo a camminare. “Sono stanca!” dice mia figlia. «Non voglio camminare!» dice mio figlio. Tutto intorno è nero come il carbone, rocce vulcaniche… sono sicuro che Mordor era così! Dobbiamo resistere come ha fatto Frodo! Dobbiamo essere forti per sopravvivere a questo viaggio!

«Ho freddo!» dice mia figlia, «ho fame!» dice mio figlio, camminando sulla neve e le rocce. La topografia è così unica… ci sentiamo sulla luna. «Il vento mi da fastidio» dice mia figlia, «io non cammino più!» dice mio figlio.
Il picco era là, davanti a noi, si poteva quasi toccarlo, e del fumo continuava a uscire. Siamo quasi arrivati al cratere, il punto più alto di questa visita, la guida si ferma.

Mio figlio dice che il sole gli brucia gli occhi, mia figlia dice «l’odore mi da fastidio». Il cielo è chiarissimo; come in una foto si vedono la Calabria, Siracusa, il golfo di Catania… che spettacolo.

NON VOGLIO CAMMINARE PIÙ!!! Urlano i miei due coraggiosi Frodo Baggins. Io e mia moglie ci guardiamo «Andiamo via» e in un attimo arriviamo giù, nella sicurezza della civiltà.

E così uscimmo a riveder le stelle.


28 thoughts on “Seconda edizione del contest di scrittura in italiano per stranieri 🖊

  1. E una storia fascinante.

  2. Ho scelto Tre grandi passioni perché anch’io sono una amante delle stesse cose i viaggi, il cibo e il mio compagno di vita, che ama viaggiare con me ed è un ottimo chef.
    Leggendo questa storia mi è sembrato di viverla in prima persona, mi sono sentita la scrittrice e non la lettrice. All’inizio della storia ho pensato che si trattasse di una storia d’amore quando ho letto che la terza passione era il suo compagno di vita. Ma immediatamente la scrittrice dice che non si tratta di una storia romantica. Poi parte a descrivere un evento sociale che mi porta a pensare che forse la scrittrice avrà un incontro con qualcuno del suo passato o qualcuno di nuovo e interessante. Poi arriva il cibo e diventa il punto focale (alcuni strani e non così buoni). Alla fine scopriamo perché parte alcuni cibi avevano un sapore strano, rivelando il legame tra cibo e scienza. Una notte totalmente inaspettata per la scrittrice e certamente per me come lettrice. Mi sentivo come se fossi nei panni della scrittrice che mi chiedevo anche dell’esperienza di mangiare cibo nello spazio che è stato preparato sulla terra mentre guardavo la terra da lontano. Questa certamente sembrava una notte magica. La storia mi ha fatto sentire come se stessi fissando le stelle. La storia mi ha tenuto incuriosito dall’inizio alla fine. È stato davvero accattivante con un finale atteso e una correlazione con le stelle. Brava! Complimenti!

  3. Un ricordo d’infanzia è il racconto che preferisco. Perchè? Ho provato emozione e condivisione nel leggerlo.
    Tengo, comunque, a sottolineare che tutti i racconti sono interessanti e piacevoli da leggere. Complimenti agli scrittori e i loro insegnanti.

  4. Una bella storia, mi è piaciuta tantissimo.

    1. Ciao Despoina, potresti scrivere il titolo della storia a cui ti riferisci?

  5. Storia ben scritta che suscita sentimenti…ma sono tutti bei componimenti, è difficile la scelta!

  6. Voto “Un ricordo d’infanzia”, storia ben scritta che suscita emozioni. Ma la scelta è difficile perché sono tutte composizioni ben scritte.

  7. Great story

    1. Mi è piacuto molto questa storia, un po’piu delle altre, anche se è stato difficile scegliere, perchè tutte sono molto buone.. Trovo che lo scrittore/scrittrice ha scritto una storia molto bella, che ha usato la frase originale come il punto di partenza, come le basi di tutta l’idea. ……….è così merita il mio voto…….Congratulazioni!!!

      1. Ciao Nigel, grazie per il tuo voto. Per favore potresti indicare il titolo della storia che hai scelto?

  8. Tutte le storie sono veramente belle e poetiche. Voto “Una vacanza in Sicilia con bambini” perché mi ha fatto divertire molto e mi sono immedesimata nel viaggio dei quattro Frodo Beginns alla ricerca di cieli stellati diversi. Bravissimi tutti!

  9. Mi piacciono tutte, complimenti agli autori. La mia preferita deve essere “Una vacanza in Sicilia… con figli” perché mi ricorda le vacanze che facevamo in famiglia quando i nostri figli erano piccoli e tutte le volte che abbiamo pianificato una gita solo per scoprire che non erano affatto interessati!

  10. Un ricordo d’infanzia
    L’amore per la montagna e per i racconti del nonno mi hanno emozionato.

  11. Voto “Come l’Italia è entrata nella mia vita”. Una storia emozionante che mostra come l’amore tra genitori e figli porti a scoperte incredibili.

  12. Complimenti a tutti gli autori, tutte le storie sono scritte molto bene! Il mio voto va a “Un ricordo d’infanzia”.

  13. È veramente una storia buonissima del rapporto tra generazioni. La descrizioni delle emozioni e della natura. Mi piace andare nelle montagne ma so veramente che velochemente il tempo cambia e che è veramente importante essere umile per la natura e i cambi del tempo.

  14. Prima di tutto, grandi congratulazioni a tutti e sei gli autori!
    Mi è piaciuta leggere tutte le storie.
    Ma ho scelto ‘Un contest di scrittura nella città dell’amore’ come la mia preferita perché mi è piaciuto il romanticismo e la tensione romantica di questa storia.
    E mi è piaciuto il modo in cui lo scrittore / la scrittrice ha collegato la storia alla la linea di chiusura chiave,
    Grandi congratulazioni a tutti – anche congratulazioni a i nostri coraggiosi insegnanti!

  15. Un ricordo d’infanzia

    Una bella storia piena di emozione!

  16. Voto “Come l’Italia è entrata nella mia vita”. Questo racconto mi ha emozionata e penso che sia molto bello che lo studio di una lingua e di una cultura possa avere il potere di unire le persone, anche a distanza. Complimenti a tutti gli autori!

  17. Complimenti a tutti gli scrittori e a tutte le scrittrici di queste storie, tutte molto belle. Il mio voto va a “Tre grandi passioni”, perché ho apprezzato il senso che qui prende la frase finale. Nel contesto di questa storia, infatti, la frase mi fa vivere quell’emozione (di meraviglia e smarrimento) che mi prende quando guardo le stelle e penso che ci sono delle persone come me lassù che, magari mangiando il tiramisù, guardano il loro mondo dal di fuori.

  18. Come l’Italia è veramente entrata nella mia vita?

  19. Voto “un figlio nascosto”. Molto dolce e e commovente.

  20. Un ricordo di infanzia.

    Questa storia è emozionante e divertente. La storia è scritto semplice ma profondo. Bella!

  21. Un figlio nascosto. Molto dolce.

  22. Divertente e ben scritta.

  23. Una vacanza in Sicilia… con figli

    Divertente e ben scritta.

  24. Un Ricordo d’Infancia!

    Questa storia mi e’ piacuta di piu perche e un ricordo onesto dell’innocenza dell’infanzia. Posso immaginare di fare la stessa cosa e imparare una lezione appropriata.

  25. Voto “Come l’Italia è veramente entrata nella mia vita?” perché è un bellissimo esempio di come l’amore per le persone a noi più care a volte ci permette di scoprire delle nuove passioni che cambiano la nostra vita.

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